Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Servizio trasfusionale Perinei, Colonna: “Bene istituzione, ora serve personale e attrezzature”.

Enzo Colonna - Consigliere Regione Puglia
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Enzo Colonna - Consigliere Regione Puglia
Enzo Colonna – Consigliere Regione Puglia

Una nota del consigliere Enzo Colonna (“Noi a Sinistra per la Puglia”).

Nei giorni scorsi, su proposta del Presidente Michele Emiliano, la Giunta regionale ha approvato alcuni giorni fa (delibera n. 900 del 7 giugno 2017) il “Modello organizzativo della rete trasfusionale pugliese”. Si tratta di un passo decisivo nella direzione della piena attuazione del piano di riordino ospedaliero che riguarda un fondamentale servizio sanitario quale quello del sistema di prelievo, trasporto e trasfusione di materiale ematico. Il provvedimento, frutto anche del grande lavoro svolto dalla “Sezione Strategie e Governo dell’Assistenza Ospedaliera” del Dipartimento “Promozione della Salute” (che ringrazio), approva il documento proposto dalla Struttura Regionale di Coordinamento della Medicina trasfusionale, per il tramite dell’“Organismo preposto alla partecipazione degli attori della rete trasfusionale presso la SRC” e sottoscritto all’unanimità dai componenti in data 11/04/2017, e fornisce indirizzi operativi per la concreta attuazione della rete.

La rete trasfusionale pugliese è stata impostata secondo le previsioni del decreto ministeriale n. 70/2015 (che ha stabilito a livello nazionale gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera) e del regolamento regionale n. 7/2017 (con il quale è stata delineata la nuova rete ospedaliera pugliese).

Sarà articolata attraverso diversi livelli, a ognuno dei quali corrispondono specifiche funzioni assistenziali. In particolare, entro il primo semestre 2018, saranno istituiti tre macro “Dipartimenti Interaziendali di Area Vasta” (Salento, Bari e Puglia Nord).

Entro tre mesi le ASL pugliesi dovranno trasmettere alla competente sezione regionale un piano dettagliato di ridefinizione della rete trasfusionale, con relativo cronoprogramma da attuarsi per l’80% entro il 2017 e per il restante 20% entro il 2018. I direttori generali delle ASL e delle Aziende Ospedaliero-Universitarie dovranno individuare i “Servizi Trasfusionali” (previsti negli ospedali di 1° e 2° livello) e le “Articolazioni Organizzative” (negli ospedali di base).

Il provvedimento individua le dotazioni organiche dei nuovi servizi. In particolare, per le unità complesse sono previsti: 1 direttore, 1 coordinatore, 8 dirigenti medici, 1 dirigente biologo 10 tecnici, 8 infermieri e 2 amministrativi; per le unità operative semplici, invece, 6 dirigenti medici, 6 tecnici e 5 infermieri. Infine, le articolazioni previste negli ospedali di base, saranno dotate di 1 dirigente medico, 1 tecnico e 1 infermiere.

Le attività di lavorazione del sangue e degli emocomponenti avverranno in strutture con almeno 40 mila donazioni di sangue all’anno e, nella fase iniziale di attuazione, sarà avviato un centro per ogni provincia. È previsto il coinvolgimento degli attori sociali impegnati in questo campo, quali associazioni e federazioni dei donatori di sangue, sia nella definizione delle strategie e delle modalità organizzative che per il monitoraggio del sistema di rete.

Per quanto attiene i sistemi informatici regionali di gestione dell’intera rete, la Giunta ha disposto che verrà realizzata una gara unica regionale, le cui procedure vedranno capofila la Asl di Bari e dovranno essere avviate entro due mesi.

La deliberazione di giunta stabilisce inoltre che il Direttore Generale della Asl, valutato l’incremento delle esigenze trasfusionali dei pazienti dell’Ospedale di 1° livello, attualmente privo del Servizio Trasfusionale, possa istituire un Servizio che svolga le seguenti attività: raccolta, gestione dei programmi di trasfusione, attività di consulenza trasfusionale, laboratorio di immunoematologia e polo di reclutamento per i donatori di midollo osseo.

Da tempo, seguo con particolare attenzione tale tematica, con particolare riferimento all’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei”, qualificato dal piano di riordino sanitario quale struttura di 1° livello. Come avevo più volte anticipato, grazie al piano di riordino ospedaliero ed al provvedimento ora adottato sarà possibile passare dall’attuale semplice “Unità Fissa di Raccolta Sangue” alla istituzione del vero e proprio Servizio Trasfusionale. Ciò consentirà finalmente non solo di raccogliere, ma anche di conservare e disporre in sede del sangue necessario per le trasfusioni.

È, questo, un importante obiettivo che sto seguendo da mesi e per il quale è ora necessario, coerentemente alle previsioni del piano di riordino e del modello di rete adottato, istituire presso l’ospedale murgiano una Unità Operativa Semplice.

Invito perciò il Direttore Generale della ASL Bari 4 a predisporre tempestivamente il piano attuativo della rete trasfusionale di sua competenza e ad assicurare le necessarie dotazioni di personale e attrezzature all’Ospedale della Murgia.

I volumi di attività espressi in questo ospedale sono di assoluto rilievo e ben oltre i parametri minimi previsti per tali servizi. Nei soli primi cinque mesi dell’anno, sono state raccolte circa 2200 unità di sangue intero (in deciso aumento anche rispetto al già ottimo risultato del 2016 durante il quale le unità raccolte sono state 3470). Uno straordinario risultato ottenuto anche grazie alla preziosa attività svolta sul territorio da associazioni come Avis e Fidas.

Inoltre, già dallo scorso aprile, presso la stessa “Unità Fissa di Raccolta Sangue”, grazie anche al grande impegno dei volontari dell’associazione donatori midollo osseo (ADMO) di Altamura, è possibile effettuare i prelievi ematici destinati alla tipizzazione dei donatori di midollo e alla successiva iscrizione al registro nazionale, che rende accessibile ad ogni singolo paziente in attesa di trapianto un pool di donatori compatibili. In appena due mesi di attività 190 sono stati i prelievi effettuati per tali tipizzazioni. L’avvio del servizio trasfusionale consentirebbe di rendere stabile e strutturata l’attività del polo di reclutamento con funzioni di ricerca dei donatori di midollo osseo, valutazione dell’idoneità, identificazione del donatore, prelievo ematico.

L’approvazione del modello organizzativo della rete trasfusionale pugliese è dunque un’ottima notizia. Rappresenta un altro significativo passo in avanti. Ora tocca al Direttore Generale della ASL Bari, Vito Montanaro, procedere con il lavoro e consentire a tutto il territorio della Murgia di ottenere questo indispensabile e tanto atteso servizio.

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