Lunedì, 28 Luglio 2014
   
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STOP AI PREZZI FUORI MISURA, DA RISTORANTI A CINQUE STELLE, PER I PASTI OSPEDALIERI

 

 (AdnKronos Salute) - Stop ai prezzi fuori misura, da ristoranti a cinque stelle, per i pasti ospedalieri.


A breve, i costi dei pranzi e delle cene per i ricoverati dovranno rispettare parametri precisi e definiti. L'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha infatti messo a punto la seconda fase del lavoro che dovrebbe portare a determinare i nuovi prezzi di riferimento per i beni e servizi, tra cui appunto la ristorazione ospedaliera. Una sorta di linee guida per la determinazione del 'prezzo giusto', che metterà un freno agli sprechi. I numeri parlano da soli: la stima di spesa annuale a carico del Servizio sanitario nazionale per assicurare i pasti ai ricoverati negli ospedali ammonta infatti a oltre un miliardo di euro.

 

Secondo una stima dell'Angem, l'Associazione nazionale delle aziende per la ristorazione collettiva, il prezzo di una giornata alimentare - che comprende colazione, pranzo, merenda e cena - può infatti variare, a seconda dei bandi di gara fatti dalle singole Asl, dai 12 ai 18 euro, con un prezzo medio di 15 euro, che moltiplicato per il numero delle giornate di degenza porta a stimare una spesa superiore al miliardo. Con punte estreme: "In alcune regioni si arrivano a sfiorare i 60 euro di costo aziendale complessivo", denuncia all'Adnkronos Salute il governatore del Veneto Luca Zaia.Nel documento messo a punto dall'Agenas, si fa riferimento a una serie di parametri presenti nel contratto di fornitura. Ad esempio va segnalato "il numero delle strutture servite dal contratto, quello dei posti letto e dei dipendenti della struttura". E ancora. Va specificato "dove avviene la produzione dei pasti (cucina interna, esterna, o regime misto)".


Va inoltre indicato se "nel contratto è previsto un numero minimo di pasti garantiti"; quali soggetti fruiscono del servizio di ristorazione "(pazienti in regime di ricovero ordinario; pazienti in regime di Day Hospital, Day Surgery, etc; dipendenti della struttura)". Queste le altre opzioni presenti nel documento dell'Agenzia: "I pasti arrivano al paziente in vassoi personalizzati? Sono previsti menù diversi con opzioni di scelta? Esiste un applicativo gestionale per la prenotazione dei pasti dei degenti? Quale modalità di servizio (fresco caldo, refrigerato, regime misto) viene attualmente adottata dall'Azienda?


Il costo dei vettori energetici è a carico dell'Azienda sanitaria o dell'impresa?". E ancora: "Il pasto è confezionato in vassoi monoporzione o multiporzione? Il trasporto dalla cucina ai reparti è effettuato dal personale dell'Azienda o dell'impresa? La distribuzione del cibo ai degenti è effettuato dal personale dell'Azienda sanitaria o dell'impresa? Il vassoio comprende le bevande? Il pasto viene servito in stoviglie monouso in plastica?

Il contratto prevede degli oneri per la ristrutturazione della cucina oppure l'ammortamento dei macchinari?". Oltre alla ristorazione, gli esperti dell'Agenas hanno preso in esame anche il servizio di pulizia in corsia. Anche per questo tipo di appalti, per determinare il giusto prezzo di riferimento, l'Agenzia indica una serie di paletti e parametri. Queste alcune delle opzioni presenti nel documento: "La struttura ospedaliera presenta una prevalenza di vetrate non o difficilmente raggiungibili dall'interno? La struttura presenta elevate superfici continue verticali esterne a vetro? L'attuale affidamento prevede l'erogazione da parte dell'affidatario di un monte ore minimo annuo?".


Vengono previsti anche una serie di servizi aggiuntivi, tra cui: "Pulizia delle pareti verticali; squadra di pronto intervento per interventi spot su richiesta; pulizia delle canalizzazioni dell'impianto di trattamento dell'aria; smaltimento dei rifiuti ordinari; smaltimento dei rifiuti speciali; presidio durante le sedute operatorie per pulizia dopo ogni intervento; servizio di reperibilità a chiamata notturna/festiva; erogazione di un presidio continuativo; ceratura e deceratura pavimenti".

 

 

FORTE INVITA ASSESSORE PENTASSUGLIA A VISITARE OSPEDALE DELL'ALTA MURGIA

 

DONATO PENTASSUGLIA - ASSESSORE WELAFRE - REGIONE PUGLIA

 Forte invita Assessore Pentassuglia a visitare ospedale dell'Alta Murgia
 
Dopo numerose promesse fatte dall’ ex Assessore Elena Gentile per una visita all’ospedale di Altamura che non ha avuto luogo, il consigliere regionale Giacinto Forte rinnova l’invito al neo assessore Donato Pentassuglia.
A  distanza di 4 mesi dalla sua apertura – scrive in una lettera allo stesso assessore -   “numerose risultano essere le  criticità relative al funzionamento e all’organizzazione dei servizi offerti dall’ “Ospedale Dell’ Alta Murgia “Fabio Perinei”, struttura imponente,  nella quale credo fermamente, dalle enormi potenzialità per questo territorio”.
Di qui la richiesta di visita per rendersi conto delle disfunzioni del nosocomio e per l’adozione dei provvedimenti conseguenti.

   

IL NUOVO REDDITOMETRO A RISCHIO FLOP

 

 Il nuovo redditometro a rischio flop
 
Sono 17mila gli inviti al contraddittorio (su 20mila previsti) inviati dall'Agenzia delle Entrate, ma le attese di gettito si sono ridotte. Ciò non solo perché il numero delle verifiche si è sensibilmente ridotto, (da 30mila si è passato a meno di 20mila) ma soprattutto in quanto alla prova dei fatti il redditometro si sta rivelando poco efficace. Lo strumento di accertamento è stato snaturato e depotenziato rispetto alla versione originale anche a causa dei rilievi mossi dal Garante della privacy.

Ad esempio sono state escluse dal nuovo redditometro le spese correnti determinate solo con la media Istat. Inoltre, la tipologia di famiglia di appartenenza viene messa a confronto con i dati dell'anagrafe comunale e il 'fitto figurativo', attribuito quando non si conosce la disponibilità di un'abitazione nel comune di residenza, entra in scena solo nella fase del contraddittorio.

   

OSSERVATORIO PREZZI CARBURANTI. IN ARRIVO L’APP PER DISPOSITIVI APPLE

 

 OSSERVATORIO PREZZI CARBURANTI. In arrivo l’app per dispositivi Apple

Il ministero dello Sviluppo Economico informa che ci sono delle novità sul fronte dell’Osservatorio prezzi carburanti, il servizio creato, in attuazione dell’art. 51 della L. 99/2009, per consentire ai consumatori di conosce in tempo reale i distributori con le tariffe più convenienti (e per promuovere indirettamente dinamiche competitive tra i gestori).

Tale opzione sta per essere ampliata grazie ad un’evoluzione che consentirà di disporre di maggiori servizi: inizialmente, era stata pubblicata l’applicazione per dispositivi mobili con sistema Android; a breve potranno avvalersi dell’app anche i possessori di tablet o smartphone sui cui gira iOS, il sistema Apple (ovvero, iPhone e iPad).

Il ministero dello Sviluppo Economico ricorda, inoltre, che da diverse settimane sono disponibili online le nuove modalità di ricerca web oltre “ad una totale rivisitazione grafica del sito in un’ottica di facilità ed immediatezza d’uso, il potenziamento delle funzioni di ricerca”. Nel dettaglio, sarà possibile verificare quali prezzi vengono praticati non più solamente in una data regione o provincia, ma anche in un determinato comune o in un territorio ancora più circoscritto; in sostanza, è stata notevolmente potenziata la definizione delle ricerche. L’utente non dovrà fare altro che inserire un indirizzo o cliccare su un punto della mappa.

Per accedere alla ricerca da web basta cliccare su “Ricerca impianti” all’indirizzo diretto https://carburanti.mise.gov.it/OssPrezziSearch.

   

DEBITI P.A: A GIUGNO PAGATI 26 MLD

 

 Debiti P.A: a giugno pagati 26 mld

Risorse complessive per 56 mld, obiettivo pagare quest'anno


(ANSA) - ROMA, 16 LUG - Alla fine di giugno sono già stati messi a disposizione "30 miliardi e pagati 26 miliardi" per i debiti della Pubblica Amministrazione. Lo ha detto il ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, in una audizione ricordando che ci sono risorse complessive per 56 miliardi e quindi altri 30 miliardi che saranno a disposizione degli enti e in buona parte pagati quest'anno.

   

DEBITI P.A., IN GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO SULLA CESSIONE CREDITI

PIER CARLO PADOAN - MINISTRO ECONOMIA E FINANZE 

 Debiti P.A., in Gazzetta Ufficiale il decreto sulla cessione crediti

Tutto pronto per l'operazione di cessione dei crediti vantati nei confronti della P.A. con la garanzia dello Stato: ieri, infatti, è approdato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale, n. 162 del 15 luglio 2014) il Decreto del Ministro dell’Economia del 27 giugno 2014 - registrato presso la Corte dei conti il 4 luglio scorso - attuativo dell'art. 37 del Decreto IRPEF (D.L. n. 66/2014), che ha disciplinato l'operazione di cessione a banche e intermediari finanziari, con la garanzia dello Stato, dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi nei confronti della Pubblica amministrazione.

Obiettivo della norma è assicurare il pagamento dei crediti nei confronti della P.A. divenuti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013. In particolare, i fornitori potranno cedere pro soluto il proprio credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato a banche e a intermediari finanziari, incassando quanto dovuto al netto di una percentuale di sconto, che l’art. 2 del Decreto stabilisce nella misura massima dell’1,90% in ragione d’anno, comprensivo di ogni onere.

Qualora - come precisato dal comma 2 del medesimo art. 2 - "l'ammontare complessivo dell'operazione di cessione superi i cinquantamila euro, sull'importo eccedente tale soglia non può essere richiesto uno sconto superiore all'1,60 per cento in ragione di anno, comprensivo di ogni eventuale onere". Per le operazioni di ridefinizione - anch’esse assistite dalla garanzia dello Stato - dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti ceduti, in caso di temporanee carenze di liquidità delle Amministrazioni debitrici, la misura massima dei tassi di interesse è commisurata a quella relativa alle operazioni di mutuo con onere di ammortamento a carico del bilancio dello Stato (art. 3 del Decreto). Ai fini delle operazioni di cessione, è prevista la possibilità di apposite convenzioni quadro tra il Ministero dell’Economia e l’ABI, per l’acquisizione da parte della Cassa Depositi e Prestiti e di altre istituzioni finanziarie dell’Unione europea e internazionali dei crediti garantiti dallo Stato ceduti alle banche e agli intermediari finanziari (art. 4 del Decreto).

Gli oneri per il rilascio della garanzia dello Stato saranno coperti dal Fondo di garanzia, istituito presso il Ministero dell'Economia ai sensi dell'art. 37, comma 4, D.L. n. 66/2014. La dotazione finanziaria del fondo, pari a 150 milioni di euro (che consentiranno di garantire cessioni di crediti per circa 1,9 miliardi di euro), sarà gestita dalla Consap S.p.A., società del MEF a capitale interamente pubblico.

Il Decreto del MEF disciplina anche l'ipotesi di inefficacia della garanzia, qualora "risulti che sia stata concessa sulla base di dati, notizie o dichiarazioni mendaci, inesatte o reticenti, se quantitativamente e qualitativamente rilevanti ai fini dell'ammissibilità all'intervento del Fondo, ove risulti che tale non veridicità di dati, notizie o dichiarazioni era nota al Soggetto garantito" (art. 9).

Fonte: La Stampa

   

L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ È COMMISSARIATO. LORENZIN CONFERISCE L'INCARICO A WALTER RICCIARDI

 

WALTER RICCIARDI -COMMISSARIO ISTITUTO SUPERIORE SANITA'

 L'Istituto superiore di sanità è commissariato. Lorenzin conferisce l'incarico a Walter Ricciardi

Con decreto dei Ministri della Salute e dell'Economia e delle Finanze è stato disposto il commissariamento dell'Istituto Superiore di Sanità "ai sensi dell'articolo 15, comma 1-bis del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 a causa della situazione di disavanzo finanziario registrato in bilancio per due esercizi consecutivi". Commissario dell'Ente è stato nominato Gualtiero (Walter) Ricciardi, ordinario di Igiene nell'Università Cattolica di Roma.

 

   

IN ARRIVO I NUOVI PREZZI DI RIFERIMENTO PER BENI E SERVIZI IN SANITÀ

 

BEATRICE LORENZIN - MINISTRO PER LA SALUTE

 In arrivo i nuovi prezzi di riferimento per beni e servizi in sanità


(Adnkronos Salute) - Addio alle spese pazze in sanità. E anche alla giungla dei prezzi che, per una stessa siringa, vedeva una Asl spendere anche il 135% in più di un'altra, oppure pagare uno stent coronarico quasi 700 euro. L'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha portato a termine la seconda fase del lavoro che dovrebbe determinare i nuovi prezzi di riferimento per i beni e servizi, basati su un confronto più dettagliato per tipologia e qualità.

L'attività dell'Agenas va a completare e migliorare quanto già fatto nel 2012. I primi prezzi di riferimento per beni e servizi sono infatti stati pubblicati due anni fa dall'Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici (Avcp), a seguito di una rilevazione effettuata presso le stazioni appaltanti (Asl, aziende ospedaliere, centrali di acquisto) in base a un elenco di beni e servizi a più alto impatto economico sul Ssn, fornito proprio dall'Agenas. Un lavoro che, oltre a fissare prezzi di riferimento per singolo prodotto, portò alla luce enormi differenze di spesa. Si scoprì ad esempio che c'erano Asl che pagavano gli inserti di protesi all'anca 284 euro e altre aziende sanitarie che, per lo stesso dispositivo, sborsavano oltre 2.500 euro. La cosa suscitò scandalo ma anche polemiche. Alcune imprese, ad esempio quelle biomedicali, criticarono il criterio adottato dall'Authority e si rivolsero ai tribunali amministrativi, che effettivamente riscontrarono carenze nel sistema dei prezzi di riferimento.

Ora, a seguito anche delle osservazioni sollevate da alcuni Tar, il lavoro è stato rifinito e modellato. Per Laura Velardi, dirigente Agenas, si è trattato di operare "per consentire un confronto più preciso tra gli stessi beni o servizi, col coinvolgimento degli operatori sanitari. Abbiamo provveduto ad aggiornare la descrizione/aggregazione di dispositivi medici particolarmente sensibili, quali gli stent a cessione di farmaco (distinti in 4 lotti), le protesi ortopediche e vascolari, ma anche altri servizi complessi come la ristorazione, inserendo più variabili (per esempio: se il servizio è dato in appalto o c'è la cucina all'interno dell'ospedale, modalità di trasporto e consegna, preparazione di piatti personalizzati)".
 
Tra i prodotti inseriti nell'elenco redatto dall'Agenas - su cui Avcp dovrà fissare i nuovi prezzi di riferimento - ci sono, ad esempio: inserti tibiali per protesi di ginocchio; inserti per protesi d'anca in polietilene; teste femorali in metallo per protesi totali e parziali; vari tipi di protesi vascolari (in tessuto, semplici, rinforzate, etc.); stent coronarici in acciaio inossidabile, rivestiti, a cessione di farmaco. Per quanto riguarda i farmaci, l'elenco prende in considerazione 65 principi attivi - tra cui antibiotici, chemioterapici, anti-epatite, antimicotici - divisi a loro volta a seconda del dosaggio e della forma (fiala, flacone, capsule, siringa).

"Gli obiettivi generali del progetto che stiamo portando avanti - spiega l'Agenas - consistono nel proporre un approccio metodologico, condiviso e codificato, sulla procedura di individuazione di beni e servizi per i quali sia conveniente identificare prezzi di riferimento; elaborare il set descrittivo minimo indispensabile per confrontare gli eventi di acquisto dei suddetti beni e servizi; identificare le caratteristiche tecniche e di impiego dei beni e servizi che permettano l'attribuzione di prezzi o fasce di prezzo". E ancora: "predisporre linee guida utili ad una corretta individuazione della fornitura/servizio oggetto della procedura di acquisto (capitolato tecnico); individuare ulteriori elementi necessari alla valutazione dei risultati di gara, nonché alla gestione, monitoraggio e controllo del servizio/fornitura appaltato".

   

IL PATTO PER LA SALUTE 2014-2015 FIRMATO E BOLLINATO DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

 

BEATRICE LORENZIN - MINISTRO PER LA SALUTE

  Il Patto per la salute 2014-2015 firmato e bollinato dalla presidenza del Consiglio


Il risultato finale,  è un mix tra il testo inviato ai governatori il 30 giugno e quello consegnato ufficialmente alle Regioni per l'intesa finale su cui si sono scatenate le ire dei governatori per le modifiche non concordate cgieste dall'Economia.

Gli articoli "ritoccati" sono sostanzialmente quelli che hanno ripercussioni sulla dotazione finanziaria delle Regioni e quello sul personale in cui si interviene sul blocco del turn over per le Regioni in piano di rientro specificando che il blocco vale solo fino al 31 dicembre dell'anno successivo a quello della verifica positiva e che sarà da rivedere il famoso parametro dell'1,4% di riduzione rispetto alla spesa 2004 più volte richiamato nelle norme per tenere sotto controllo la spesa per il personale.

In particolare, il testo prevede una modifica legislativa perché il blocco automatico del turn over previsto dalla legge per le Regioni in piano di rientro per tutto il periodo di vigenza del piano, si fermi invece al 31 dicembre dell'anno successivo a quello della verifica positiva dell'attuazione del piano stesso.

Per quanto riguarda il contenimento delle spese di personale, dovrà essere modificata la previsione del Dl 98/2011 che prescrive a partire dal 2015 il rispetto del vincolo scritto nella Finanziaria 2010 di un tetto di spesa per il personale pari a quella del 2004 ridotta dell'1,4%, indipendentemente se la Regione sia in equilibrio economico. In particolare la modifica prevede un percorso graduale di applicazione fino al 2020 e, comunque, un approfondimento per aggiornare il parametro dell'1,4 per cento.

Altra modfica è nel compito per la Cabina di regia che dovrà vegliare sull'attuazione del Patto: dovrà monitorare anche l'applicazione delle misure di contenimento della spesa sanitaria individuate dal Governo.

Poi nelle norme finali, si è cambiata la possibilità («potrà» nel testo emendato dall'Economia) di rividere l'intesa sul Patto in caso di modifiche sostanziali delle assegnazioni previste (i 337,3 miliardi nel trioennio) per far fronte a obiettivi di finanza pubblica, con l'obbligo di rivederlo («dovrà» nel testo finale dell'articolo 30).

Infine, il sistema di monitoraggio che Agenas dovrà realizzare per rilevare scostamenti significativi delle performance nelle Regioni in piano di rientro in termini di qualità, sicurezza, efficacia, efficienza, appropriatezza ed equità dei servizi erogati, dovrà tenere sotto controllo anche eventuali differenze in quantità.

L'applicazione in cento adempimenti
Ora che il testo c'è, bisogna applicarlo. E per farlo c'è un labirinto di scadenze e rinvii  da cui uscire e che potrebbe inficiare, e non poco, quanto previsto nel testo. Il primo caso è quello del riparto dei fondi per i prossimi tre anni, circa 337,5 miliardi di euro, i cui criteri restano ancora da definire con un accordo successivo.

Allo stesso modo è stato individuato per il 31 dicembre 2014 l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza che nel 2012 - vedi i recenti esiti della verifica del ministero della Salute - sono stati rispettati solo da otto Regioni.

Analoga sorte è toccata al Sistema di valutazione della qualità delle cure; all'istituzione del gruppo di lavoro per l'Assistenza sanitaria all'estero; alla Continuità assistenziale dall'ospedale al domicilio del paziente e al Piano nazionale della cronicità.

Fuori dall'intesa anche la revisione della disciplina per la partecipazione alla spesa sanitaria, i nuovi ticket, posticipati al 30 novembre 2014, e il Patto per la salute digitale, che ha i suoi tempi di attuazione a partire già da questa estate, ma che si protraggono quanto meno fino a fine anno.

Insomma, considerata la situazione, non resta che augurarsi che la Cabina di regìa prevsita proprio dal Patto, deputata al monitoraggio e all'attuazione della nuova intesa nei tempi convenuti, riesca dove altri finora hanno fallito

Fonte:Ilsole24oresanità

 

   

ZULLO: “L'OMBRA DELL'EXPO SUGLI APPALTI NELLA SANITA' PUGLIESE?”

 

IGNAZIO ZULLO - CAPOGRUPPO FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA

 Zullo: “L'ombra dell'expo sugli appalti nella sanita' pugliese?” 

 Il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Ignazio Zullo, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Chiediamo alla Giunta Regionale di fare immediata chiarezza sugli appalti dell’Asl Bari e dell’Asl Taranto per l’affidamento del servizio di lavanolo, su cui i ben informati ritengono ci sia la mano di persone e società coinvolte nello scandalo dell’Expo 2015, e di farvi partecipare pubblici ufficiali”. Lo dichiara in una nota il presidente del Gruppo Regionale di Forza Italia, Ignazio Zullo.

“In particolare –prosegue- le preoccupazioni degli operatori del settore riguardano le procedure di gara in cui pare non siano trasparenti e giustificabili i criteri di attribuzione del punteggio relativo alla qualità del servizio offerto. Alle gare in questione partecipa anche una cooperativa emiliana finita al centro delle cronache italiane per lo scandalo dell’Expo 2015, il cui presidente è indagato per turbativa d’asta, rivelazione e utilizzo di segreti d’ufficio.

 In più, per l’affidamento dello stesso servizio di lavanolo delle due Asl pugliesi, i dirigenti di una società che fa riferimento alla cooperativa sono indagati per turbativa d’asta a Lecco. Ma non è finita, perché sulla stessa potrebbe cadere un’altra tegola per un appalto del Perrino di Brindisi da 8,3 milioni di euro, finito sotto la lente della magistratura che ha appena chiuso le indagini. La lista è ancora molto lunga e potremmo continuare.

Già in passato ho più volte segnalato anomalie nelle gare di lavanolo e del padiglione della Fiera del Levante e mi rendo conto che l’Ares, con il suo nucleo di verifica dei contratti e appalti, brilla più per i compensi che per i risultati di attenta e accorta verifica. Quando sostenevo la necessità della rotazione dei dirigenti, non sono stato ascoltato dalla Giunta Regionale e questo farebbe pensare ad una responsabilità politica. Se l’Ares –conclude Zullo- pur costando così tanto, non attua azioni di verifica efficace, si ricorra a pubblici ufficiali”.
 

   

DEDUZIONI, RECUPERO IN UNICO

 

 Deduzioni, recupero in Unico
 
Dopo l'approvazione del bilancio le imprese individuano le sopravvenienze passive (o attive) iscritte nel conto economico 2013, per la correzione di oneri (o proventi) non rilevati nell'esercizio di competenza. Possono essere recuperate le deduzioni non effettuate con riferimento a esercizi a partire dal 2009 in avanti. Entro il 30 settembre è possibile presentare la dichiarazione integrativa che consente di recuperare il credito per le maggiori imposte versate nel mod. Unico 2014.

La nuova deduzione si opera ricalcolando il reddito e le imposte dell'esercizio interessato, senza la necessità di ripresentare la singola dichiarazione. Il credito che ne deriva va incluso nella dichiarazione relativa al 2012 e può essere utilizzato, riportandolo a nuovo, a compensazione delle imposte evidenziate in Unico 2014. La procedura, già complessa, presenta ulteriori aspetti problematici nel caso in cui la società che corregge l'errore contabile e procede al recupero delle deduzione partecipi ad un consolidato fiscale.

   

INFLAZIONE. ISTAT: A GIUGNO, RALLENTA PER L’ENNESIMA VOLTA

 

 INFLAZIONE. Istat: a giugno, rallenta per l’ennesima volta

A giugno, secondo gli ultimi dati dell’Istat, l’indice dei prezzi al consumo – al lordo dei tabacchi – ha registrato un incremento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,3 punti rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; a maggio, il dato si era attestato sul +0,5 per cento. Si confermano, quindi, le stime preliminari; gli esperti dell’istituto di statistica spiegano che questo ennesimo calo dell’inflazione dipende, prevalentemente, dall’accentuarsi della diminuzione dei prezzi degli alimentari non lavorati. Altresì, si osserva una decelerazione della crescita annuale dei prezzi dei beni alimentari lavorati, come dei beni energetici non regolamentati e dei servizi legati all’abitazione.

Si segnala, inoltre, che l”inflazione di fondo” scende allo 0,7 per cento, contro il 0,8 del mese precedente; escludendo i soli beni energetici si porta allo 0,5 per cento, contro lo 0,6 per cento di maggio. L‘inflazione acquisita per il 2014 è stabile allo 0,3 per cento.

Secondo l’Istat, infine, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,1 per cento su base mensile e dello 0,3 per cento su base annua.

 

   

ECOBONUS. INCENTIVI E DETRAZIONI CUMULABILI: ECCO QUANDO

 

 ECOBONUS. Incentivi e detrazioni cumulabili: ecco quando

Secondo l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, in caso di interventi di riqualificazione energetica effettuati dal 1 gennaio 2009 al 2 gennaio 2013, la detrazione del 55 per cento non si può cumulare con i contributi comunitari, regionali e con quelli locali previsti per obiettivi analoghi.

Si può cumulare, invece, la detrazione del 55 per cento, portata al 65 per cento dalla legge 90/ 2013 in caso di interventi effettuati dopo il 3 gennaio 2013 (si ricorda che dal 2015, al detrazione tornerà al 55 per cento, per poi scendere ulteriormente al 36); tuttavia, la detrazione è compatibile esclusivamente con specifici incentivi stabiliti da Regioni, Province e Comuni, sempre che tali incentivi, a loro volta, siano cumulabili con le detrazioni fiscali.

La cumulabilità , salvo i suddetti casi specificati, non è ammessa in caso di incentivi disposti da altre leggi nazionali per intereventi volti a migliorare l’efficienza energetica, quali il Conto energia, la detrazione fiscale del 50 per cento per interventi di ristrutturazione degli immobili, il credito d’imposta del 30 per cento per le spese sostenute dal 2014 al 2016 o nel caso di strutture alberghiere esistenti alla data del primo gennaio 2012.

 

   

CASSAZIONE: LA FINTA DIAGNOSI È FALSO IDEOLOGICO

 

 Cassazione: la finta diagnosi è falso ideologico

«Integra il delitto di falsità ideologica commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico fidefaciente, la condotta del medico ospedaliero che rediga un referto con false attestazioni diagnostiche. La diagnosi riportata nel referto ha natura di fede privilegiata, essendo preordinata alla certificazione di una situazione caduta nella sfera conoscitiva del pubblico ufficiale, che assume anche un rilievo giuridico esterno alla mera indicazione sanitaria o terapeutica». Questa è l'indicazione contenuta nella sentenza n. 26318/2014 della seconda sezione penale della Corte di cassazione (conforme ex plurimis Cass. Pen., n. 12401/2010).


La pronuncia ha riaffrontato il tema della distinzione tra i reati di «falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative» (articolo 480 del Cp) e «falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici» (articolo 479 del Cp) commessi da sanitari. I giudici, in particolare, hanno dovuto stabilire se l'attività del sanitario del pronto soccorso che rediga un certificato medico, anche solo riportando quanto riferito falsamente dal paziente, integri la prima e meno grave fattispecie criminosa oppure il falso ideologico in atti pubblici, caratterizzato da un trattamento sanzionatorio molto più pesante, dalla possibilità di disporre intercettazioni e di applicare misure cautelari a carico del medico.


I ricorrenti sostenevano che i certificati medici utilizzati dagli indagati per denunciare falsi sinistri stradali, erano stati redatti erroneamente dai sanitari sulla base delle false dichiarazioni dei pazienti. Per questo motivo i medici non potevano essere considerati atti pubblici in quanto il sanitario all'atto della visita non aveva potuto effettuare una diagnosi, non avendo mezzi scientifici idonei (nello specifico non erano stati rilevati l'algia, il dolore sofferto dal paziente e se questo potesse essere riferito a un incidente stradale). Poiché il medico si era limitato a una mera attività ricognitiva, i referti dovevano essere considerati come certificati amministrativi e di conseguenza, nelle condotte dei sanitari, era configurabile esclusivamente il meno grave reato di cui all'articolo 480 del codice penale.


Tesi respinta dalla Cassazione, che ha precisato che i certificati del sanitario del pronto soccorso, pur se redatti sulla base di false attestazioni da parte dei pazienti, esprimono sempre una valutazione medica e non possono essere considerati come certificati amministrativi ai sensi dell'articolo 480 del Cp Il medico, di conseguenza, non può limitarsi a riportare acriticamente le dichiarazioni dei pazienti ma deve indagare il caso in modo da trovare un riscontro diagnostico che risulti clinicamente plausibile.


Fonte:Ilsole24oresanità

   

DI GIOIA: GIUNTA APPROVA ASSESTAMENTO E PRIMA VARIAZIONE BILANCIO 2014

LEO DI GIOIA - ASSESSORE BILANCIO - REGIONE PUGLIA 

 Di Gioia: Giunta approva assestamento e prima variazione bilancio 2014
 
La Giunta ha approvato il Ddl per l’assestamento e prima variazione di bilancio per il 2014. Alla riunione di Giunta hanno partecipato i presidenti dei gruppi di maggioranza.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore al Bilancio Leo di Gioia per l’accordo: il Ddl adesso parte per la valutazione del Consiglio regionale.

Le risorse disponibili – avanzo di amministrazione - pari a circa 120 milioni di euro, sono state allocate verso alcuni dei settori più strategici del sistema regionale. Ai 120 milioni si aggiungono i 40 milioni di euro provenienti dalle somme messe a bilancio per la copertura dell’eventuale disavanzo delle Asl nel 2013, disavanzo che poi non si è registrato, avendo la sanità chiuso con un leggero attivo lo scorso esercizio.

In particolare, 50 milioni di euro sono stati destinati alla costituzione del fondo rischi legato all’anticipazione di 200 milioni di euro per Acquedotto pugliese e 50 milioni per Aeroporti di Puglia. Questa operazione consentirà che si produca un effetto moltiplicatore per gli investimenti delle società.

E in particolare consentirà all’autorità idrica pugliese di definire la politica tariffaria in modo socialmente sostenibile. Ulteriori risorse sono state destinate alla definizione del contenzioso con le Ferrovie Sud Est, al finanziamento del Trasporto Pubblico Locale e – in materia di agricoltura – al finanziamento degli interventi per la prevenzione e il controllo della Xylella fastidiosa (disseccamento ulivi).

Circa 22 milioni sono stati destinati per le somme anticipate dalle Asl per il pagamento dei risarcimenti agli emotrasfusi, per i quali continua l’azione delle Regioni verso lo Stato per la definizione delle responsabilità dei risarcimenti. Per quanto riguarda il tema dei consorzi di bonifica e dell’Arif, la discussione è demandata al dibattito presso la competente commissione consiliare, al fine anche di valorizzare il contributo del consiglio regionale.

Significativi alcuni interventi in materia di cultura: un milione di euro è stato destinato alla Apulia Film Commission e trecentomila euro vanno alle Ico – le Istituzioni concertistiche orchestrali.

Con il Ddl vengono infine fornite alle strutture regionali competenti indicazioni per la definitiva chiusura del bond stipulato con Merrill Lynch nel 2003 e recentemente rinegoziato. Immediatamente prima del Ddl è stata varata una delibera sul Patto di Stabilità con la quale è stata concessa la liberazione di 55 milioni euro di cassa e 50 milioni per competenza: la delibera consentirà la velocizzazione dei pagamenti ai creditori e la ripresa delle attività dei singoli assessorati.

   

IN ARRIVO IL PIANO OSPEDALI, 3,7 POSTI LETTO PER 1000 ABITANTI

 BEATRICE LORENZIN - MINISTRO PER LA SALUTE

 3,7 posti letto per 1000 abitanti, in arrivo il piano ospedali

(Adnkronos Salute) - Meno di 4 posti letto per mille abitanti; tetti per l'accredimento delle strutture ospedaliere private, nuovi criteri gestionali, organizzativi, strutturali e tecnologici. E, novità assoluta, nascita degli ospedali di comunità: questi i pilastri del nuovo regolamento sugli standard ospedalieri contenuti nel provvedimento che affianca il nuovo Patto per la Salute, il documento che disegna la sanità del prossimo triennio su cui è stata trovata l'intesa tra Governo e Regioni. Il regolamento sugli standard ospedalieri, rimasto su carta per più di un anno, dovrebbe ora in tempi brevi vedere la sua applicazione. Sulla bozza del provvedimento all'esame della Stato-Regioni, il cui testo potrà ancora subire delle modifiche, sarebbe infatti stata trovata un'intesa di massima.

Secondo il nuovo regolamento - che, seppur modificato, ricalca il testo messo a punto dall'ex ministro della Salute Renato Balduzzi - le Regioni, entro il 31 dicembre 2014, dovranno ridurre la dotazione dei posti letto ospedalieri "ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie".

Nella bozza in possesso dell'Adnkronos Salute viene specificato che per promuovere un uso appropriato dell'ospedale "è indispensabile che le Regioni, nel recepire i contenuti del presente provvedimento, adottino anche un atto di indirizzo relativo a specifici criteri per l'ammissione ai trattamenti ospedalieri sia di elezione che in condizioni di emergenza-urgenza". I criteri dovranno essere definiti tenuto conto "di linee guida elaborate da un tavolo tecnico che verrà istituito entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento presso il ministero della Salute, composto da rappresentanti del ministero stesso, Agenas, Regioni e Pa, e stabilite con accordo sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano".
 
Il documento tratteggia nei particolari la classificazione delle strutture ospedaliere: i presidi di I livello, con bacino di utenza compreso tra 150.000 e 300.000 abitanti, devono essere strutture dotate delle seguenti specialità: "Medicina Interna, Chirurgia Generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Cardiologia con U.T.I.C., Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia, con servizio medico di guardia attiva e/o di reperibilità oppure in rete per le patologie che la prevedono. Devono essere presenti o disponibili in rete h24 i Servizi di Radiologia almeno con Tac ed Ecografia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale".

I presidi ospedalieri di II livello, con bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, sono invece riferibili alle aziende ospedaliere, alle aziende ospedaliero universitarie, a taluni Irccs e a presidi di grandi dimensioni della Asl. Tali presidi devo essere dotati di tutte le strutture previste per l'ospedale di I livello, nonché di strutture che attengono alle discipline più complesse, quali ad esempio: "Cardiologia con emodinamica interventistica h. 24, Neurochirurgia, Cardiochirurgia e Rianimazione cardiochirurgica, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica, Chirurgia Maxillo-facciale, Chirurgia plastica". In queste strutture devono inoltre essere presenti h24 i "servizi di Radiologia con almeno Tac ed Ecografia (con presenza medica), Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale".

Novità importanti anche per le strutture ospedaliere private accreditate. Dal 1 gennaio 2015 saranno accreditate solo quelle con una soglia non inferiore a 60 posti letto per acuti, ad esclusione di quelle mono specialistiche per le quali decideranno le Regioni in base alle necessità locali. Le strutture già accreditate al 1 gennaio 2014 che non raggiungono la soglia dei 60 posti letto potranno ricostituirsi o fondersi con altre strutture in un soggetto giuridico unico. L'obiettivo è quello di mettere in moto la riforma "entro il 30 settembre 2016 al fine di consentirne la piena operatività dal primo gennaio 2017".

Per quanto riguarda gli standard organizzativi, strutturali e tecnologici generali, il nuovo regolamento prevede che "nei presidi ospedalieri il rapporto percentuale tra il numero del personale del ruolo amministrativo e il numero totale del personale non può superare il valore del 7%".

Sono inoltre previsti una serie di obblighi e controlli in materia di qualità e sicurezza delle strutture con riferimento, ad esempio, alla "protezione antisismica; antincendio; radioprotezione; sicurezza per i pazienti, degli operatori e soggetti ad essi equiparati; rispetto della privacy; monitoraggio periodico dello stato di efficienza e sicurezza delle attrezzature biomedicali; smaltimento dei rifiuti; controlli periodici per gli ambienti che ospitano aree di emergenza, sale operatorie, rianimazione e terapie intensive e medicina nucleare".

Nascono infine gli ospedali di comunità: strutture nuove, già sperimentate in alcune Regioni, che servono a ridurre i ricoveri non appropriati dovuti a ricadute di pazienti non seguiti abbastanza al loro domicilio. In questi piccoli ospedali l'assistenza è assicurata dai medici di famiglia dai pediatri territoriali o comunque da medici del sistema sanitario pubblico. Si fanno ricoveri brevi di persone non in grado di stare a casa o che necessitano di un'assistenza infermieristica continua. La degenza media prevedibile, in queste strutture, è di 15/20 giorni. L'accesso potrà avvenire dal domicilio o dalle strutture residenziali su proposta del medico di famiglia titolare della scelta, dai reparti ospedalieri o direttamente dal pronto soccorso. "La sede fisica dell'ospedale di comunità potrà essere opportunamente allocata presso presidi ospedalieri riconvertiti e/o presso strutture residenziali".

   

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