Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Al Policlinico la nuova era della Medicina Nucleare

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Lunghissimo l’elenco delle prestazioni che ora diventano possibili.
(IlSole24Ore) – Mancano 48 ore. Due giorni e il Policlinico si proietterà nel suo futuro. Manca solo questo lungo respiro all’inaugurazione della Medicina Nucleare e della Radioterapia.

I due Centri avveniristici che faranno fare al grande ospedale barese e alla Puglia un improvviso salto in avanti. Per dimenticare, come un incubo, la lunga epoca delle PET eseguite nell’Unità Mobile e dei tanti trattamenti radioterapici negati ad ammalati costretti ad andare lontano da casa per settimane intere.

È lunghissimo l’elenco delle prestazioni che improvvisamente diventano possibili e il prof. Giuseppe Rubini, direttore della Medicina Nucleare, ci dice subito che siamo all’inizio della «nuova era».

«Le nuove apparecchiature istallate sono le più moderne che la tecnologia può offrire – tiene a specificare subito lo Specialista – e rappresentano un grande investimento sulla salute del cittadino pugliese.

Ma è l’intera progettazione del Centro che è stata pensata in maniera innovativa. Tutto il reparto è stato ideato tenendo presente che deve servire al paziente».

Cura delle luci e dei colori di corridoi e ambienti. Preparazione dei radiofarmaci gestita, per l’intero ciclo, all’interno di speciali apparecchiature che vengono comandate con touch screen dall’esterno. Anche il frazionamento e l’infusione degli isotopi radioattivi sono completamente robotizzati. Massima attenzione è dedicata alla radioprotezione e all’igiene.

Ma anche al confort. Questo è l’unico centro in Italia in cui le stanze di attesa, prima dell’esame, sono singole e hanno tutte il bagno dedicato.

Questo dettaglio ha stupito persino gli ispettori dell’Fda americana (la Food and drug administration è l’ente governativo Usa per alimenti e farmaci; ndr), arrivati nei giorni scorsi per varare il protocollo di uno studio sperimentale. «Questo reparto – continua il prof. Rubini – ha la fortuna di essere stato costruito per fare medicina nucleare.

Quindi abbiamo una sezione dedicata all’accettazione dell’utenza, una parte centrale per la preparazione dei radiofarmaci e poi tutte le diagnostiche. Ma tutto è stato progettato per avere il massimo controllo della radioattività, dell’aria che viene respirata, dei flussi del personale e dei pazienti».

L’operatività del nuovo Centro salirà gradualmente per rispondere più prontamente a una enorme richiesta. Il 2016 si è chiuso con un bilancio di 3.300 prestazioni. Ma il nuovo reparto, che sta già programmando la formazione del personale in arrivo, è atteso ad una importante sfida quantitativa e qualitativa.

Tre nuove “gamma camera-TC 16 slices” consentono di fare la scintigrafia topografica total body e insieme una TAC diagnostica con mezzo di contrasto. Una quarta è dedicata alla scintigrafia cardiaca con la possibilità di eseguire accertamenti sulle sindromi ischemiche anche in urgenza. Delle due PET, la prima con TAC 64 slices è l’apparecchio più evoluto oggi in Italia e consente studi di dettaglio anatomico.

La seconda, con TAC16 slices, riesce a completare un esame whole body in soli 8 minuti. È l’ideale per tutti i pazienti non collaboranti, i bambini e gli ammalati con dolore.

Uno speciale sistema di centraggio permette di trasferire tutti i dati di posizionamento del paziente sulle apparecchiature della Radioterapia per stabilire i piani di trattamento, senza dover ripetere l’esame.

Tutti questi accorgimenti aumenteranno molto la produttività, anche se occorreranno almeno due anni, secondo il prof. Rubini per portare il Centro a regime.

«Questo è un reparto molto complesso. – dice lo specialista – Qui abbiamo diagnostiche convenzionali insieme ad altre altamente specialistiche che richiedono un periodo di formazione.

Abbiamo una sezione dedicata alla chirurgia radioguidata, con tutte le applicazioni del linfonodo sentinella per la senologia e la chirurgia del melanoma. Abbiamo anche due sezioni accessorie con densitometria ed ecografia. Dobbiamo gradualmente garantire il funzionamento ottimale di tutto l’insieme.»

Con Giuseppe Rubini siamo nella grande centrale di comando della Nuova Medicina Nucleare.

Una lunga serie di monitor mostrano immagini avveniristiche di organi che possono essere isolati, ruotati e orientati in tre dimensioni per essere studiati nei più piccoli dettagli.

Una doppia consolle permette di programmare tutte le scansioni delle PET-TAC. I due super modelli che tutta l’Italia ci invidia.

«La tecnologia che abbiamo istallato – specifica il professore – offre certamente dei vantaggi anche dal punto di vista di trattamenti innovativi che i pazienti finora dovevano andare a fare fuori regione o all’estero.

Massima attenzione è stata posta verso la diagnostica e la terapia più evoluta che induceva la migrazione sanitaria.

E noi abbiamo puntato esattamente a questo, a evitare ai pugliesi di dover andare fuori regione e a diventare il punto di riferimento di tutto il Mezzogiorno. Certamente è un passo nel futuro».

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