Scritto da Ufficio Stampa Lunedì 06 Maggio 2013 14:02
GIUSEPPE MARCHITELLI - PRESIDENTE AFORP | Il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche verso i creditori privati puo' avere moderati effetti espansivi nel 2014. Lo afferma l'Istat nelle prospettive dell'economia italiane nel 2013-2014. In particolare, spiega l'istituto, l'immissione di liquidita' nel sistema economico, potrebbe sostenere consumi e investimenti privati, contribuendo a migliorare le aspettative di famiglie e imprese sulle loro condizioni economiche. |
Scritto da Ufficio Stampa Lunedì 06 Maggio 2013 13:46
LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI - SENATORE DELLA REPUBBLICA | La Puglia maglia nera in tema di livelli essenziali di assistenza purtroppo non ci meraviglia, ma se da una parte non è più tollerabile che si continui a giocare con il diritto dei cittadini a ricevere le cure e l’assistenza necessarie, oltre che di poter usufruire di un sistema di prevenzione efficace e capillare, dall’altra è ormai indifferibile il momento di affrontare nelle sedi opportune, con serietà e coraggio, il problema dei Lea e della riforma del sistema sanitario nazionale, ivi compresa la ridefinizione dei costi standard e del riparto dei fondi, tra cui va inserito il principio della deprivazione sociale”. Lo dichiara in una nota il senatore del PdL Luigi d’Ambrosio Lettieri. FONTE:QUOTIDIANO SANITA' |
Scritto da Ufficio Stampa Domenica 05 Maggio 2013 21:12
| IL quotidianoe Economico-finanziario, ILSOLE24ORE, quest'oggi, ha pubblicato un'interessante intervista ad Antonio Tajani Vice-Presidente Commissione Unione Europea sul problema sblocca pagamenti della PA verso le imprese.
Dunque?
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Scritto da Ufficio Stampa Sabato 04 Maggio 2013 17:39
![]() | Siamo i piu’ tartassati d’Europa
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Scritto da Ufficio Stampa Venerdì 03 Maggio 2013 13:14
GIOVANNI GORGONI - DIRETTORE GENERALE ASL BT | ANDRIA - GIORNATA DI PROMOZIONE DELLA SALUTE Sabato 4 maggio alle 17 nell'auditorium della parrocchia Addolorata delle Croci di Andria si terrà l'incontro "Città sana - Giornata di promozione della Salute": si parlerà di tumori infantili, saranno raccontate le esperienze di un gruppo di genitori di bambini affetti da leucemie, sarà proposta una analisi dei dati al momento disponibili e saranno posti interrogativi sulle indagini ambientali già fatte o ancora da svolgere. |
Scritto da Ufficio Stampa Giovedì 02 Maggio 2013 21:40
| Roma, 2 mag. (Adnkronos Salute) - Il Servizio sanitario nazionale si tinge sempre più di rosa. Su 646.236 dipendenti le donne ammontano a 412.125 pari al 64%. Una prevalenza determinata dai dati del settore infermieristico dove le donne raggiungono il 77%, mentre tra i medici restano in maggioranza gli uomini col 63% del totale. E' la fotografia scattata dal ministero della Salute nella monografia 'Personale delle Asl e degli Istituti di cura pubblici - Anno 2010', a cura della Direzione generale del sistema informativo e statistico sanitario, Ufficio di direzione statistica. La pubblicazione presenta i dati al 2010 del personale dipendente delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere e delle Aziende ospedaliere integrate con l'Università.Secondo quanto illustrato nel documento, nel 2010 il personale si è mantenuto sostanzialmente stabile (+0,02%) rispetto al 2009. Le donne dipendenti sono 412.125, in aumento (+1,1%) rispetto al 2009, mentre cala il numero degli uomini, che nel 2010 si attesta a 234.111 (-1,8%). I medici e odontoiatri sono 107.448, di cui 39.660 donne (pari al 36,9%). Il numero delle donne medico ha registrato un aumento del 3,7% rispetto al 2009, mentre quello degli infermieri raggiunge le 263.803 unità, di cui 203.202 donne (pari al 77,0%). Il numero delle infermiere aumenta lievemente rispetto al 2009: +0,3%Dal punto di vista della ripartizione geografica, se si considera il numero assoluto dei dipendenti del Ssn, nel 2010 sono le Marche a registrare il maggior aumento nella dotazione di personale (+3,5%), seguite dalla Puglia (+3,0%). La Sicilia è la Regione in cui si registra il maggior calo di dipendenti (-6,8%), seguita dalla Campania. Analizzando i dati prendendo in considerazione il numero dei dipendenti in relazione ai residenti emerge che fanalino di coda è il Lazio, con 8,1 unità di personale dipendente del Ssn per 1.000 residenti, mentre Bolzano ne registra più del doppio: 16,7 unità per 1.000 residenti. |
Scritto da Ufficio Stampa Giovedì 02 Maggio 2013 21:36
| Roma, 2 mag. (Adnkronos Salute) - In Francia i medici parlano sempre più rumeno. Sono molti, infatti, i camici bianchi del Paese dell'Est che scelgono di 'emigrare' Oltralpe per esercitare la loro professione. Un boom di immigrazione professionale esploso prepotentemente nel 2007, dopo l'adesione della Romania all'Unione europea: nel 2008 il 40% dei nuovi iscritti agli Ordini dei medici d'Oltralpe era rumeno. Un fenomeno che non accenna a diminuire, indica uno studio di Raymonde Sechet, docente di geografia all'università di Rennes e Despina Vasilscu, del Centro di ricerca in geografia applicata, dell'università di Suceava, Romania. Sono 3.000 i professionisti in attività, il 68% nelle strutture pubbliche e il 32% nel privato. Con una particolare concentrazione nelle specializzazioni più 'difficili': anestesia e rianimazione, emergenza-urgenza, radiologia. Questi professionisti non hanno bisogno di ulteriori attestati di formazione per esercitare in Francia e questo favorisce la domanda, soprattutto nelle aree più sprovviste. La ricerca non registra, però, alcun vantaggio da questa immigrazione in un campo particolarmente carente per la medicina francese, quello dei medici di famiglia delle aree rurali, cronicamente mancanti. Un problema per il quale gli ospedali e le comunità investono anche molto denaro pur di limitare i danni del cosiddetto 'deserto medico'. I medici rumeni, però, spiega lo studio, provengono quasi tutti da contesti urbani e, in Francia, l'ambiente ospedaliero con il lavoro in equipe favorisce meglio l'integrazione, quindi lo preferiscono. Ad attrarre i medici rumeni soprattutto il miglioramento economico, visto che in patria gli stipendi hanno subito continue riduzioni e il potere d'acquisto è sempre più limitato. Ma per molti professionisti si tratta anche di una 'fuga' verso possibilità di esercitare al meglio la loro attività, abbandonando un sistema in difficoltà e vetusto che può investire molto poco in innovazione . "Per la Romania - concludono gli studiosi - l'esodo dei medici costituisce una perdita di un elemento vitale per lo sviluppo del Paese". |
Scritto da Ufficio Stampa Giovedì 02 Maggio 2013 21:30
GIUSEPPE BERTOLUSSI - SEGRETARIO CGIA DI MESTRE | Con riduzione costo denaro più liquidità per famiglie ed imprese per 3,6 miliardi “Finalmente un po’ di ossigeno per le famiglie e le imprese italiane. Con la decisione della BCE di ridurre il Tasso ufficiale di sconto di 0,25 punti, i risparmi complessivi ammonteranno a 3,63 miliardi di euro all’anno”. Ad annunciarlo è il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi. L’Ufficio studi dell’Associazione, dopo aver esaminato la situazione debitoria delle famiglie e delle imprese italiane, ha quantificato i vantaggi economici derivanti dalla decisione presa dalla BCE: per le prime, la riduzione degli interessi comporterà un risparmio di 1,23 miliardi di euro all’anno; per le seconde, il vantaggio sarà di ben 2,39 miliardi euro. Come si è giunti a questi risultati? A fronte di un livello di indebitamento delle nostre imprese nei confronti del sistema bancario italiano pari a 958 miliardi di euro (ultimo dato disponibile al 28-02-2013), la riduzione del Tasso ufficiale di sconto (Tus) allo 0,5% darà luogo ad una contrazione degli interessi annui a carico del sistema imprenditoriale italiano stimata in 2,39 miliardi di euro. Per ciascuna impresa, sottolinea la CGIA, la decisione della BCE consentirà una riduzione della spesa media annua pari a 461 euro. Per le famiglie che hanno contratto un mutuo per l’acquisto di una abitazione o di un bene mobile (debito complessivo di 499,1 miliardi di euro), il risparmio indotto dalla riduzione dei tassi di interesse sarà pari a 1,24 miliardi di euro. Il beneficio medio annuo in capo a ciascuna famiglia italiana è stato stimato in 49 euro. “E’ bene precisare – conclude Giuseppe Bortolussi – che la riduzione del tasso di interesse stabilito dalla Banca centrale europea potrebbe non tramutarsi in una corrispondente contrazione del costo del denaro nel nostro Paese. Pertanto, i risparmi in capo alle famiglie alle aziende da noi calcolati potrebbero essere sovrastimati.” Se la riduzione del Tus dello 0,25% sarà recepita anche a livello bancario italiano, saranno gli imprenditori della Lombardia, del Trentino A.A. e dell’ Emilia Romagna a “godere” dei maggiori vantaggi . In Lombardia, a fronte di un indebitamento complessivo pari a 259,6 miliardi di euro, ciascuna impresa beneficerà di una diminuzione media del costo del denaro pari a 796 euro all’anno. Per le aziende del Trentino A.A. (debito complessivo pari a 28,4 mld di euro), i minori costi per impresa saranno di 702 euro; in Emilia Romagna (con una esposizione bancaria di 105,8 mld di €), il calo del costo del denaro consentirà di far risparmiare ad ogni singola impresa ben 630 euro all’anno. Per quanto concerne le famiglie, saranno quelle lombarde a ricevere i maggiori benefici: a fronte di un debito di 111,2 miliardi di euro, il risparmio medio annuo ammonterà a 64 euro. Seguono quelle del Lazio che, con una esposizione di 60,2 miliardi, avranno un risparmio medio annuo di 58 euro, mentre al terzo posto di questa particolare graduatoria si piazzano quelle del trentino A.A.: con un debito bancario che ammonta a 10,2 miliardi di euro, la riduzione media annua del costo del denaro farà risparmiare a ciascun nucleo famigliare residente in questa regione a statuto speciale ben 58 euro. |
Scritto da Ufficio Stampa Giovedì 02 Maggio 2013 21:21
PAOLO FADDA - VICE-MINISTRO ALLA SANITA' | Paolo Fadda è il nuovo Vice-ministro alla sanità. Nato a Villa San Pietro, in provincia di Cagliari, il 26 giugno 1950. Diploma magistrale. Insegnante ed educatore professionale. Dipendente Inail. Sindacalista Cisl. Presidente USL 20 di Cagliari dal 1982 al 1985. Già dirigente nazionale della Dc, segretario regionale di Dl–La Margherita nel 2007. Nella Direzione Federale del Partito Democratico. Sindaco di Villa San Pietro dal 1975 al 1995, Assessore della Comunità Montana 23 di Capoterra dal 1976 al 1980, Consigliere regionale dal 1984 al 2006. Assessore regionale all’Igiene e Sanità e all’Assistenza Sociale dal 1995 al 1999. Dal 1999 al 2004 capogruppo Ppi e poi della Margherita. Vice-Presidente del Consiglio regionale dal 2004 al 2006. Segretario della Commissione attività produttive. Eletto nella Circoscrizione XXVI Sardegna. |
Scritto da Ufficio Stampa Giovedì 02 Maggio 2013 12:39
![]() | Niente viste di controllo Inps d'ufficio per i lavoratori malati, almeno per il momento. Una decisione, scritta in una comunicazione interna dell'ente di previdenza, che sancisce la temporanea sospensione per le visite disposte d'iniziativa dell'istituto. Restano i controlli richiesti dalle aziende (a loro carico). La misura, legata alla necessità di risparmio, taglia la spesa per queste prestazioni che si attesta a circa 50 milioni l'anno.
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