Mercoledì, 03 Settembre 2014
   
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PRENOTAZIONI MEDICHE A PAGAMENTO, PASTORE: “I CITTADINI NON PAGHINO PER DISSERVIZI SANITÀ”

FRANCO PASTORE - CONSIGLIERE GRUPPO MISTO-PSI - REGIONE PUGLIA 

 Prenotazioni mediche a pagamento, Pastore: “I cittadini non paghino per disservizi sanità”  


Nota del consigliere regionale del gruppo misto-Psi, Franco Pastore.
"Un servizio è carente, nel caso specifico i Cup, per tutta una serie di motivi, e le istituzioni cosa fanno, anziché scusarsi con i cittadini per il disservizio, glielo fanno anche pagare, due euro a richiesta, per prenotare una visita medica.


Che questo sarebbe successo si sapeva già da tempo, da mesi. Solo che per correre ai ripari e mettere in campo soluzioni alternative si è arrivati ad oggi, cioè alla vigilia del pagamento di quei due euro, salvo alcune proposte e sperimentazioni in alcuni territori, come quella di coinvolgere i medici di famiglia, anche nella Asl Bat (ma chissà se i singoli medici, al di là delle intenzioni dei loro rappresentanti sono d’accordo).


Le intenzioni dell’assessore Donato Pentassuglia sono delle migliori, prevedono una verifica e razionalizzazione delle liste d’attesa e, soprattutto, che siano, appunto, i medici di famiglia a fare da interlocutori fra i pazienti, le loro esigenze e stato di salute, e prescrizioni/prenotazioni per visite specialistiche.
Certo è d’uopo anche il ritorno alla normalità, con la fine delle ferie estive, e la conta delle risorse, anche umane, con le nuove assunzioni.


Questi, in ogni caso, sono costi che non spettano ai cittadini/contribuenti, che già a monte pagano le tasse e, al momento, i ticket per i servizi e le prestazioni effettivi, nonché per le richieste.
Poco più di una settimana fa, per la nostra regione era stato motivo di vanto il basso costo della politica (fonte Sole 24 Ore) e, in un mio intervento, ero stato prudente su tale atteggiamento, portando come esempio, proprio quello dei servizi offerti ai cittadini in sanità e ai tanti sacrifici fatti in questo campo dalla nostra regione, imposti dai piani di rientro.


Di cosa ci si vanta se può prenotare prima e più comodamente e velocemente chi, al di là della necessità e della gravità del suo stato di salute, non ha alcun problema a pagare quei due euro?
Non è il costo in sé, che pure oggi può essere un problema serio, ma è il principio che è inaccettabile e va cambiato il prima possibile, e lo si può fare solo non perdendo tempo e mettendosi a lavorare, tralasciando le dissertazioni su quanto possa essere complicato, un passatempo utile solo ad aggirare il problema senza affrontarlo.
Le liste d’attesa non sono lunghe, sono addirittura folli, ma stare a contemplarle non le accorcia di un centimetro".

 

 

TICKET SANITARIO, ZULLO (FI): “GABELLA MEDIEVALE? RISPONDANO EMILIANO, STEFÀNO E MINERVINI”

 

IGNAZIO ZULLO - CAPOGRUPPO FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA 

 Ticket sanitario, Zullo (FI): “Gabella medievale? Rispondano Emiliano, Stefàno e Minervini”
 
Solo nel 2005, pur di vincere le elezioni contro Fitto, non pago delle uova marce e dei pomodori lanciatigli contro nella sua Terlizzi, Vendola etichettava i ticket come una gabella medioevale promettendone l’eliminazione.
La sinistra, come nelle sue migliori abitudini,  non solo non ha mantenuto la promessa elettorale dell’eliminazione del ticket, ma, nel frattempo,  il cittadino pugliese è stato assoggettato a aumenti di tassazione IRPEF, IRAP e IRBA e per potersi approvvigionare dei farmaci è costretto a pagare- oltre al ticket- un euro in più per ricetta,  per poter effettuare una prestazione specialistica deve pagare-sempre oltre al ticket- ben dieci euro per ricetta e, se gli va male capitando in alcuni ospedali, anche il parcheggio.
Ora, come se non bastasse, se si vuole prenotare in farmacia bisogna aggiungere al già salato conto anche due euro.
In una Regione dove l’11% della popolazione rinuncia a curarsi per scarsa o mancanza di redditività, questo centrosinistra non si smentisce: mette in evidenza il suo vero volto del tassa e spreca nell’incuranza di tutta la sua schiera di rappresentanti pronti a non mollare l’osso-Regione e lì in fila per primarie e secondarie.
Se è vero che i vari Stefàno, Minervini ed Emiliano ci sono, che battano un colpo!

   

PROFESSIONI SANITARIE: 85MILA CANDIDATI IN 38 UNIVERSITÀ. DOMANDE IN CALO DEL -16,6%


 Professioni sanitarie: 85mila candidati in 38 università. Domande in calo del -16,6%


Sono circa 85.000 gli studenti che mercoledì 3 settembre sosterranno a livello nazionale gli esami di ammissione per i 25.540 posti a bando nelle 38 Università statali per i 22 profili sanitari fra cui Infermiere, Ostetrica, Fisioterapista, Logopedista, Dietista, Tecnici di Laboratorio, di Radiologia, di Neurofisiopatologia, della Prevenzione e altre 15 professioni.

In media si registrano 3,3 domande per 1 posto (D/P), con rapporto inferiore al 3,9 dello scorso anno, quando le domande furono di più, 101.865. La riduzione di 16.917 sullo scorso anno è quindi del -16,6%.

Analogo calo, anche se inferiore (-13,6%) è stato rilevato all'esame di ammissione dello scorso 8 aprile per Medicina e Chirurgia con 64.187 concorrenti, 10.125 in meno dei 74.312 dello scorso anno.

Ma, anche se in calo, si conferma ancora l'alta domanda per Fisioterapista con D/P che passa da 14 a 12, Logopedista da 11 a 9: Dietista e Ostetrica da 7,1 a 6,6; Tecnico Radiologia da 6,2 a 5,5; Tecnico Laboratorio da 2,4 a 2,3; Infermiere da 2,2 a 1.8 fino alle altre fra cui le ultime in classifica: Terapista Occupazionale da 1,1 a 1 e infine Assistente Sanitario da 0,9 a 0,8.

La rilevazione dei dati, che è stata seguita presso tutte le Università per la Conferenza dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie, verrà elaborata e presentata nei dettagli all'annuale meeting della Conferenza il 13 prossimo a Bologna.

Come anticipazione e sintesi si può evidenziare che prosegue il trend negativo delle domande, che riguarda tutte le 22 professioni, e in misura maggiore, soprattutto Infermiere con -7.239 rispetto ai 35.864 (-20%) dello scorso anno e Tecnico di Radiologia con -1.583 su 7.088 dello scorso anno (-22%).

Segno di una crisi che potrebbe essere conseguente a quella occupazionale che ora tocca anche l'ambito sanitario, con progressivo trend negativo negli ultimi 6 anni.

Fonte: IlSole24Ore

   

QUASI LA METÀ DELLO STIPENDIO DEI LAVORATORI ITALIANI VIENE DIVORATO DAL CUNEO FISCALE

 
 (Adnkronos) - Quasi la metà dello stipendio dei lavoratori italiani viene divorato dal cuneo fiscale

(47,6%); un dato che nel tempo continua a peggiorare e in cinque anni è aumentato dell'1,1%. Nei paesi Ocse, invece, il peso dei tributi e contributi sulla busta paga si ferma a poco più di un terzo (35,6%). La differenza è di 12 punti percentuali. E' quanto emerge dalle tabelle sulla situazione nei paesi Ocse nel 2012, relativa a un single senza figli. Il lavoratore, si legge nel rapporto annuale dell'Eurispes, ''è ormai avvezzo all'enorme discrepanza esistente tra il salario lordo percepito e il corrispettivo netto di cui può effettivamente disporre''.

L'Italia occupa il sesto posto nell'elenco dei paesi ordinati sulla base del maggior peso del cuneo fiscale, che è occupato al primo posto dal Belgio (56%). I paesi che hanno raggiunto i migliori traguardi negli ultimi anni sono innanzitutto la Svizzera e i Paesi Bassi, che sono riusciti a ridurre il peso di tasse e contributi rispettivamente dell'8% e del 6,4%.

Nel triennio 2007 al 2010 il livello del cuneo fiscale all'interno dei paesi dell'Ocse era diminuito dell'1,1% ma ha subito una ''battuta d'arresto'' negli ultimi anni, osserva l'Eurispes. Infatti se nel 2007 si attestava al 36,1% e nel 2010 scendeva al 35%, l'anno successivo tornava a crescere dello 0,5% e nel 2012 confermava il dato (con un lieve incremento dello 0,1). Secondo l'Eurispes l'incremento avvenuto in Italia tra il 2000 e il 2012 ''è in controtendenza rispetto alla media delle altre economie'', che invece hanno fatto registrare un calo dell'1,1%.
 
La situazione dei lavoratori italiani con famiglia a carico (moglie e due figli) migliora leggermente, rispetto ai single, con un peso del fisco sulla busta paga che si ferma al 38,3%. Rispetto al 2000 c'è stata una riduzione di un punto percentuale, (mentre nell'area Ocse il taglio delle tasse sulle famiglie è stato dell'1,6%). Per i lavoratori senza nucleo familiare l'aumento è stato di 0,5 punti percentuali.

Nel mettere a confronto i vari paesi, avverte l'Eurispes, bisogna comunque tenere presente che ''l'incidenza delle imposte sul reddito non è uniforme''. Infatti prendendo in considerazione la parte del costo del lavoro che confluisce all'interno dei contributi previdenziali, emerge che il suo valore è pari a zero in paesi come Australia e Nuova Zelanda, mentre arriva al 30,6% in Francia.

Per fornire un quadro più esaustivo, quindi, l'Eurispes mette in evidenza le differenze internazionali dei sistemi di prestazione previdenziale. Per fronteggiare il problema delle pensioni, connesso all'invecchiamento demografico e al patto tra generazioni, alcuni paesi hanno introdotto il sistema contributivo e tutti hanno stabilito un innalzamento dell'età pensionabile, che entro il 2050 dovrà essere di 67 anni. ''Sono lontani - ricorda l'Eurispes - i tempi in cui il sistema pensionistico italiano era il più esoso della zona Ocse''.

L'Italia ha da poco introdotto ''il migliore sistema pensionistico per un futuro più equo, destreggiandosi tra il vecchio sistema retributivo e uno maggiormente in linea con il periodo storico'', osserva l'istituto di ricerca. Alla previdenza pubblica base si sono aggiunte la previdenza complementare collettiva e quella individuale, entrambe facoltative. ''La riduzione della spesa pensionistica futura - osserva l'Eurispes - necessita fin da oggi di essere ribilanciata facendo leva sulla volontà del cittadino di assicurarsi, una volta in pensione, un tenore di vita più vicino possibile a quello sostenuto in età produttiva''.

   

QUATTRO MESI TRA TASSE RISPARMI E RIFORME

GRAZIANO DELRIO - SOTTOSEGRETARIO PRESIDENZA DEEL CONSIGLIO

 Quattro mesi tra tasse risparmi e riforme

Si annuncia particolarmente ricco di impegni l'ultimo quadrimestre dell'anno per Governo e Parlamento. Al Senato ci sono tre 'pesanti' disegni di legge: la delega sul lavoro, quella sulla riforma della Pa e la legge elettorale. Ddl che dovranno poi passare alla Camera, dove tra sette giorni inizierà pure l'iter per l'addio al bicameralismo perfetto. Sempre alla Camera, da ottobre, partirà l'esame della legge di Stabilità 2015. E nel frattempo il Parlamento inizierà ad esaminare le riforme di scuola e giustizia. Poi ci sono i decreti attuativi che fino al 31 dicembre ammontano a 51. E se guardiamo oltre il 2014 se ne aggiungono altri 113. A questi si aggiungono i provvedimenti attuativi dei governi Monti e Letta: in tutto 484 provvedimenti da varare con urgenza. Le riforme sulle quali pesa il maggior numero di norme applicative sono il dl 'competitività' e quello sulla Pa.

 

   

LA SFIDA DI RENZI: SUL WEB L’AGENDA DEI MILLE GIORNI COSÌ IL CITTADINI CONTROLLERANNO

 

MATTEO RENZI - PRESIDENTE DEL CONSIGLIO 

 La sfida di Renzi: sul web l’agenda dei mille giorni Così il cittadini controlleranno
 
Oggi il premier Renzi presenterà la sua ‘agenda dei mille giorni’. Va dal 1°settembre al 28 maggio 2017. Serve per dimostrare che il Paese può ‘cambiare verso’. Secondo il capo del Governo mutare l’Europa e mutare l’Italia devono andare ‘inevitabilmente’ insieme. Oggi verrà presentato ai giornalisti un sito dedicato al programma dei mille giorni. Ha una doppia funzione: serve a dimostrare, giorno per giorno, i progressi che sta facendo il programma, dall’altro coinvolgere i cittadini che, via web, potranno controllare quello che sta facendo il Governo . Tanti i temi dei mille giorni. Per alcuni qualcosa si è fatto, per altri l’intenzione è a breve. Si va dalla Pa al lavoro, dalla scuola alla sanità, dalla giustizia alla riforma del fisco, al taglio della spesa pubblica. Senza dimenticare la riforma elettorale e quella del Titolo V della Costituzione. Il pacchetto è la riprova, per Renzi, che il governo intende andare avanti sino alla fine della legislatura.

 

   

PRENOTAZIONI VISITE A PAGAMENTO, MAZZEI: “ENNESIMO SALASSO PER I PUGLIESI”

 

 Prenotazioni visite a pagamento, Mazzei: “ennesimo salasso per i pugliesi”  

Una nota del consigliere regionale del Pdl-FI Luigi Mazzei.

“La Prenotazione per le prestazioni sanitarie presso le farmacie d’ora in poi sarà a pagamento.
Ennesimo salasso per i cittadini pugliesi da parte della Giunta di Vendola, nel silenzio – anzi con la connivenza, del Partito Democratico che finge di non condividere nulla dell’azione politica del Governatore, salvo andargli sempre dietro per votare tutto.
Si pagheranno 2 euro a ricetta per la prenotazione delle prestazioni sanitarie strumentali e specialistiche in tutte le farmacie della Puglia.
Ciò che era gratis fino ad oggi, ora si pagherà grazie ad uno scellerato accordo sottoscritto dalla Regione con l'ordine dei Farmacisti.
La motivazione addotta rasenta il ridicolo: tale prestazione non è inserita nei famosi LEA, livelli essenziali di assistenza, quindi non dovuta.
La sinistra pugliese dimentica che la nostra regione è al quart’ultimo posto tra quelle italiane proprio per i servizi essenziali garantiti ai suoi cittadini. Dopo il danno di 10 anni di disservizi sanitari la beffa!
Ora il capogruppo PD, Romano, chiede di esentare gli indigenti, come se il suo partito non esprimesse da sempre la guida della sanità in Puglia.
Eppure una sensata riforma del servizio di prenotazione delle prestazioni che dovrebbe superare gli ormai affollati  e superati CUP, dovrebbe portare a consentire al medico di base al momento della prescrizione medica automaticamente a consegnare la prenotazione al paziente.
Ma purtroppo siamo in Puglia, la Regione dei quattro assessori alla sanità cambiati in 10 anni, luogo di viaggi della speranza, di ospedali chiusi, 118 in affanno, pronto soccorsi affollati, medici incaricati con le coop. Della rossa Emilia Romagna…”.

 

   

PRENOTAZIONI IN FARMACIA SCATTA TICKET DI DUE EURO


 «Sanità in Puglia»

Prenotazioni in farmacia scatta ticket di due euro

BARI - La Regione corre ai ripari dopo che si è sollevato il polverone sulla vicenda del ticket da 2 euro che pagherà, a partire da martedì 2 settembre, chi vorrà prenotare una visita specialistica in farmacia e non tramite Cup. Il provvedimento, sottoscritto dall’allora assessore alla Sanità Elena Gentile con le federazioni dei farmacisti, si rese necessario per far fronte alla carenza dei Cup (i Centri unici di prenotazione) in alcuni territori. Molti, insomma, i cittadini pugliesi che hanno fatto ricorso alla prenotazione della visita prescritta dal medico di base tramite la farmacia, un servizio che però costa (e nell’accordo fu previsto che tale costo per le farmacie che offrissero il servizio fosse di 2 euro). Di qui la nuova mini-stangata in vigore da domani.

Il nuovo titolare della Sanità, Donato Pentassuglia, viste le polemiche sollevate da più parti (centrodestra, ma anche Pd) ha così deciso di prendere in mano la situazione. «Sto già studiando con i medici di base il progetto di dematerializzazione delle ricette, domani - annuncia - valuterò con la Fimmg pregi e difetti del nuovo software che consentirà a tutti i medici di base di registrare direttamente nel sistema tutte le prescrizioni e contestualmente di prenotare la visita direttamente dallo studio». Spariranno presto le ricette cartacee, dunque, e con loro i costi che le farmacie devono sostenere per sopperire al lavoro dei Cup. Nel frattempo, la nuova imposizione da 2 euro scatterà per tutti coloro che non si rivolgeranno al Cup.


Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

 

   

SERVIZI ALLE IMPRESE PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE

 
 Servizi alle imprese per l'internazionalizzazione

Il Servizio Internazionalizzazione della Regione Puglia informa che, in occasione della partecipazione regionale alla prossima edizione della Fiera del Levante, a Bari dal 13 al 21 settembre, sarà possibile incontrare una serie di esperti in internazionalizzazione per le imprese pugliesi interessate a scoprire le opportunità di sviluppo e presidio dei principali mercati internazionali.

Il padiglione regionale ospiterà, infatti, una serie di Desk specifici, presidiati da personale qualificato dei principali Enti nazionali e regionali (ICE, SACE, SIMEST, PUGLIA Sviluppo/Sprint Puglia), attivi nel campo dei servizi all’internazionalizzazione delle imprese, al fine di incontrare le imprese pugliesi e indirizzarle verso azioni e strumenti, utili per la realizzazione di percorsi di sviluppo all’estero.

Le aziende interessate a partecipare devono inviare la relativa domanda, unitamente al profilo aziendale, debitamente compilati, via e-mail allo SPRINT Puglia, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , entro il 10 settembre 2014. La partecipazione agli incontri è gratuita.

   

SPENDING REVIEW. LORENZIN: "CON NUOVI TAGLI SANITÀ PER TUTTI A RISCHIO"

BEATRICE LORENZIN - MINISTRO PER LA SALUTE

 Spending review. Lorenzin: "Con nuovi tagli sanità per tutti a rischio"

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nei giorni scorsi, aveva spiegato che “in tutti i settori ci sono spazi per risparmiare”, includendo quindi anche la sanità. Sull’argomento è intervenuta anche Beatrice Lorenzin che, in un’intervista a Il Messaggero, ha spiegato come ulteriori sforbiciate rischino di mettere seriamente a repentaglio la tenuta del Ssn. “Dopo 25 miliardi di tagli compiuti negli ultimi anni, senza una strategia alternativa, i cittadini, almeno quelli che se lo potranno permettere, dovranno farsi un’assicurazione sanitaria. La sanità gratuita sarebbe ridimensionata”.

Il ministro ha quindi sottolineato l’importanza del Patto della Salute, veicolo imprescindibile per garantire l’efficientamento del sistema. “So che efficientamento è una parola bruttissima, ma significa mettere in ordine il sistema sanitario per renderlo più efficiente, trasparente e funzionale. Con l’impegno di recuperare risorse e di reinvestirle in sanità”. Si tratta però, ha precisato Lorenzin, di un percorso a tappe. “E’ evidente che il recupero di queste risorse avviene mano a mano che la riforma si implementa e sono le risorse necessarie per tenere in piedi la sanità italiana così come la conosciamo adesso. E cioè dare assistenza ai cittadini in modo adeguato e dignitoso, riportare un livello verso l’alto della qualità dell’assistenza nelle Regioni del Sud e affrontare nuovi problemi".

   

L’ECONOMIA CRIMINALE VALE 170 MILIARDI DI EURO

MARIO DRAGHI PRESIDENTE BCE

 L’ECONOMIA CRIMINALE VALE 170 MILIARDI DI EURO

BOOM DI DENUNCE DI RICICLAGGIO: + 212% NEGLI ULTIMI 5 ANNI


Lombardia, Lazio, Campania, Veneto e Emilia Romagna le regioni più “colpite”

L’allarme è lanciato dall’Ufficio studi della CGIA: l’economia criminale vale 170 miliardi di euro all’anno (*). Una cifra imponente che, oltre a derivare da attività illegali, spesso viene riversata sul mercato finendo per inquinarlo e stravolgerlo.

“La stima del valore economico prodotto dalle attività criminali – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – è il frutto di una nostra elaborazione realizzata su dati della Banca d’Italia. Va ricordato, in base alle definizioni stabilite dall’Ocse, che i dati prodotti dall’Istituto di via Nazionale non includono i reati violenti come furti, rapine, usura ed estorsioni, ma solo le transazioni illecite concordate tra il venditore e l’acquirente, come ad esempio contrabbando, traffico di armi, smaltimento illegale di rifiuti, gioco d’azzardo, ricettazione, prostituzione e traffico di stupefacenti. Detto ciò, queste attività criminali fatturano 170 miliardi all’anno, l’equivalente del PIL di una regione come il Lazio”.

La conferma dell’ escalation del giro d’affari in capo alle organizzazioni criminali emerge anche dal numero di segnalazioni pervenute in questi ultimi anni all’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia. Stiamo parlando delle operazioni sospette “denunciate” alla UIF da parte di intermediari finanziari (per l’80% banche, ma anche uffici postali, società finanziarie o assicurazioni). Ebbene, tra il 2009 ed il 2013 sono aumentate di quasi il 212 per cento. Se nel 2009 erano 20.660, nel 2013 hanno raggiunto quota 64.415, anche se va detto che il livello record è stato toccato nel 2012, con 66.855 segnalazioni.

La CGIA ricorda che una volta ricevuti questi “avvisi”, la Uif effettua degli approfondimenti sulle operazioni sospette e le trasmette, arricchite dell’analisi finanziaria, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza (NSPV) e alla Direzione Investigativa Antimafia (DIA). Solo nel caso le segnalazioni siano ritenute infondate, la Uif le archivia.

“Ovviamente – prosegue Bortolussi – le organizzazioni criminali hanno la necessità di reinvestire i proventi delle loro attività illecite nell’economia legale. E il boom di denunce avvenute tra il 2009 e il 2013 è un segnale molto preoccupante. Pur non conoscendo il numero delle segnalazioni archiviate dalla Uif e nemmeno la dimensione economica di quelle che sono state successivamente prese in esame dalla DIA e dalla Polizia Valutaria, abbiamo il forte sospetto che l’aumento delle segnalazioni registrato in questi ultimi anni ci dimostri che questa parte dell’economia nazionale è l’unica che non ha risentito della crisi”.
 
L’analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA è riuscita a mappare il numero delle segnalazioni di riciclaggio avvenute nel 2013 anche a livello regionale. Le Regioni più “colpite” sono state la Lombardia (11.575), il Lazio (9.188), la Campania (7.174), il Veneto (4.959) e l’Emilia Romagna (4.947). Quasi il 60 per cento delle segnalazioni registrate a livello nazionale è concentrato in queste cinque Regioni.
 
In riferimento ai dati regionali, fa sapere l’Ufficio studi della CGIA, oltre alle segnalazioni di riciclaggio sono incluse anche quelle relative al finanziamento del terrorismo e dei programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa. Tuttavia, il numero riferito a queste ultime due aree è statisticamente molto contenuto: nel 2013 è stato pari a 186.

 

   

PER LA SPENDING2 SPINTA DAI DOSSIER SU IMMOBILI E PA DIGITALIZZATA

 

MATTEO RENZI - PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

 Per la spending2 spinta dai dossier su immobili e Pa digitalizzata

Intorno al 20 settembre sarà pronto un nuovo pacchetto di ipotesi di tagli nell’ambito della spending review di Carlo Cottarelli. Il premier Renzi ha già fissato alcuni paletti: non scardinare il welfare e non toccare le pensioni. Anche sulla sanità si accendono i riflettori, pur senza l’intenzione di scardinare il Patto per la salute.

 

   

FISCO, RIMBORSI SPRINT CON IL C/C


 Fisco, rimborsi sprint con il c/c

I contribuenti che comunicano al Fisco il proprio codice Iban hanno rimborsi fiscali più veloci. Le coordinate bancarie vanno trasmesse esclusivamente tramite i servizi online delle Entrate, oppure rivolgendosi a un ufficio territoriale. Per evitare il rischio di phishing e le truffe, infatti, l'Agenzia non accetta Iban per posta, email o Pec. Lo ricorda un vademecum dell'Amministrazione finanziaria sulle procedure per richiedere le somme. Il contribuente che si accorge di aver versato all'Erario importi non dovuti deve presentare domanda di rimborso entro 48 mesi. L'istanza che va presentata in carta semplice deve contenere i motivi in base ai quali si ritiene di avere diritto al rimborso comprovando il tutto con idonea documentazione. Se l'ufficio non risponde la richiesta va considerata respinta e il contribuente può presentare ricorso in Ctp trascorsi almeno 90 giorni.
 
   

CONTI IN ROSSO, VERRANNO CANCELLATE SUBITO 1.250 MUNICIPALIZZATE

CARLO COTTARELLI - COMISSARIO STRAORDINARIO SPENDING REVIEW

 Conti in rosso, verranno cancellate subito 1.250 municipalizzate
 
Il decreto sblocca Italia rischia di perdere le misure che hanno bisogno di risorse. Vedi i nuovi incentivi fiscali sulla casa. Il Governo, allora, prova a compensare il probabile stop inserendo nel testo un’accelerazione sul taglio delle società partecipate dagli enti locali. Una misura che non costa nulla e che può ridurre la spesa pubblica. Al Cdm di venerdì prossimo arriveranno non solo la possibilità per i Comuni di usare l’incasso delle dismissioni di partecipate al di fuori del patto di stabilità interno e il prolungamento dell’affidamento fino ad un massimo di 22 anni in caso di quotazione in Borsa, ma anche un piano che dovrebbe far scendere da 8mila a mille il numero delle società partecipate dai Comuni e dagli enti locali. La cura dimagrante è stata definita da Carlo Cottarelli in sette mosse. La prima prevede una rapida cancellazione di 1.250 partecipate.

   

PADOAN, LA SITUAZIONE È PEGGIORE DEL PREVISTO

PIER CARLO PADOAN  - MINISTRO ECONOMIA E FINANZE

 
‘Avanti su tagli e risparmi ma teniamo conto della crisi’
 

Intervistato dal Corriere della Sera il Ministro dell’Economia Padoan ha affermato che nel corso dell’estate la crisi che ha colpito l’Italia si è estesa alla zona euro, Francia e Germania comprese. I dati confermano che in Europa c’è un problema di crescita da affrontare con tutti gli strumenti possibili e a tutti i livelli di responsabilità, nazionale e comunitaria. La situazione è peggiore del previsto, c’è bisogno di un’azione comune. Con il presidente della Bce, Mario Draghi c’è piena sintonia. La spending review sarà lo strumento guida nella formulazione della legge di Stabilità ed è chiaro che andrà coinvolto l’intero Governo per identificare gli obiettivi e preservare i servizi pubblici. La spending review è un’operazione politica perché tesa ad individuare le priorità in un periodo di risorse limitate. La questione del pagamento dei debiti arretrati della Pa è stata risolta con il meccanismo dello sconto fatture presso le banche. Sulla Tasi il rischio di un ingorgo dei pagamenti c’è se i sindaci non prenderanno le decisioni sulle aliquote nei tempi previsti, ma il Ministro è fiducioso perché i Comuni si stanno muovendo.
 
   

FEDERALISMO TRADITO. DAL 1997 LA SPESA PUBBLICA È CRESCIUTA PIÙ DELLE ENTRATE


 FEDERALISMO TRADITO. Dal 1997 la spesa pubblica è cresciuta più delle entrate
 

Quest’anno verseremo 698,6 miliardi tasse e contributi, contro una spesa al netto degli interessi di 726,6 miliardi di euro. Dal 1997 c’è stato un boom delle tasse locali (+190,9%), mentre quelle centrali sono aumentate “solo” del 42,4%

Tra il 1997 e la fine del 2014, le entrate fiscali (*) aumenteranno del 52,7%: in termini assoluti, la crescita sarà di circa 241 miliardi di euro. Per contro, la spesa pubblica al netto degli interessi crescerà in misura maggiore: in termini percentuali del 68,7% e in valore assoluto di 295,9 miliardi di euro.

L’anno in cui ha inizio questa rilevazione, fa notare l’Ufficio studi della CGIA, coincide con l’approvazione della prima legge Bassanini che diede avvio al federalismo amministrativo e alla semplificazione burocratica.

“Il decentramento di parte delle funzioni pubbliche dallo Stato centrale alla Periferia, avviato alla fine degli anni ’90 – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – non è riuscito a frenare la spesa pubblica, che invece ha continuato a crescere in misura superiore alle entrate. Nonostante gli sforzi e l’impegno profuso, possiamo dire che, allo stato attuale, il federalismo all’italiana abbia fallito. Mentre nei Paesi federali consolidati come Spagna, Germania e Austria, il costo complessivo della macchina pubblica è circa la metà dei Paesi unitari, da noi, che siamo ancora a metà del guado, le uscite sono in costante crescita ed hanno spinto all’insù anche le entrate. Il risultato è che abbiamo continuato a spendere sempre di più, sia al Centro sia in Periferia, e per far quadrare i conti siamo stati costretti a subire un progressivo aumento del prelievo fiscale”.

L’andamento delle entrate tributarie è molto significativo. Sempre tra il 1997 e il 2014, i tributi centrali (che attualmente corrispondono al 78% del gettito totale) sono aumentati del 42,4% (in termini assoluti pari a 112 miliardi) per toccare alla fine di quest’anno quota 376,4 miliardi. I tributi locali, invece, sono praticamente “esplosi”: +190,9% (pari, in termini assoluti, a + 69,5 miliardi di euro), con un gettito che nel 2014 sfiorerà i 106 miliardi di euro.

Tutti gli importi sopra citati, sottolinea la CGIA, sono a prezzi correnti (ovvero, includono anche l’inflazione). Il Pil nominale, sempre nel medesimo arco temporale, è aumentato del 50,5%. Inoltre, è utile sottolineare che la variazione percentuale delle tasse locali ha subito un incremento così elevato, anche perché la dimensione dell’importo in valore assoluto è, tutto sommato, abbastanza contenuto e decisamente inferiore all’ammontare complessivo delle entrate riferite alle Amministrazioni centrali.

Perché c’è stata una vera e propria “esplosione” della tassazione locale che, in buona sostanza, ha “tradito” le aspettative di coloro che con il federalismo auspicavano una riduzione della spesa e, soprattutto, del carico fiscale?

“L’aumento delle tasse locali – conclude Giuseppe Bortolussi – è il risultato del forte decentramento fiscale iniziato negli anni Novanta. L’introduzione di alcune tasse locali – come l’Ici, l’Irap, le addizionali comunali e regionali Irpef – ha fatto impennare il gettito della tassazione locale che è servito a coprire le nuove funzioni e le nuove competenze che sono state trasferite alle Autonomie locali. Non dobbiamo dimenticare che in questi ultimi 18 anni le Regioni e gli enti locali hanno assunto la gestione di settori importanti come la sanità, i servizi sociali e il trasporto pubblico locale, senza aver ricevuto un corrispondente aumento dei trasferimenti. Anzi, la situazione dei nostri conti pubblici ha costretto lo Stato centrale a ridurre progressivamente i trasferimenti, creando non pochi problemi di bilancio a molte Autonomie locali, che a loro volta si sono difese, in taluni casi in maniera eccessiva, facendo leva sulle nuove imposte locali introdotte dal legislatore. Insomma, né lo Stato né le Regioni e gli enti locali sono riusciti a frenare la spesa, continuando invece ad agire sulla leva fiscale, penalizzando soprattutto le famiglie e le imprese”.

   

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10.05.2014: A.F.O.R.P.: Trentennale di vita Associativa

10.05.2014: A.F.O.R.P.: Rielezione Presidente Marchitelli

10.05.2014: TELEREGIONE: Congresso Aforp nel trentennale di vita Associativa
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10.05.2014: TGNORBA24: Assemblea dei Fornitori Ospedalieri della Puglia

25.04.2014: TGNORBA24: Fornitori pugliesi denunciano pesanti tagli dal Governo

24.01.2014: TGNORBA24: Puglia, tagli su macchinari tecnologia

04.12.2013: TGNORBA24: Aforp contro centralizzazione acquisti Puglia

06.11.2013: TGNORBA24: Beni impignorabili, Regione Puglia non paga fornitori

14.10.2013: TGNORBA24: Tagli alla Sanità, nuovo allarme Aforp Puglia


19.07.2013:
TGNORBA Crisi Miulli, il Presidente AFORP Marchitelli chiede coinvolgimento fornitori

03.07.2013: TGNORBA Fornitori ospedalieri preoccupati per la situazione Miulli

10.06.2013: TG RAI 3 Il sorriso di un Bambino

10.06.2013: TELEBARI Il sorriso di un Bambino

Per vedere il servizio AFORP, puntare il minuto 3.46  

10.06.2013: TGNORBA Il sorriso di un Bambino

10.06.2013: Il sorriso di un Bambino: L'AFORP dona due aule didattiche multimediali

27.04.2013: TGNORBA24: Puglia debiti Asl, tempi lunghi per Decreto Governo

 10.04.2013: TGNORBA: Sanità Puglia fornitori al collasso

31.03.2013: TGNORBA: La risposta all'Aforp dell'Assessore alla Sanità Elena Gentile

31.03.2013: TGNORBA: Nuovo appello dei fornitori ospedalieri al Presidente Vendola

29.01.2013: TGNORBA: Il TG Norba si è occupato delle problematiche  AFORP

09.11.2012: TGNORBA: Intervista al Presidente Marchitelli sulla impignorabilità dei crediti delle imprese

09.11.2012: TGNORBA: AFORP contro Governo Monti per certificazione del credito


30.09.2012: TGNORBA: Servizio sui ritardati pagamenti ai fornitori


01.08.2012: TGNORBA: Servizio sulle difficoltà degli imprenditori AFORP

08.06.2012: TGNORBA: Servizio sui debiti con i Fornitori Ospedalier, diffuso dal Tg Norba

14.05.2012: ANTENNA MATTINA: Intervista al Presidente Marchitelli condotta dal giornalista Gianvito Cafaro

06.05.2012: TGNORBA24: Costituzione del coordinamento donne AFORP

06.04.2012: BUONGIORNO TELEREGIONE: Intervista al Presidente Marchitelli

29.03.2012: TGNORBA: Centralizzazione acquisti in sanità

08.11.2011: TGNORBA: Statuto delle Imprese, dichiarazioni del Presidente Marchitelli

07.11.2011: TGNORBA: Sanità Puglia, accordi transattivi, intervista al Presidente Marchitelli

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