Venerdì, 22 Agosto 2014
   
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PER IL 770 PROROGA A SETTEMBRE

 


Per il 770 proroga a settembre
 
'Credo di poter dire che la proroga del 770 ci sarà'. Lo ha scritto ieri su Facebook il sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti. 'Non è detto – ha proseguito – che sia fino al 30 settembre come gli anni scorsi, ma essere passati a discutere dal 'se' al 'quanto' prorogare mi pare un bel passo avanti, nel segno di quella ricerca di conciliazione delle opposte quanto legittime e motivate esigenze'. Dunque le pressioni dei professionisti sembrano averla vinta.

La soluzione ipotizzata (si parla di una proroga al 15 settembre, ma serve un Dpcm o, visti i tempi stretti, una comunicazione e poi il decreto) costituisce una mediazione tra le richieste dei professionisti e l'iniziale rifiuto secco delle Amministrazioni. Già oggi il Ministero dell'Economia potrebbe sciogliere la riserva. L'eventuale proroga, comunque, non inciderà sull'invio in via sperimentale delle dichiarazioni precompilate.

 

PDL-FI: "SPRECHI ASL BARI, VENDOLA RIFERISCA IN CONSIGLIO REGIONALE"

NINO MARMO -VICE-PRESIDENTE CONSIGLIO - REGIONE PUGLIA 

 PdL-FI: "Sprechi Asl Bari, Vendola riferisca in Consiglio regionale"  

"Il governatore Vendola venga in Consiglio regionale a rendere conto della gestione della Asl Bari e a spiegare ai cittadini come viene utilizzata la tassazione imposta per coprire il deficit della sanità”. E’ quanto chiedono i consiglieri regionali PdL-FI Ignazio Zullo, Giammarco Surico, Nino Marmo, Roberto Ruocco, Luigi Mazzei intervenuti questa mattina in conferenza stampa dopo l’interrogazione di Surico sulle “gravi e reiterate violazioni rilevate dai servizi ispettivi del Ministero dell’Economia e delle Finanze in riferimento alla gestione dell’azienda sanitaria del capoluogo pugliese”. Secondo quanto denunciato dall’esponente Pdl, nella relazione presentata alla Corte dei Conti “risulterebbero corresponsioni illegittime a personale Asl e illegittime applicazioni di accordi contrattuali per un danno erariale che ammonterebbe come minimo a 24 milioni di euro”.
“Un fatto ancora più grave se si considera che la Giunta regionale è a conoscenza del documento dal 2012” il commento di Nino Marmo che punta il dito contro la continua assenza di Vendola e la mancanza di meccanismi di controllo sui bilanci delle aziende sanitarie locali.


Per il capogruppo Ignazio Zullo, quello del Governo Vendola è un “bilancio a dir poco negativo a cui si aggiungono gli sprechi e sperperi di chi non utilizza con diligenza i soldi dei cittadini. Tasse e sperperi, ecco come viene gestita la sanità pugliese. Vendola non ha voluto eliminare quello che chiamava ‘balzello medievale’, ovvero il ticket sanitario; non ha voluto ridurre le tasse ai cittadini, con una pressione fiscale regionale che supera l’1,8 miliardi di euro; non ha voluto programmare una seria revisione della spesa a fronte di un servizio sempre più scarso fatto di liste d’attesa infinite, personale allo stremo, costi elevati, taglio dei reparti e pessima gestione degli ospedali”.

Secondo Scianaro “quanto emerso sull’Asl Bari è la punta dell’iceberg di una situazione che noi denunciamo da tempo e della cattiva gestione del governo Vendola. Una vicenda che impone il controllo delle gare di tutte le Asl pugliesi per verificare la presenza di casi analoghi e una riorganizzazione del settore”.
Anche per Luigi Mazzei “è impensabile continuare a gestire una sanità a diverse velocità, in cui ogni asl ha una propria autonomia gestionale senza che esista un sistema di controllo efficace”. Mentre Roberto Ruocco chiede il confronto diretto con chi ha la responsabilità di controllo, puntando il dito contro un "sistema omertoso".

I consiglieri insistono quindi sulla necessità che la giunta fornisca copia della relazione al Consiglio regionale con una informativa dettagliata per capire come siano stati approvati i bilanci dal 2012 ad oggi, e quali provvedimenti il presidente Vendola intenda adottare in merito a quanto denunciato dal Ministero.

   

VIVILASANITA',E' STATA PUBBLICATA L' EDIZIONE DI LUGLIO 2014

 

 Nella sezione dedicata, in alto a destra di questo portale,  è  stata pubblicata l'edizione di Luglio 2014, del periodico A.F.O.R.P. "VIVILASANITA'".


In questo numero:

1.    L'editoriale del Presidente Giuseppe Marchitelli

2.    Piano della Salute, per il prossimo triennio 327 miliardi

3.    Decreto Legge 90 - Le novità

4.    Pentassuglia nuovo Assessore al Welfare

5.    Congresso F.A.R.E./A.E.P.&L.: Etica, Economia e Gestione nel S.S.N.: proposte

6.    Assemblea Generale Associati A.F.O.R.P.

7.    Beppe Marchitelli rieletto Presidente A.F.O.R.P.

8.    A.F.O.R.P.:ieri ed oggi
               
9.    L’ospedale San Carlo di Potenza eccellenza italiana grazie anche a Loran

10.  Campagna nuovi Associati A.F.O.R.P. 2014

11.    Oltre 1 Milione e 322 mila visitatori per il portale AFORP


Per leggere "VIVILASANITA'"
 
Clicca in alto a destra

 

   

POLIZZE 'SALATE' CONTRO GLI ERRORI MEDICI

 

 Polizze 'salate' contro gli errori medici


(Adnkronos Salute) - Assicurazioni 'fai da te' per gli ospedali italiani. Per 'sfuggire' a polizze sempre più salate, molte Regioni hanno intrapreso con decisione la strada dell'autoassicurazione (o della non assicurazione) per fronteggiare i rischi di responsabilità civile nei casi di malasanità. Attualmente soltanto la Valle d’Aosta e la Provincia di Bolzano si affidano ancora interamente al mercato assicurativo per rimanere indenni dagli effetti degli errori medici. Per il resto gli enti locali accantonano dei fondi ad hoc e gestiscono per proprio conto le richieste di risarcimenti con schemi regionali o affidati alle singole Asl. E, anche quando si rivolgono ad un assicuratore, lo fanno ormai solo per coprire i sinistri di maggiore entità (per importi superiori ai 250-500 mila euro). E' quanto emerge dal dossier dell'Associazione nazionale imprese assicuratrici (Ania) 'Malpractice, il grande caos', dedicato al fenomeno degli errori in ambito sanitario, presentato oggi a Roma.

Analizzando nel dettaglio il dossier, emerge con chiarezza che a intraprendere la strada assicurativa del 'fai-da-te' sono Liguria, Toscana, Puglia e Basilicata. Ad adottare invece un sistema misto - vale a dire ricorrendo alle compagnie assicurative solo per sinistri sopra una certa soglia - sono: Campania, Molise, Lazio, Sicilia, Marche, Umbria, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento.

Un sistema, quello cosiddetto misto, che per gli esperti dell'Ania mostra però più di un rischio. E citano l'esempio della Sicilia. "L'ultimo esempio di abbandono dello strumento assicurativo - spiegano - è quello della regione Sicilia dove la polizza in essere, disdettata a fine 2013, è scaduta dal primo luglio scorso lasciando prive di protezione le Asl locali poiché nel frattempo non è stato ancora costituito uno specifico fondo-rischi promesso dal presidente della regione Rosario Crocetta. In questi frangenti il minore ricorso alle assicurazioni comporta un più debole sistema di garanzie, dando minori certezze di risarcimenti equi e rapidi a chi è rimasto vittima di un episodio di malasanità e rendendo più incerta l’attività del personale sanitario esposto a maggiori rischi professionali".
 
Eppure, appena due anni fa, secondo un'indagine parlamentare sugli errori medici conclusa all'inizio del 2013, il 72,2% delle Asl italiane risultava ancora coperto da una polizza. "Un così veloce cambiamento - spiegano gli esperti dell'Associazione che rappresenta le compagnie assicurative - è soprattutto la conseguenza del continuo aumento nei costi dei risarcimenti e della crescente difficoltà a stimare i rischi, ciò che ha spinto i principali assicuratori italiani ad essere più selettivi nella copertura dei rischi".

 

   

SCIANARO: “ASL BARI PUNTA DELL'ICEBERG DELLA CATTIVA GESTIONE DI VENDOLA”

ANTONIO SCIANARO - CONSIGLIERE FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA 

 Scianaro: “Asl Bari punta dell'iceberg della cattiva gestione di Vendola”  

“Quanto emerso sull’Asl Bari è la punta di un iceberg di una situazione che noi denunciamo da tempo e della cattiva gestione di Vendola e il Pd”. Lo dichiara in una nota il Consigliere regionale di Forza Italia, Antonio Scianaro.

“Le indagini degli ispettori del MEF e prima ancora la relazione del collegio dei revisori –prosegue - concorreranno a chiarire i dubbi su una gestione quantomeno allegra della sanità locale. Altri episodi recenti sono venuti a galla grazie all’intervento della magistratura il tutte le Asl pugliesi (nessuna esclusa), perché solo così, in questa Regione, si può fare ordine nella sanità. Solo qualche giorno fa, abbiamo appreso dell’indagine della Procura di Bari sull’appalto da 44 mln di euro per i servizi informatici, prorogato per ben sette anni.

Una vicenda che impone il controllo delle gare di tutte le Asl pugliesi per verificare la presenza di casi analoghi. Inutile domandarsi, poi, perché la qualità del servizio sanitario sia così scarsa a fronte di tasse sempre più esose a carico dei cittadini: se le gare si espletassero nei tempi stabiliti dalla legge, avremmo certamente una sanità migliore e non quella promessa da Vendola fatta di scandali, inchieste, tasse e disservizi”.

“Per questo – conclude Scianaro - c’è bisogno di ripensare a tutta l’organizzazione del settore seguendo una direzione opposta a quella di questa Giunta regionale i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

   

MAZZEI: PASTICCIACCIO BRUTTO ARES. PENTASSUGLIA RIFERISCA IN COMMISSIONE


 Mazzei: Pasticciaccio brutto Ares. Pentassuglia riferisca in commissione
 
Il consigliere regionale FI Luigi Mazzei  ha rilasciato la seguente dichiarazione.
“Recenti inchieste giornalistiche hanno gettato un fascio di luce sul pasticciaccio brutto dell’Ares, l'Agenzia Regionale Sanitaria della Puglia.
Promozioni e trasferimenti del personale secondo logiche, per usare un eufemismo, poco chiare: viene citato perfino il caso di una dipendente assunta con il ruolo di infermiere dirigente presso l’Ares, pur essendo questa una struttura amministrativa e che non ha posti letto.

Successivamente all’assunzione dell’infermiere/dirigente vengono assunte dall’Ares anche due infermiere caposala… Per non parlare poi di un funzionario a tempo indeterminato che è stato promosso a dirigente perché ritenuto “indispensabile” e quindi immediatamente trasferito alla Regione.

Insomma, è chiaro a tutti che l'Agenzia Regionale Sanitaria della Puglia è servita anche come passaggio per alcuni funzionari assunti a tempo determinato e poi stabilizzati.
Addirittura poi, altri dipendenti che non avevano i requisiti nell’ASL tramite l’Ares sono passati dalla categoria B a dirigente. E alcuni dipendenti, in seguito ai comandi esercitati dall’Ares hanno fatto causa alla Regione chiedendo l’assunzione e il risarcimento danni; l’Ares non ha atteso neanche la sentenza di I° grado attivandosi da subito per una transazione…

Nel ritenere che tali situazioni non possano proseguire nel silenzio e considerata la gravità delle affermazioni contenute nell’inchiesta giornalistica, al fine di fare chiarezza sulla vicenda, ho chiesto l’immediata audizione nella Commissione dell’assessore alle Politiche della Salute e del Direttore dell’Ares”.
 
   

ASL BARI, ZULLO: “VENDOLA SPIEGHI IN CONSIGLIO COME SI UTILIZZANO LE TASSE DEI PUGLIESI”

IGNAZIO ZULLO - CAPOGRUPPO FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA 

 Asl Bari, Zullo: “Vendola spieghi in Consiglio come si utilizzano le tasse dei pugliesi”  

“E’ utile rendere conto ai cittadini di come viene utilizzata la tassazione imposta per coprire il deficit della sanità. Vendola si diceva “diverso, eversivo e pericoloso”. A fronte di quello che sta accadendo nella Asl Bari, come dobbiamo intendere questi aggettivi?”. Così il presidente del Gruppo in Consiglio Regionale del Pdl-Fi, Ignazio Zullo. “Da sempre  - prosegue - sosteniamo che un amministratore attento e buon padre di famiglia debba concentrarsi sul versante della spesa, razionalizzandola e qualificandola ed evitando gli sprechi.

Chi non si comporta da buon padre di famiglia, agisce invece sulle entrate, mettendo le mani nelle tasche dei cittadini per scialacquare e sprecare, come pare stia stato rilevato dagli ispettori del Mef. Chiediamo che questa rendicontazione puntuale sia operata da chi ha ottenuto il consenso per guidare la Regione. Vendola venga in Consiglio Regionale per relazionare alla collettività sulla gestione dell’Asl barese oggi al centro delle cronache - conclude Zullo - e chiarisca se gli aggettivi “diverso, eversivo e pericoloso” che affibbiava a se stesso sulla sanità siano da interpretare in senso figurato o letterale”.
   

A GIUGNO RIPRENDE IL TREND NEGATIVO DEI RITARDI DI PAGAMENTO


 A giugno riprende il trend negativo dei ritardi di pagamento


Dopo alcuni mesi di lieve miglioramento, a giugno i tempi di pagamento delle strutture sanitarie, per le aziende dei dispositivi medici, sono peggiorati in quasi tutte le Regioni e con molta probabilità nei prossimi mesi non vi sarà una sostanziale diminuzione dei giorni di ritardo. Si registra infatti uno scoperto nazionale che ancora ammonta a più di 3 miliardi e 600 milioni di euro, con un ritardo medio di 204 giorni. Dati questi che non fanno sperare per il prossimo futuro in un saldo delle fatture a 60 giorni, come previsto dalla legge». Questo il commento di Assobiomedica alla luce delle stime sui ritardati pagamenti pubblicate oggi dal Centro Studi dell'Associazione di Confindustria.

I dati a luglio 2014
Con 204 giotni a giugno rispetto ai 201 di giugno peggiora a livello nazionale di soli 3 giorni il ritardo nei tempi di pagamento alle imprese biomedicali da parte delle aziende Ssn. Ma si tratta di fatto del primo mese in cui la tendenza in calo (a gennaio i giorni di ritardo erano 215) da inizio anno si blocca.

A livello di singole Regioni Trentino, Veneto, Marche, Umbria, Lazio, Puglia e Calabria registrano lievi flessioni (tra uno e 5 giorni in meno del mese precdente), ma per tutte le altre c'è il segno più che raggiunge in un mese i 13 giorni in Molise - primo nella classifica negativa con 854 giorni di ritardo, 42 giorni in più di gennaio, seguito dalla Calabria con 843 - e i 10 in Campania che di giorni di ritardo complessivi ne ha 367, 72 in meno di gennaio.

Dal punto di vista dello scoperto nei confronti delle imprese il 13% del 3,6 miliardi denunciati dal presidente Rimondi è della Campania, seguita da poco meno del 12% nel Lazio e dal 10,5% della Calabria: in sole tre Regioni superano il 35% di tutto lo scoperto nazionale.

Classifca anche a livello di singoli enti. Il peggiore è ancora, con 1.362 giorni, l'Ao Mater Domini di Catanzaro, seguita dall'Asp di Cosenza con 1.50 giorni, da quella di Crotone con 881, dall'Asl Napoli 1 Centro con 873 giorni e dall'Ao Pugliese Ciaccio sempre di Catanzaro con 862 giorni.

Chi va meglio invece è l'Asl di Rimini con soli 34 giorni di ritardo, seguita dall'Asl Medio Friuli con 50, dall'Asl di Nuoro con 60 giorni, dall'Asl Bassa Friulana con 61
giorni e dall'Ao Valtellina e Valchiavenna che di giorni di ritardo ne ha solo 63.

Fonte:IlSole24Ore

   

SPIRAGLI DI PROROGA PER IL 770

 

 Spiragli di proroga per il 770
 

Il Governo sta valutando se prorogare o meno al 30 settembre la presentazione del 770. Ma non solo. Allo studio anche la possibilità di rendere stabile al 30 settembre la data entro cui presentare il modello. Lo ha reso noto, ieri, il sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti rispondendo ad un quesito inoltrato da Giulio Cesare Sottanelli (Sc) nel corso del question time in commissione Finanze alla Camera.

 

   

DEBITI P.A. IL GOVERNO: PAGATI AI CREDITORI 26,1 MILIARDI DI EURO

 

PIER CARLO PADOAN - MINSITRO E CONOMIA E FINANZE

 DEBITI P.A. Il Governo: pagati ai creditori 26,1 miliardi di euro

Stando almeno alle affermazioni ufficiali di Palazzo Chigi, il governo avrebbe, in buona parte, risolto l’annosa questione dei pagamenti alle imprese creditrici; sul sito della Presidenza del Consiglio, infatti, si apprende che nel biennio 2013-2014 sono stati stanziati 47,5 miliardi di euro per smaltire i debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni.

Inoltre, delle risorse stanziate, ben il 91 per cento – riporta sempre il Governo – è stato ripartito tra le amministrazioni debitrici, ovvero 43,2 miliardi di euro. La suddivisione è stata effettuata nella seguente maniera: il 63 per cento è stato conferito materialmente alle amministrazioni che hanno fatto richiesta di risorse per onorare i propri debiti (si tratta di 30,1 miliardi di euro); più della metà delle risorse ripartite, ovvero 16,1 miliardi di euro (pari al 55 per cento delle risorse stanziate e all’87 per cento delle risorse erogate), sono state usate per pagare effettivamente i creditori.

Il Governo fa presente, infine, che è iniziata la fase di attuazione del decreto legge 66/ 2014, che assegna ulteriori 9,3 miliardi di euro di risorse aggiuntive.

   

IMPRESE. IN ARRIVO 25 MILIARDI DI INCENTIVI DALL’UE

 
 IMPRESE. In arrivo 25 miliardi di incentivi dall’Ue

Sono in arrivo 25 miliardi di nuovi finanziamenti per le imprese, che andranno ripartiti tra tutte le aziende europee; è quanto prevede un accordo firmato tra la Commissione Ue e il Fondo europeo per gli investimenti. I fondi, che saranno erogati entro la fine dell’anno, potranno essere percepiti da circa 330mila aziende, il 90 per cento delle quali ha al massimo 10 addetti; a queste, saranno destinati circa 21 miliardi, mentre i quattro restanti saranno riversati nelle casse delle imprese medio piccole.

L’iniziativa, avviata nell’ambito del progetto Cosme (il programma Ue sulla competitività), riguarderà il periodo compreso tra il 2014 e il 2020; in sostanza, consentirà agli imprenditori di ottenere un accesso facilitato al credito, attraverso la dotazione di 1,3 miliardi di euro che, attraverso il meccanismo della leva finanziaria, ne sbloccheranno, appunto, 25. Attualmente, gli intermediari finanziarie e le banche aderenti all’iniziativa non sono stati ancora selezionati: si tratta del prossimo passo del Fondo europeo per gli investimenti per dare alla misura piena attu
azione.

   

FATTURA ELETTRONICA. ANTICIPATO AL 31/03/2015 L’OBBLIGO VERSO TUTTE LE PA

 

 FATTURA ELETTRONICA. Anticipato al 31/03/2015 l’obbligo verso tutte le PA

Come è ormai noto, dal 6 giugno vige l’obbligo per imprese, fornitori e professionisti di emettere fatture in formato elettronico verso le pubbliche amministrazioni, pena il non essere pagati dalle stesse; non da tutte, però. Il vincolo, infatti, si applica, attualmente, Ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza. Sarà esteso a tutte le PA, ovvero anche ad enti nazionali e alle amministrazioni locali, dal 31 marzo 2015.

Inizialmente, la data prevista – modificata dal dl Iperf, ovvero quello sugli 80 euro in più in busta paga – era stata fissata al 6 giugno 2015. Anche in questo caso, a partire dai tre mesi successivi a tale termine, le PA non potranno più procedere al pagamento, neppure parziale, fino all’invio della fattura in forma elettronica. Le operazioni, come già avviene per le amministrazioni in cui ha valore la norma, avverranno attraverso il Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate, cui è stata delegata la vigilanza sul trattamento dei dati e delle informazioni, la gestione dei dati e delle informazioni che transitano attraverso il Sistema e l’elaborazione dei flussi informativi.

   

REGIONE PUGLIA, DEMATERIALIZZAZIONE DELLA RICETTA MEDICA. AVVIO A REGIME


 Dematerializzazione della ricetta medica. Avvio a regime


Con la deliberazione n.1391/2014, la Giunta regionale dispone la conclusione delle attività di sperimentazione della ricetta dematerializzata ed il conseguente avvio a regime al 30/9/2014 secondo il cronoprogramma di seguito indicato:


 a) PRESCRIZIONI FARMACEUTICHE
- entro il 10/9/2014 tutte le farmacie pubbliche e private territoriali devono essere collegate al SIST Puglia mediante i propri applicativi software per la gestione della ricetta dematerializzata;
- a decorrere dal 1/10/2014 i medici dipendenti o in rapporto di convenzione sono tenuti a rilasciare le prescrizioni farmaceutiche esclusivamente in formato elettronico ai sensi del D.M. 2/11/2011, con esclusione delle fattispecie previste dalla normativa e dalle disposizioni delle Amministrazioni centrali;

b) PRESCRIZIONI SPECIALISTICHE
- entro il 30/9/2014 le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliero-Universitarie e gli IRCCS pubblici devono adeguare i propri sistemi aziendali di prenotazione e registrazione delle erogazioni per la gestione della ricetta dematerializzata;
- a decorrere dal 1/10/2014 i medici specialisti ambulatoriali dipendenti e in convenzione che operano all’interno delle strutture pubbliche sono tenuti a rilasciare le prescrizioni per prestazioni specialistiche da erogarsi presso le stesse strutture pubbliche esclusivamente in formato elettronico secondo quanto previsto dal D.M. 2/11/2011.

Si rimanda a successivo provvedimento la definizione della data di avvio del rilascio delle prescrizioni specialistiche dematerializzate da parte dei medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, nonché della loro erogazione da parte delle strutture private accreditate.

Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.99 del 23 luglio 2014

   

SURICO: “RELAZIONE MEF SU SPESE PAZZE ASL BA, DANNO ERARIALE DI MILIONI”.

GIANMARCO SURICO - CONSIGLIERE FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA 

 Surico: “Relazione Mef su spese pazze ASL BA, danno erariale di milioni”.

“Spese pazze alla Asl Bari? Forse ci avevamo visto giusto e se ne sono accorti pure al ministero delle finanze”. Lo dichiara il consigliere regionale del Pdl-Fi, Giammarco Surico, che ha presentato un’interrogazione diretta al presidente della Giunta Nichi Vendola e all’assessore alla sanità Donato Pentassuglia.

“Vengo a conoscenza – prosegue - in via informale, di una relazione dei servizi ispettivi di finanza pubblica che, a seguito di una verifica, hanno evidenziato varie criticità dell’ASL BA. L’iniziativa ministeriale pare sia stata attivata dopo la relazione dei revisori dei conti che già nel 2012 segnalava numerose disfunzioni con un danno erariale di milioni e milioni di euro non quantificabile per mancata vigilanza e controllo dei responsabili preposti.

La delibera sulla prestazione di 5 mila euro, pagata poi dalla asl 60 mila che abbiamo denunciato giorni fa, pare, quindi, essere una goccia nel mare delle anomalie dell’azienda barese. Pertanto, chiedo di sapere se questa relazione del Mef esista realmente e visto che parte da quanto denunciato in quella dei revisori del 2012, vorrei capire dalla giunta cosa sia stato fatto in questi due anni per porre rimedio ai danni. Se la relazione c’è, poi, è opportuno che la giunta ne dia informazione con la massima urgenza al Consiglio regionale.

   

UE: DEBITO ITALIANO AL 135,6% DEL PIL. PADOAN: REGOLE UE MA CON FLESSIBILITÀ

 

CARLO PADOAN - MINISTRO ECONOMIA E FINANZE

 UE: debito italiano al 135,6% del Pil. Padoan: regole Ue ma con flessibilità

I debiti pubblici in Europa (Francia, Spagna, Portogallo) riprendono a salire. Per il ministro dell’economia Padoan– che ha presentato a Bruxelles il programma del semestre di presidenza italiana – l’unico modo per uscire dal debito è  la crescita e per ottenerla servono le riforme che rimuovano gli impedimenti strutturali. Ma le riforme danno costi immediati e benefici differiti. Quindi serve una azione condivisa e incentivi alle riforme.

   

IL PERSONALE DEL SSN. UN ESERCITO DI 715.992 ADDETTI. ETÀ MEDIA 47,3 ANNI.

 
 Il personale del Ssn. Un esercito di 715.992 addetti. Età media 47,3 anni.


I dati, riferiti al 2011, contano 243.855 medici, 332.857 infermieri, 49.555 unità di personale con funzioni riabilitative, 45.285 unità di personale tecnico sanitario e 10.894 unità di personale con funzioni di vigilanza ed ispezione. Tra i contratti, 665.031 a tempo indeterminato, 34.125 unità con rapporto di lavoro flessibile e 16.836 personale universitario. Nel 2010 il personale del sistema sanitario nazionale ammontava a 724.245 unità.

   

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