Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Cure palliative, le audizioni in III Commissione

Pino Romano - Capogruppo PD - Regione Puglia

Inserire le cure palliative all’interno dei percorsi di assistenza del sistema sanitario regionale, per garantirne l’accesso a tutti i malati cronici, così come previsto dalla legge nazionale 38 del 2010 e dall’Intesa tra Governo, Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 2012. Questa la sollecitazione accolta dalla III Commissione consiliare presieduta da Pino Romano nel corso della seduta di audizioni alla quale sono intervenuti i rappresentanti regionali della Società italiana di Cure Palliative e il coordinatore sanitario dell’ANT.

Partendo dall’analisi della situazione pugliese, caratterizzata da forte disomogeneità, i referenti della SIPC hanno illustrato il lavoro svolto in collaborazione con gli organi tecnici della Regione che ha portato nel 2015 alla definizione di una delibera che però non ha trovato concreta attuazione. Motivo per cui oggi, anche alla luce del mutato quadro epidemiologico, si rende necessaria una nuova bozza operativa che serva a strutturare un modello organizzativo attraverso l’istituzione di centri specialistici e hub periferici, oltre all’avvio di corsi di formazione per aumentare la platea dei medici specializzati.
In Puglia le cure palliative sono erogate principalmente attraverso hospice o assistenza domiciliare, a fronte di personale medico che raggiunge le cento unità. Serve pertanto un adeguato riconoscimento da parte del Governo regionale, con una attenzione particolare alla rete pediatrica.

L’obiettivo deve essere quello di migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare tutte le complesse problematiche cliniche, psicologiche, sociali e burocratiche associate al decorso della patologia.
Più circostanziato l’intervento del referente Ant che ha sottolineato come le cure palliative domiciliari in Puglia siano erogate in collaborazione con le associazioni del terzo settore, lamentando la disomogeneità nei vari distretti sanitari. Caso di specie, quello della provincia di Brindisi, dove l’Ant ha svolto le attività in convenzione con la Asl fino al 2016.

Dopodiché l’azienda ha deciso di emanare un bando unico per l’affidamento dell’assistenza domiciliare, includendo anche quella relativa alle cure palliative. Il che ha determinato, secondo Ant, un livello assistenziale più scadente per i pazienti – dal momento che si tratta di erogazione di un servizio e non di presa in carico totale – e di maggiori costi per il sistema sanitario regionale.