Martedì, 23 Settembre 2014
   
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Puglia

TAGLI, PER I MINISTERI OBIETTIVO 5 MILIARDI ‘PIL TRA -0,1% E -0,2%’

BEATRICE LORENZIN - MINISTRO PER LA SALUTE

 Tagli, per i ministeri obiettivo 5 miliardi ‘Pil tra -0,1% e -0,2%’

Il piano di tagli da 15-16 miliardi su cui si costruità la prossima legge di Stabilità sarà costituito per un terzo dai risparmi ministeriali che applicheranno la regola del 3% ma non in modo lineare e gli altri due terzi pescando dal dossier Cottarelli, con alcune rivisitazioni. E' questa una delle ipotesi allo studio di Palazzo Chigi. L'obiettivo è arrivare a 5 miliardi di euro dai tagli ministeriali ma dai dicasteri arrivano indicazioni lontane. In ogni caso la portata della ex Finanziaria dovrebbe aggirarsi tra i 18 e i 20 miliardi. Tutto dipenderà dal quadro economico che sarà tratteggiato il 1°ottobre dalla nota di aggiornamento del Def. Ieri il sottosegretario all'Economia, Zanetti ha detto che quest'anno l'economia italiana registrerà un calo del Pil tra lo 0,1% e lo 0,2%. Anche il Fmi conferma la previsione. Quasi certa l'estensione del bonus Irpef alle famiglie numerose. Sulla rimodulazione delle aliquote Iva vanno attesi i dati dell'Istat. Parallelamente alla legge di Stabilità marcerà la potatura delle tax expenditures.

 

 

FMI: RISPARMI DIFFICILI SENZA TOCCARE LE PENSIONI


 Fmi: risparmi difficili senza toccare le pensioni

 
Secondo il Fondo monetario internazionale dalla spending review l’Italia non otterrà i risultati sperati senza ricomprendere nei tagli anche le pensioni. Ieri lo stesso Fmi ha rivisto al ribasso la stima del Pil 2014 per il nostro Paese, dopo i dati, anch’essi negativi, di Standard&Poor’s e Ocse. La ricchezza prodotta segnerà un calo dello 0,1%. A luglio il Fmi stimava il Pil in crescita dello 0,3%. La ripresa ci sarà nel 2015, con il Pil in aumento dell’1,1%.
 
Un tasso di crescita destinato a mantenersi costante fino al 2019. Il quadro non è certo rassicurante, nonostante ciò gli economisti di Washington esprimono un giudizio positivo sui progetti di riforma messi in cantiere dall’Esecutivo. Bene le misure su giustizia, lavoro e riforma elettorale. Note dolenti, invece, sulla spesa pubblica. Risparmi significativi ci saranno solo se si interviene anche sulle pensioni la cui spesa è la più alta nell'area euro. A preoccupare il Fmi è anche il tasso di disoccupazione che alla fine dell’anno toccherà il 12,6%.  

   

PIANO RIORDINO, SCIANARO: “ORIENTATO SOLO ALLE CONVENIENZE ELETTORALI DEL PD”

 

ANTONIO SCIANARO - CONSIGLIERE FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA 

 
Piano riordino, Scianaro: “Orientato solo alle convenienze elettorali del Pd”  

“Il Piano di riordino dei posti letto per la provincia di Brindisi è uno sfregio inaccettabile alle città di Fasano e Mesagne ed è evidentemente l’ultima trovata del centrosinistra che, in vista della campagna elettorale, cura i territori di appartenenza dei suoi maggiorenti e umilia gli altri”.

Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Antonio Scianaro.

“Ecco il modus operandi del centrosinistra - prosegue. Tagli e riordini fatti senza alcuna logica se non campanilistica e questo è inaccettabile.
Ben vengano i miglioramenti nelle strutture già esistenti e che dovrebbero essere di eccellenza del servizio, ma questo non può corrispondere all’annullamento dell’offerta sanitaria in altre realtà. Tra l’altro, nelle more dell’altro investimento per l’ospedale di Monopoli-Fasano, per il quale ci vorranno almeno 7 anni, non è pensabile lasciare scoperto un territorio così vasto e densamente popolato.
In più - sostiene il consigliere Scianaro - la Commissione consiliare di Fasano aveva preso una posizione molto diversa a riguardo, spendendosi perché fossero attivati i posti previsti. Una posizione attentamente discussa anche con la direzione generale dell’Asl e della struttura tecnica che avevano dato ampia disponibilità.
È stato tempo sprecato, giacchè hanno partecipato alle riunioni ben sapendo che la decisione sarebbe stata un’altra.
A questo punto faremo battaglia contro un piano scellerato e ingiusto orientato solo alle convenienze elettorali del Pd.
Il centrosinistra – c
onclude - non ha ancora compreso che non si fa propaganda sulla pelle dei cittadini, utilizzando la sanità”.
   

TICKET, CONGEDO: “SOGLIE IMPOSTE DALLA GIUNTA ECCESSIVE, LA DELIBERA VA RIVISTA”

 

ERIO CONGEDO - VICECAPOGRUPPO FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA 

 Ticket, Congedo: “Soglie imposte dalla Giunta eccessive, la delibera va rivista”
 
“La questione della delibera di Giunta regionale sulla trasformazione del regime delle prestazioni, non riguarda solo il salatissimo ticket, ma anche la soglia per ricovero per alcune patologie oggi ridotta al minimo come la qualità del servizio sanitario così offerto”.

Lo dichiara il vicecapogruppo di Forza Italia, Erio Congedo.

“Si pensi che – prosegue - per la chemioterapia la Regione ha previsto la soglia del 2% delle prestazioni erogabili in regime di ricovero ed il resto erogabile in day service.
Prima, invece, la chemioterapia era erogabile con ricovero fino al 12 % e, ciononostante, la soglia era assolutamente insufficiente.
Ora, è vero che il medico ha discrezionalità, ma è pur vero che oggi è obbligato da lacci strettissimi imposti dalla Giunta.

Pertanto, le nostre osservazioni e quelle del collega Surico sono state costruttive e non certo pretestuose, perché è un fatto oggettivo che la delibera sia abnorme e vada rivista.
Questo nell’interesse dei cittadini pugliesi – conclude - che già scontano gli errori del centrosinistra con un’offerta sanitaria costosa e di scarsa qualità”.

 

   

BLASI: "SOSTEGNO A PENTASSUGLIA PER BATTAGLIA CONTRO SPRECHI SANITÀ"


 Blasi: "Sostegno a Pentassuglia per battaglia contro sprechi Sanità"
 
“Chiusure pregiudiziali da parte dei partiti, vere e proprie balle spacciate ad arte per metterlo in difficoltà, come il ticket per i pazienti in chemioterapia, consigli poco disinteressati a rimandare tutto a dopo le elezioni. Da questi segnali si comprende come Donato Pentassuglia, da poco assessore alla Sanità, stia riuscendo laddove tanti hanno fallito. E cioè realizzare politiche sanitarie che guardino esclusivamente all’interesse dei malati e dei cittadini pugliesi, che con le loro tasse pagano i servizi sanitari, senza lasciarsi intimidire o condizionare da interessi di parte.

Per essere chiaro: trasferire nel day service, quindi in poche ore di degenza, una serie di interventi, come quelli alla cataratta o all’ernia, svolti finora attraverso dei ricoveri in ospedale che costano al sistema almeno 800 euro al giorno, è una vera battaglia contro gli sprechi. Per questo ritengo giusto esprimere pubblicamente il mio sostegno al suo operato.

Dopo un lungo inverno durato molti anni, nel quale alla sanità pugliese è stato imposto dal governo Berlusconi-Fitto-Tremonti un piano di rientro ai limiti del punitivo, Donato Pentassuglia ha finalmente intenzione di aumentare i posti letto, diminuire i ricoveri inutili e con essi gran parte degli sprechi che i pugliesi pagano a caro prezzo e di riorganizzare i reparti secondo criteri di efficienza. Penso che quando si lavora bene e nell’interesse dei cittadini non si debba tenere conto di scadenze elettorali o di pressioni politiche che nulla hanno a che fare con la sanità”.

 

   

PAGAMENTI F24. PARTITE IVA: DAL PRIMO OTTOBRE, SCATTANO LE NUOVE REGOLE

 

 PAGAMENTI F24. Partite Iva: dal primo ottobre, scattano le nuove regole
 
Il decreto Renzi ha introdotto l’obbligo generalizzato di utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate per i versamenti con l’F24

Dal primo ottobre, scattano le nuove regole per il pagamento dei tributi con il modello F24 previste dal cosiddetto decreto Renzi. Il provvedimento ha introdotto l’obbligo generalizzato di utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (oppure, in alternativa o contestualmente di intermediari della riscossione convenzionati con le Entrate) per i versamenti da effettuare con il suddetto modello.

Ciò significa che non sarà più possibile, per i titolari di partita Iva, ma non solo, recarsi fisicamente in banca, in posta, o presso uno degli sportelli di Equitalia, anche se sono previste limitazioni ed eccezioni. Il decreto, infatti, riguarda la presentazione degli F24 per i versamenti sopra mille euro, o per l’utilizzo di crediti d’imposta in compensazione (sia con saldo a zero che con saldo a debito).

In questi casi, si dovrà scegliere tra lo strumento “F24 web” delle Entrate mediante cassetto fiscale, il pagamento tramite Home Banking (ma solo per versamenti F24 con saldo diverso da zero o con compensazioni di crediti IVA inferiori 5mila euro) e, infine, il pagamento tramite intermediari abilitati. La presentazione di F24 in formato “cartaceo” rimarrà possibile in caso di versamenti superiori ai mille euro senza compensazioni.

 

   

EQUITALIA. IL VADEMECUM PER I CONTRIBUENTI. LA SCHEDA TECNICA


 EQUITALIA. Il vademecum per i contribuenti 

Equitalia ha pubblicato un vademecum in cui sono indicate alcune tra le principali semplificazioni per i contribuenti

 
La notifica delle cartelle di pagamento attraverso Posta Elettronica Certificata (PEC), fa sapere Equitalia, si estende anche alle persone fisiche titolari di partita Iva. Questo consentirà di sapere in ogni momento quali documenti sono stati inviati dall’agenzia di riscossione, nonché il giorno e l’ora delle notifica. Contestualmente, Equitalia ha pubblicato un vademecum in cui sono indicate alcune tra le principali semplificazioni per i contribuenti che, qui di seguito, riassumiamo.

RATEIZZAZIONI – I contribuenti in difficoltà possono studiare assieme ad Equitalia un piano di rateizzazione dei debiti. Fino a 50mila euro è sufficiente una semplice domanda senza aggiungere altri documenti. Chi vanta crediti erariali o commerciali verso le P.a. può ottenere la compensazione, ricevendo da Equitalia l’assistenza necessaria.

TUTELE – Equitalia, per assicurarsi il pagamento del credito da riscuotere, può disporre il blocco dei veicoli intestati al debitore. Tuttavia nessun fermo può essere iscritto se il debitore dimostra che il veicolo serve a svolgere il proprio lavoro. Inoltre, è possibile iscrivere ipoteca solo nei confronti di chi ha debiti complessivamente superiori a 20 mila euro, ma non si può assolutamente pignorare la prima casa di proprietà in cui il contribuente risiede. Sugli immobili, poi, si può procedere al pignoramento solo per debiti superiori a 120mila euro.

Laddove le azioni si ripercuotano sugli stipendi o sulle pensioni, la quota pignorabile procede per gradi, da un decimo a un quinto, per salvaguardare le necessità dei contribuenti con meno disponibilità economica.

ASSISTENZA E INFORMAZIONI – I cittadini possono rivolgersi agli sportelli di Equitalia, presenti sul territorio e aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8.15 alle 13.15. Inoltre, per le situazioni più delicate, in ogni capoluogo di Provincia è stato istituito lo “Sportello Amico”. E’ attivo, inoltre, 24 ore su 24 il numero verde 800.178.078.

 

   

NUOVE IMPRESE, PIÙ AIUTI A CHI INVESTE


 Nuove imprese, più aiuti a chi investe
 
Chi avvia un’attività entro il 30 giugno 2015 può massimizzare i benefici derivanti dal credito di imposta per l’acquisto di macchinari nuovi e se l’investimento viene pagato con nuovi apporti di capitale, l’incentivo si cumula con la detassazione Ace potenziata. In caso di finanziamenti bancari, poi, le pmi potranno usufruire della nuova Sabatini. Il dl 91/2014 ha introdotto un credito di imposta del 15% calcolato sul costo complessivo sostenuto per l’acquisto di beni strumentali per l’importo eccedente la media degli investimenti dei 5 esercizi precedenti.
 
Il credito di imposta si utilizza in compensazione nel mod. F24 a partire dal secondo esercizio successivo a quello di realizzazione dell’investimento. La legge 147/2013 ha potenziato l’Ace: è un’agevolazione che consiste in una deduzione dal reddito di impresa all’incremento di patrimonio realizzato. La nuova Sabatini prevede la concessione di contributi in conto interessi per i finanziamenti assunti dalle pmi che realizzano investimenti in beni strumentali e attrezzature.

   

ARTICOLO 18. POCHE IMPRESE INTERESSATE, MA TUTELATI OLTRE LA METÀ DEI DIPENDENTI PRIVATI ITALIANI


 ARTICOLO 18. Poche imprese interessate, ma tutelati oltre la metà dei dipendenti privati italiani
 
Bortolussi: “Bisogna evitare lo scontro sociale sull’articolo 18. Dobbiamo, invece, rilanciare gli investimenti, i consumi interni e combattere la deflazione: solo così saremo in grado di creare le condizioni per rilanciare l’occupazione e riprendere il sentiero della crescita”.

Sono poche le aziende sottoposte alla disciplina all’articolo 18, ma oltre la metà dei lavoratori dipendenti italiani del settore privato sono tutelati da questo istituto. I numeri elaborati dalla CGIA ci dicono che l’articolo 18 “interessa” il 2,4 per cento delle aziende ed il 57,6 per cento dei lavoratori dipendenti italiani occupati nel settore privato dell’industria e dei servizi.

In termini assoluti, su poco meno di 4.426.000 imprese presenti in Italia, solo 105.500 circa hanno più di 15 addetti.

Per quanto riguarda i lavoratori, invece, la CGIA ricorda che dalla totalità degli addetti presenti in Italia (pari a poco più di 22 milioni di unità) sono stati “rimossi” i lavoratori autonomi, quelli del pubblico impiego, i dipendenti dell’agricoltura e tutti quelli con un contratto a tempo determinato che, per legge, non sono “coperti” da questa norma.

Pertanto, su oltre 11.300.000 operai e impiegati presenti nel nostro Paese (*), quasi 6.507.000 (**) lavorano alle dipendenze di aziende con più di 15 dipendenti, soglia oltre la quale si applica l’articolo 18.

“In una situazione economica così difficile – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – l’eventuale decisione di modificare l’articolo 18 darebbe luogo ad un duro scontro con le parti sociali che avrebbe solo ricadute negative. Mai come in questo momento, invece, abbiamo bisogno di pace e di coesione sociale. Ritengo, inoltre, che possiamo agganciare la ripresa e conseguentemente rilanciare l’occupazione privilegiando le politiche legate alla domanda. Ovvero, rilanciando gli investimenti, i consumi interni e combattere la deflazione: solo così saremo in grado di aggredire la disoccupazione”.

   

SANITÀ, SETTE SU DIECI NON PAGANO IL TICKET. RECORD A CISTERNINO


 La Repubblica Redazione di Bari, quest'oggi, ha pubblicato un interessante articolo a firma di Antonello Cassano, sull'esercito di pugliesi che non paga il ticket.

Qui di seguito l'artcolo completo


Sanità, sette su dieci non pagano il ticket. Record a Cisternino

Un esercito di non paganti. Sono 2,7 milioni i pugliesi esenti dal pagamento ticket per motivi di reddito o patologia. Una cifra elevatissima visto che la popolazione totale residente in Puglia conta circa 4 milioni di persone. Sul totale della popolazione assistita, il 70 per cento non paga per le cure ricevute. Una media che in alcuni casi diventa paradossale, come accade a Cisternino in provincia di Brindisi, dove ci sono due esenzioni per ogni abitante. A Bari sul totale di 1,2 milioni di assistiti e considerando tutte le tipologie di esenzione, gli esenti da ticket sono circa 845mila. In totale, le esenzioni rilasciate sono più di un milione, perché uno stesso soggetto può essere esente per età, per reddito e per 3 diverse patologie. "Detta percentuale di esenti  -  scriveva Michele Ametta del ministero dell'Economia nella relazione che fece scoppiare lo scandalo dei bilanci nell'Asl Bari  -  appare particolarmente elevata rispetto al totale della popolazione assistita".

La situazione è simile anche nella altre Asl. A Foggia la percentuale di esenti si attesta al 70,2 per cento. Su un totale di 622mila assistiti, quelli che non pagano per le cure ricevute sono 438mila. Stesso discorso per Lecce, dove su un totale di 798mila assistiti, gli esenti sono 559mila per 1,1 milioni di esenzioni. Sei esenzioni su dieci sono causate da motivi economici. "Si tratta di un dato significativo  -  dice Ottavio Narracci, direttore sanitario dell'Asl di Lecce  -  e credo che sia un indicatore delle difficoltà economiche complessive che colpiscono il nostro territorio. Detto questo, la percentuale sembra molto alta anche a noi in Asl, per questo ci sarebbe bisogno di approfondimenti". Anche la Bat e Taranto sono terre di esenzioni.

Nella prima, su un totale di 386mila assistiti si registrano 271mila esenti, mentre nell'Asl ionica non pagano in 385mila su 586mila. Stesso discorso vale per Brindisi dove a giugno 2014 gli esenti erano il 68 per cento della popolazione: "La media  -  spiega il direttore generale, Paola Ciannamea  -  è abbastanza alta se si tiene conto anche che in determinati paesi, come Cisternino, ci sono anche due esenzioni per assistito. Va detto che i controlli sui redditi da parte della Guardia di Finanza sono sempre più stringenti, quindi dovrebbe essere più difficile dichiarare il falso". Ma la mancanza di controlli è probabilmente all'origine dell'elevato numero di esenti. È quanto denunciava anche l'ispettore del Mef nella sua relazione sull'Asl Bari: "Al riguardo  -  lamentava Ametta  -  si precisa che, nonostante le ripetute richieste, l'azienda non è stata in grado di fornire nessuna informazione né documentazione relativa ai controlli esercitati sulle esenzioni dal pagamento del ticket".

   

TICKET - SURICO: "LA DELIBERA DI GIUNTA È ABNORME"

 

GIAMMARCO SURICO - CONSIGLIERE FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA 

 Ticket - Surico: "La delibera di giunta è abnorme"  

“Il Ministero ha stabilito la trasformazione delle prestazioni “potenzialmente” inappropriate in regime di ricovero. Alcuni ricorrono a ricoveri inappropriati ed è doveroso contenerli. Ma se poi chi è tenuto a controllare, va a sua volta controllato, allora è chiaro che le maglie si stringono a discapito della collettività”. Così il consigliere regionale di Forza Italia, Giammarco Surico, replica alle dichiarazioni dell'assessore alla Sanità sul ticket da 47 euro.

“Non facciamo certamente polemiche strumentali –prosegue- ma è giusto fare chiarezza nell’interesse dei cittadini e degli operatori sanitari. Sappiamo bene che i pazienti oncologici sono nella maggior parte dei casi esenti, ma sappiamo anche che terapie infusionali chemioterapiche, laddove necessario per determinati tipi di pazienti o di protocolli terapeutici, dovendo essere erogate in day service non potrebbero essere sottoposte a ricovero.

Il nostro è un intervento chiarificatore: chi viene operato per interventi ortopedici ricostruttivi o per distacco di retina, per esempio, è in regime di day service e la sera può essere rimandato a casa, contrariamente a quanto avviene oggi garantendo la sicurezza delle procedure? È ovvio a chiunque che la portata della delibera di Giunta Regionale sia abnorme e vada rivista e ridotta. Esiste sempre quella discrezionalità –conclude- costituzionalmente garantita, che consente alle Regioni di valutare l’adozione di atti che, come questo, attengono ai Lea”.

   

ELENCHI DG - "ZULLO: "ESCLUSI I PROFESSIONISTI SGRADITI AL CENTROSINISTRA"

IGNAZIO ZULLO - PRESIDENTE GRUPPO FORZA ITALIA - REGIONE PUGLIA 

 Elenchi DG - "Zullo: "Esclusi i professionisti sgraditi al centrosinistra"  

"Sono stati esclusi, dall’elenco degli idonei alla nomina di Direttore Generale delle Asl, professionisti in possesso dei requisiti necessari ma sgraditi al centrosinistra. Porterò documenti inconfutabili di quanto affermo in Commissione Sanità”. Così il Presidente del Gruppo regionale di Forza Italia, Ignazio Zullo. “Se chi amministra non controlla la conformità alla legge dei dirigenti, funzionari ed altri –prosegue- o è colluso oppure c’è dabbenaggine. In entrambi i casi, è un segnale di debolezza politica: nel primo, etico-morale; nel secondo, di competenza.

L’elenco approvato dalla Giunta Regionale con delibera 1870 del 16/9/2014, esclude professionisti che hanno tutti i requisiti per essere ricompresi nell’elenco. Si tratta di persone che hanno intrattenuto rapporti burrascosi con Vendola, la sua Giunta e la sua maggioranza e, perciò, non gradite. Lo scarso gradimento deve trovare, però, la sua rappresentazione non nell’inserimento o meno nell’elenco, tradendo i principi di legge, ma eventualmente nella mancata nomina a direttore generale.

Comunque, i soggetti che hanno i requisiti, anche se sgraditi, vanno inseriti nell’elenco perché questo dà contezza della professionalità non solo in Puglia ma nell’intero panorama nazionale perché con internet diviene di dominio pubblico. Sono esclusioni e danni illegittimi di cui ho completa documentazione che, appunto, porterò in Commissione, previa richiesta al Presidente di audizione dell’assessore Pentassuglia. Lo farò –conclude- nella speranza che questo nuovo corso assessorile inauguri una stagione di cambiamento che deve partire dalle azioni di responsabilità verso i dirigenti che non rispettano la legge, con conseguente loro rotazione”.

   

ELENCHI DG - NEGRO: "AI VERTICI DELLE ASL MEGLIO I COMMISSARI"

SALVATORE NEGRO - CAPOGRUPPO UDC - REGIONE PUGLIA 

 Elenchi DG - Negro: "Ai vertici delle ASL meglio i commissari"  

“Il commissariamento delle Asl pugliesi appare necessario considerati i tempi stretti che ci distanziano dalle nuove elezioni e la delicatezza del momento politico. Tuttavia, proprio la ristrettezza dei tempi, ci induce a pensare che i commissari debbano essere ricercati all’interno  dell’attuale struttura regionale per evitare che tali incarichi siano affidati a professionisti esterni che avrebbero appena il tempo di iniziare a conoscere le strutture ospedaliere, il personale e gli uffici e non potrebbero produrre alcun risultato in questo scorcio di legislatura”.

Lo afferma il presidente del Gruppo regionale Udc, Salvatore Negro, intervenendo nel dibattito sui nuovi manager delle Asl di Puglia.
“La nomina di nuovi manager, estranei all’attuale struttura, sarebbe un’inutile perdita di tempo e non potrebbe produrre alcun risultato, considerato che mancano ormai pochi mesi alla fine dell’attuale legislatura. Se in questo breve periodo si vuole raggiungere qualche obiettivo si deve puntare sui nomi interni che conoscono bene la macchina amministrativa delle aziende sanitarie pugliesi”, ha sottolineato il capogruppo Udc il quale si è anche soffermato su alcuni recenti provvedimenti della Giunta regionale come quello che introduce il ticket di 47 euro per coloro che si sottopongono a chemioterapia. “Un provvedimento inaccettabile – sottolinea – frutto di debolezza della politica che si piega alle scelte dei burocrati.

La sanità è un comparto complesso che attiene ad un bene primario del cittadino, la salute, il cui governo non può essere lasciato solo in mano ai tecnici. Provvedimenti come questo danno l’idea di un distacco totale tra i bisogni della gente e le decisioni di palazzo. La politica seria, quella che si interroga e si confronta quotidianamente sui problemi della gente cercando di dare risposte concrete deve stare in primo piano e governare questi comparti. Per questo – conclude Salvatore Negro –  auspichiamo una attenta riflessione politica sulle scelte da fare prima di procedere a qualsiasi nuova decisione che incida sul diritto alla salute dei cittadini”.

 

   

ACQUISTI PUBBLICI, PADOAN FIRMA IL DECRETO - FISSATI I PREZZI DI RIFERIMENTO DELLA CONSIP

PIER CARLO PADOAN - MINISTRO ECONOMIA E FINANZE 

  Acquisti pubblici, Padoan firma il decreto -  Fissati i prezzi di riferimento della Consip
 
Dalla spending review dovrà arrivare la maggior parte delle risorse che serviranno per la legge di Stabilità. Il ministro dell’Economia Padoan ha appena firmato il decreto che fissa i prezzi ‘benchmark’ della Consip, che saranno pubblicati sul sito del Tesoro. Si attende, a breve, il decreto che taglia ad un massimo di cinque le auto blu delle Pa.

Nel frattempo va avanti il lavoro per la riduzione da 32mila a 35 delle centrali di acquisto e di appalto dello Stato. Nel corso di un incontro a Palazzo Chigi, Padoan e Renzi hanno confermato l’intenzione di dare subito attuazione al piano per la riduzione delle società controllate o partecipate dagli enti locali, che da 8mila dovranno ridursi a mille. Dalla revisione della spesa dovrebbero arrivare poco meno di 15 miliardi, che serviranno anche a finanziare il bonus di 80 euro ai lavoratori dipendenti. Qualche risparmio potrebbe venire anche dalla sanità.

 

   

NIENTE ARTICOLO 18 PER I NEOASSUNTI


 Niente articolo 18 per i neoassunti
 
Ieri il Governo ha presentato un emendamento all’art. 4 del ddl delega di riforma del mercato del lavoro che di fatto porta al superamento dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato verranno effettuate utilizzando contratti a tutele crescenti, in base all’anzianità di servizio. Ciò significa che un neoassunto non avrà gli stessi diritti e le tutele previsti attualmente dai contratti a tempo indeterminato. Il lavoratore gradualmente acquisirà le forme di garanzia e di protezione. Ma per conoscere questa gradualità occorrerà attendere i decreti delegati che il Governo emanerà entro sei mesi dal via libera del Parlamento alla delega, previsto per dicembre. Nell’emendamento di ieri figurano anche due ulteriori novità: una revisione del divieto delle tecniche di controllo a distanza e la possibilità del demansionamento del lavoratore in caso di necessità dell’azienda.

 

   

LOSAPPIO: "NUOVO PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO, DIBATTITO IN COMMISSIONE"

 

 Losappio: "Nuovo Piano di riordino ospedaliero, dibattito in Commissione"  

Dichiarazione del Presidente del Gruppo Sel, Michele Losappio

"Questa volta ha ragione il collega Romano quando ricorda che un nuovo riordino non può essere solo una scelta “tecnica” e che si devono valutare i tempi, il bilancio del piano di rientro, l’attivazione dei servizi territoriali come offerta che va a compensare un eventuale ridimensionamento di quella ospedaliera.
L’impressione è che nella gestione dell’assessorato qualcosa sfugga al nuovo Assessore e che i provvedimenti presentati come “tecnici”  si accavallino in una specie di accelerazione che taglia fuori il confronto politico con i Consiglieri (compreso quelli della maggioranza di centrosinistra) e i naturali interlocutori, primi fra tutti i cittadini.
Abbiamo ad esempio chiesto da un mese la convocazione della III Commissione sulla vicenda ticket-ricette e siamo ancora in attesa.
Leggiamo invece che il Gruppo PD si è riunito per discutere di sanità (con l’Assessore?), ma non è la stessa cosa"
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