Giovedì, 23 Maggio 2013
   
Carattere
Alberobello
BARI-Lungomare
Castel del Monte
Gargano
Lecce Barocco Leccese
Lecce Santa Croce
Monopoli
Ostuni Mare
Ostuni
Polignano a Mare
Taranto
Ulivi di Puglia

P.A.: ISTAT, DA SBLOCCO PAGAMENTI EFFETTI ESPANSIVI NEL 2014

 

GIUSEPPE MARCHITELLI - PRESIDENTE AFORP

  Il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche verso i creditori privati puo' avere moderati effetti espansivi nel 2014. Lo afferma l'Istat nelle prospettive dell'economia italiane nel 2013-2014.

In particolare, spiega l'istituto, l'immissione di liquidita' nel sistema economico, potrebbe sostenere consumi e investimenti privati, contribuendo a migliorare le aspettative di famiglie e imprese sulle loro condizioni economiche.

 

D’AMBROSIO LETTIERI (PDL): "REGIONE DIA RISPOSTE IMMEDIATE"

 

LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI - SENATORE DELLA REPUBBLICA

 La Puglia maglia nera in tema di livelli essenziali di assistenza purtroppo non ci meraviglia, ma se da una parte non è più tollerabile che si continui a giocare con il diritto dei cittadini a ricevere le cure e l’assistenza necessarie, oltre che di poter usufruire di un sistema di prevenzione efficace e capillare, dall’altra è ormai indifferibile il momento di affrontare nelle sedi opportune, con serietà e coraggio, il problema dei Lea e della riforma del sistema sanitario nazionale, ivi compresa la ridefinizione dei costi standard e del riparto dei fondi, tra cui va inserito il principio della deprivazione sociale”. Lo dichiara in una nota il senatore del PdL Luigi d’Ambrosio Lettieri.
 
“La denuncia, in Puglia, della Fimmg – prosegue il senatore PdL - sull’emergenza relativa ai fondi e ai criteri per garantire l’assistenza domiciliare certo non può restare inascoltato, come non può restare lettera morta la denuncia dei manager della prevenzione delle Asl italiane.Sono intervenuto spesso in questi anni, anche in maniera costruttiva per poter contribuire a migliorare una situazione resa ormai insostenibile da otto anni di gestione Vendola, ma mi rendo conto che nulla cambia nelle politiche sanitarie di questo governo, se non in cambi di poltrone e negli aggettivi con cui si connotano queste operazioni per rafforzare la propaganda. Nei prossimi giorni interesserò il Ministro per la Salute perché ponga in essere tutti gli strumenti necessari a fermare una emorragia di carenza di servizi che rischia di compromettere seriamente il sistema sanitario regionale pugliese già messo a dura prova da tagli di servizi anziché di sprechi”.
 
“Mi auguro – continua la nota - che la Regione Puglia sappia dare risposte convincenti alle obiezioni sollevate dal segretario della Fimmg, Sportelli sul caso specifico della riduzione dei fondi per l’assistenza domiciliare. Diminuire l’ospedalizzazione, laddove non vi sono patologie, controlli e interventi che la richiedano necessariamente, è un fatto positivo, ma solo se alla chiusura degli ospedali e al taglio dei posti letto corrisponda il potenziamento della rete assistenziale territoriale”.
 
“Detto questo, - specifica - ritengo che non possa passare sotto silenzio neanche l’allarme lanciato dai manager dei Dipartimenti della prevenzione delle Asl italiane durante una Convention tenutasi a Bologna il 5 aprile scorso, secondo cui il 5% dei finanziamenti destinati per legge alla prevenzione non viene usato correttamente e continua la dispersione tra le varie funzioni e discipline. Un allarme che la dice lunga su quanto accade nelle Regioni e in quale deleteria direzione si sta avviando il nostro sistema sanitario. Perché non diventi una strada di non ritorno, occorre muoversi subito”.
 
“Aprire, quindi, - evidenzia d’Ambrosio Lettieri - un confronto maturo e responsabile tra le forze politiche, nelle sedi appropriate, per superare le gravi criticità che rischiano di indebolire e scardinare il modello universalistico e solidale della nostra sanità, è una condizione necessaria e indifferibile. Quello della prevenzione collettiva e della promozione della salute è, tra l’altro, un tema fondamentale che, se affrontato correttamente, ha certamente ricadute positive non solo sulla salute dei cittadini, ma anche da un punto di vista economico e sociale”.

FONTE:QUOTIDIANO SANITA'

   

TAJANI, PAGAMENTI AI FORNITORI:L'ITALIA PUO' PAGARE TUTTO IL DEBITO ENTRO 2015

 

 IL quotidianoe Economico-finanziario, ILSOLE24ORE,  quest'oggi, ha pubblicato un'interessante intervista ad Antonio Tajani Vice-Presidente Commissione Unione Europea sul problema sblocca pagamenti della PA verso le imprese.
Eccone l'intervista completa.


«Siamo di fronte alla migliore manovra economica possibile e non si può farla fallire tra carte bollate, timbri e burocrazia; per questo incoraggio il Governo e il ministro Saccomanni, di cui ho apprezzato le prime parole, ad andare avanti e a fare di tutto non solo per farla funzionare bene ma anche sbloccando maggiori risorse». Antonio Tajani non molla la presa sull'operazione sblocca-debiti della Pa in cui ha giocato un ruolo cruciale nella trincea europea dove l'Italia ha incassato, grazie anche al suo pressing, l'ok a liberare le prime importanti risorse. Ma ora il vicepresidente della commissione Ue, con delega all'industria, vuole ulteriori «passi in avanti» e soprattutto non vuole vedere tentennamenti, «perché non ci sono più scuse e alibi, l'Europa è stata chiara con il documento che io e il commissario Rehn abbiamo firmato sulla flessibilità del patto di stabilità nello smaltimento dei debiti pregressi».

Dunque?
Dunque bisogna andare avanti, pagando le imprese presto e assicurandogli anche più risorse di quelle che sono state previste, perché in gioco c'è l'economia reale che ha bisogno di ossigeno. Far circolare questi fondi vuol dire anche far ripartire i consumi e dunque il Paese.


 Il decreto attualmente in Parlamento va cambiato?
Il provvedimento va nella giusta direzione, ma vedo l'ostruzionismo o perlomeno un atteggiamento troppo difensivo della burocrazia italiana nel pagare quanto è dovuto alle imprese. Purtroppo si continua a far prevalere le ragioni della contabilità di Stato su quelle dell'economia reale.


Quali interventi suggerisce?
Ci sono troppi tetti e paletti. E insisto innanzitutto su un concetto: l'Italia deve e può pagare non solo i 40 miliardi previsti dal decreto, ma tutto il debito pregresso di cui tra l'altro non si conosce l'ammontare preciso.


E le risorse?
Se c'è la volontà politica, come credo, i fondi si trovano. Ora che lo spread è tornato ad essere basso si può ricorrere in modo più incisivo alle aste di titoli di Stato. Ma va allentato di più anche il patto di stabilità degli enti locali, se i Comuni hanno i soldi in cassa bisogna farglieli spendere senza eccessivi vincoli.


Lei teme che questa operazione possa incagliarsi?
Il rischio c'è se si trasforma il recupero di un credito legittimo da parte delle imprese in una sorta di partecipazione a una gara di appalto. Bloccare o rallentare questa operazione è impensabile, non possiamo assolutamente permettercelo.


Ma lei vede una scadenza ultima per chiudere questa partita?
Tutto il debito pregresso delle pubbliche amministrazioni verso le imprese va smaltito entro il 2015 quando scatteranno le verifiche del fiscal compact e allora ci saranno margini minori di manovra.


Oltre al passato c'è l'incognita dei pagamenti futuri della Pa alle imprese.
Su questo fronte dal 1° gennaio è scattata la rivoluzione dei nuovi tempi di pagamento della direttiva Ue che fissa a 30 giorni, o in alcuni casi a 60, il tempo massimo per saldare le fatture ai fornitori.


L'Italia come si sta comportando?
È stato tra i primi Paesi a recepire la direttiva anche prima della scadenza di metà marzo e quindi è tra i più virtuosi visto che attualmente l'hanno fatto in 18 tra i ventisette dell'Unione.


Ma nel concreto i nuovi tempi si rispettano?
I primi segnali che ci stanno arrivando non sono incoraggianti. Oggi (ieri per chi legge, ndr) sono stato all'assemblea di Confartigianato e mi hanno riferito che solo i Comuni hanno cominciato ad accorciare davvero i tempi per saldare le loro fatture. Ma su questo fronte comunque continuerò a monitorare come faccio anche per gli altri Paesi.


Riusciremo mai a pagare prima, visto che oggi in media un'impresa aspetta 180 giorni?
Dobbiamo farlo punto e basta. Anche perché non possiamo permetterci di accumulare un nuovo stock di debito pregresso. E poi il conto sarebbe molto salato per la Pa visto che scatterebbero automaticamente gli interessi più alti previsti dalla direttiva che oggi con il nuovo tasso di sconto sono all'8,5%.


Il decreto che recepisce la direttiva Ue è chiaro su tutti i fronti?
Il passato Governo ha chiarito con una circolare che anche l'edilizia rientra nei nuovi tempi di pagamento. Ora credo che serva un ulteriore chiarimento per ribadire che tutte le pubbliche amministrazione devono pagare in 30 giorni o a 60, ma solo per la Sanità e le imprese pubbliche. Insomma non ci devono essere scappatoie o deroghe di qualsiasi tipo, altrimenti le imprese continueranno a essere danneggiate.

   

SIAMO I PIU’ TARTASSATI D’EUROPA

 

 Siamo i piu’ tartassati d’Europa


Siamo tra i più tassati d’Europa. La conferma giunge da un’ analisi condotta dalla CGIA di Mestre che ha elaborato i dati presentati nei giorni scorsi dall’Eurostat . Ebbene, ad esclusione della Danimarca (47,4%), della Svezia (36,8%) e della Finlandia (30,5%) – che storicamente hanno sempre avuto una pressione tributaria  elevatissima, ma  con servizi pubblici e livelli di welfare non riscontrabili in quasi nessun altro Paese d’Europa  – l’Italia si colloca al quarto posto di questa speciale graduatoria con una percentuale del 30,2: ben 1,3 punti in più rispetto al 2011.


Niente a che vedere con la tassazione che “grava” sui nostri principali competitors europei. Se il Regno Unito registra una pressione tributaria (28,6%) di 1,6 punti inferiore alla nostra, in Francia il carico tributario (27,9%) è minore di 2,3 punti ed in Germania (23,6%) addirittura di 6,6 punti. Rispetto alla media dell’Unione europea (26,5%) , in Italia il peso delle tasse, delle imposte e dei tributi sul Pil è di 3,7 punti percentuali in più e addirittura superiore di 4,5 punti della media dei Paesi dell’area dell’Euro (25,7%) .


“Con un livello di tassazione del genere – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre   – dovremmo ricevere una quantità di servizi con livelli di qualità non riscontrabili altrove. Invece, tolta qualche punta di eccellenza che registriamo in tutti i settori, la giustizia civile funziona poco e male, il deficit delle nostre infrastrutture materiali ed immateriali è spaventoso, in molte regioni del Sud la sanità è al collasso, senza contare che la nostra Pubblica amministrazione presenta ancora livelli di inefficienza non giustificabili.”


Ma, secondo Bortolussi, c’è un’altra cosa da sottolineare:


“Se in Italia le tasse continuano ad aumentare e negli ultimi due anni il debito pubblico sul Pil è passato dal 120 a quasi il 130% e dall’inizio della crisi i disoccupati sono aumentati di circa un milione e mezzo, forse c’è qualcosa che non va. Dobbiamo assolutamente invertire la rotta, alleggerendo il carico fiscale su cittadini ed imprese, condizione necessaria per far crescere la domanda interna e, molto probabilmente, anche l’occupazione”.

   

ANDRIA - GIORNATA DI PROMOZIONE DELLA SALUTE

 

GIOVANNI GORGONI - DIRETTORE GENERALE ASL BT

 ANDRIA - GIORNATA DI PROMOZIONE DELLA SALUTE 

Sabato 4 maggio alle 17 nell'auditorium della parrocchia Addolorata delle Croci di Andria si terrà l'incontro "Città sana - Giornata di promozione della Salute": si parlerà di tumori infantili, saranno raccontate le esperienze di un gruppo di genitori di bambini affetti da leucemie, sarà proposta una analisi dei dati al momento disponibili e saranno posti interrogativi sulle indagini ambientali già fatte o ancora da svolgere.
L'incontro è stato organizzato dalla Asl Bt in collaborazione con il Comune di Andria.
 
All'incontro parteciperanno:
Giovanni Gorgoni - Direttore Generale Asl Bt
Nicola Giorgino- Sindaco di Andria
Nicola Santoro - Oncoematologia Pediatrica Policlinico di Bari
Vincenzo Coviello- Epidemiologia Asl Bt
Dino Leonetti- Medico di famiglia e oncologo
Maddalena Schirone- Arpa Puglia
Antonio Mastrodonato - Ing. esperto in indagini ambientali
Francesco Tarantini - Presidente Legambiente Puglia
 

   

SANITA': SSN SEMPRE PIU' ROSA, DONNA 64% DIPENDENTI

 

 Roma, 2 mag. (Adnkronos Salute) - Il Servizio sanitario nazionale si tinge sempre più di rosa. Su 646.236 dipendenti le donne ammontano a 412.125 pari al 64%. Una prevalenza determinata dai dati del settore infermieristico dove le donne raggiungono il 77%, mentre tra i medici restano in maggioranza gli uomini col 63% del totale. E' la fotografia scattata dal ministero della Salute nella monografia 'Personale delle Asl e degli Istituti di cura pubblici - Anno 2010', a cura della Direzione generale del sistema informativo e statistico sanitario, Ufficio di direzione statistica.

La pubblicazione presenta i dati al 2010 del personale dipendente delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere e delle Aziende ospedaliere integrate con l'Università.Secondo quanto illustrato nel documento, nel 2010 il personale si è mantenuto sostanzialmente stabile (+0,02%) rispetto al 2009. Le donne dipendenti sono 412.125, in aumento (+1,1%) rispetto al 2009, mentre cala il numero degli uomini, che nel 2010 si attesta a 234.111 (-1,8%). I medici e odontoiatri sono 107.448, di cui 39.660 donne (pari al 36,9%). Il numero delle donne medico ha registrato un aumento del 3,7% rispetto al 2009, mentre quello degli infermieri raggiunge le 263.803 unità, di cui 203.202 donne (pari al 77,0%).

Il numero delle infermiere aumenta lievemente rispetto al 2009: +0,3%Dal punto di vista della ripartizione geografica, se si considera il numero assoluto dei dipendenti del Ssn, nel 2010 sono le Marche a registrare il maggior aumento nella dotazione di personale (+3,5%), seguite dalla Puglia (+3,0%). La Sicilia è la Regione in cui si registra il maggior calo di dipendenti (-6,8%), seguita dalla Campania. Analizzando i dati prendendo in considerazione il numero dei dipendenti in relazione ai residenti emerge che fanalino di coda è il Lazio, con 8,1 unità di personale dipendente del Ssn per 1.000 residenti, mentre Bolzano ne registra più del doppio: 16,7 unità per 1.000 residenti.

   

SANITA': IN FRANCIA LA 'CARICA' DEI MEDICI RUMENI, 3000 IN ATTIVITA'

 

 Roma, 2 mag. (Adnkronos Salute) - In Francia i medici parlano sempre più rumeno. Sono molti, infatti, i camici bianchi del Paese dell'Est che scelgono di 'emigrare' Oltralpe per esercitare la loro professione. Un boom di immigrazione professionale esploso prepotentemente nel 2007, dopo l'adesione della Romania all'Unione europea: nel 2008 il 40% dei nuovi iscritti agli Ordini dei medici d'Oltralpe era rumeno. Un fenomeno che non accenna a diminuire, indica uno studio di Raymonde Sechet, docente di geografia all'università di Rennes e Despina Vasilscu, del Centro di ricerca in geografia applicata, dell'università di Suceava, Romania.

Sono 3.000 i professionisti in attività, il 68% nelle strutture pubbliche e il 32% nel privato. Con una particolare concentrazione nelle specializzazioni più 'difficili': anestesia e rianimazione, emergenza-urgenza, radiologia. Questi professionisti non hanno bisogno di ulteriori attestati di formazione per esercitare in Francia e questo favorisce la domanda, soprattutto nelle aree più sprovviste.

La ricerca non registra, però, alcun vantaggio da questa immigrazione in un campo particolarmente carente per la medicina francese, quello dei medici di famiglia delle aree rurali, cronicamente mancanti. Un problema per il quale gli ospedali e le comunità investono anche molto denaro pur di limitare i danni del cosiddetto 'deserto medico'. I medici rumeni, però, spiega lo studio, provengono quasi tutti da contesti urbani e, in Francia, l'ambiente ospedaliero con il lavoro in equipe favorisce meglio l'integrazione, quindi lo preferiscono.

Ad attrarre i medici rumeni soprattutto il miglioramento economico, visto che in patria gli stipendi hanno subito continue riduzioni e il potere d'acquisto è sempre più limitato. Ma per molti professionisti si tratta anche di una 'fuga' verso possibilità di esercitare al meglio la loro attività, abbandonando un sistema in difficoltà e vetusto che può investire molto poco in innovazione . "Per la Romania - concludono gli studiosi - l'esodo dei medici costituisce una perdita di un elemento vitale per lo sviluppo del Paese".

   

CON RIDUZIONE COSTO DENARO PIÙ LIQUIDITÀ PER FAMIGLIE ED IMPRESE PER 3,6 MILIARDI

 

GIUSEPPE BERTOLUSSI - SEGRETARIO CGIA DI MESTRE

 Con riduzione costo denaro più liquidità per famiglie ed imprese per 3,6 miliardi
 

“Finalmente un po’ di ossigeno per le famiglie e le imprese italiane. Con la decisione della BCE di ridurre il Tasso ufficiale di sconto di 0,25 punti, i risparmi complessivi ammonteranno a 3,63 miliardi di euro all’anno”.

Ad annunciarlo è il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi. L’Ufficio studi dell’Associazione, dopo aver esaminato la situazione debitoria delle famiglie e delle imprese italiane, ha quantificato i vantaggi economici derivanti dalla decisione presa dalla BCE: per le prime, la riduzione degli interessi comporterà un risparmio di 1,23 miliardi di euro all’anno; per le seconde, il vantaggio sarà di ben 2,39 miliardi euro.

 Come si è giunti a questi risultati? A fronte di un livello di indebitamento delle nostre imprese nei confronti del sistema bancario italiano pari a 958 miliardi di euro (ultimo dato disponibile al 28-02-2013), la riduzione del Tasso ufficiale di sconto (Tus) allo 0,5% darà luogo ad una contrazione degli interessi annui a carico del sistema imprenditoriale italiano stimata in 2,39 miliardi di euro. Per ciascuna impresa, sottolinea la CGIA, la decisione della BCE consentirà una riduzione della spesa media annua pari a 461 euro.

 Per le famiglie che hanno contratto un mutuo per l’acquisto di una abitazione o di un bene mobile (debito complessivo di 499,1 miliardi di euro), il risparmio indotto dalla riduzione dei tassi di interesse sarà pari a 1,24 miliardi di euro. Il beneficio medio annuo in capo a ciascuna famiglia italiana è stato stimato in 49 euro.

 “E’ bene precisare – conclude Giuseppe Bortolussi – che la riduzione del tasso di interesse stabilito dalla Banca centrale europea potrebbe non tramutarsi in una corrispondente contrazione del costo del denaro nel nostro Paese. Pertanto, i risparmi in capo alle famiglie alle aziende da noi calcolati potrebbero essere sovrastimati.”

 Se la riduzione del Tus dello 0,25% sarà recepita anche a livello bancario italiano, saranno gli imprenditori della Lombardia, del Trentino A.A. e dell’ Emilia Romagna a “godere” dei maggiori vantaggi . In Lombardia, a fronte di un indebitamento complessivo pari a 259,6 miliardi di euro, ciascuna impresa beneficerà di una diminuzione media del costo del denaro pari a 796 euro all’anno. Per le aziende del Trentino A.A. (debito complessivo pari a 28,4 mld di euro), i minori costi per impresa saranno di 702 euro; in Emilia Romagna (con una esposizione bancaria di 105,8 mld di €), il calo del costo del denaro consentirà di far risparmiare ad ogni singola impresa ben 630 euro all’anno.

 Per quanto concerne le famiglie, saranno quelle lombarde a ricevere i maggiori benefici: a fronte di un debito di 111,2 miliardi di euro, il risparmio medio annuo ammonterà a 64 euro. Seguono quelle del Lazio che, con una esposizione di 60,2 miliardi, avranno un risparmio medio annuo di 58 euro, mentre al terzo posto di questa particolare graduatoria si piazzano quelle del trentino A.A.: con un debito bancario che ammonta a 10,2 miliardi di euro, la riduzione media annua del costo del denaro farà risparmiare a ciascun nucleo famigliare residente in questa regione a statuto speciale ben 58 euro.

   

PAOLO FADDA E' IL NUOVO VICE-MINISTRO ALLA SANITA'

PAOLO FADDA - VICE-MINISTRO ALLA SANITA'   

 Paolo Fadda è il nuovo Vice-ministro alla sanità. Nato a Villa San Pietro, in provincia di Cagliari, il 26 giugno 1950. Diploma magistrale. Insegnante ed educatore professionale. Dipendente Inail. Sindacalista Cisl. Presidente USL 20 di Cagliari dal 1982 al 1985. Già dirigente nazionale della Dc, segretario regionale di Dl–La Margherita nel 2007. Nella Direzione Federale del Partito Democratico. Sindaco di Villa San Pietro dal 1975 al 1995, Assessore della Comunità Montana 23 di Capoterra dal 1976 al 1980, Consigliere regionale dal 1984 al 2006. Assessore regionale all’Igiene e Sanità e all’Assistenza Sociale dal 1995 al 1999. Dal 1999 al 2004 capogruppo Ppi e poi della Margherita. Vice-Presidente del Consiglio regionale dal 2004 al 2006. Segretario della Commissione attività produttive. Eletto nella Circoscrizione XXVI Sardegna.

   

L'INPS TAGLIA LE VISITE FISCALI D'UFFICIO

 

 Niente viste di controllo Inps d'ufficio per i lavoratori malati, almeno per il momento. Una decisione, scritta in una comunicazione interna dell'ente di previdenza, che sancisce la temporanea sospensione per le visite disposte d'iniziativa dell'istituto. Restano i controlli richiesti dalle aziende (a loro carico). La misura, legata alla necessità di risparmio, taglia la spesa per queste prestazioni che si attesta a circa 50 milioni l'anno.


Ma il provvedimento non piace ai medici fiscali aderenti alla Fimmg, convinti che, in realtà, non ci sarà nessuna reale economia. Anzi, si rischia un boom di assenteismo, con una spesa assai maggiore per le casse pubbliche. "Il costo per l'indennità di malattia per le casse pubbliche - spiega Alfredo Petrone, coordinatore nazionale del settore Fimmg Inps - è di due miliardi l'anno. E ogni aumento dell'assenteismo tra lo 0,1% e lo 0,2% costa 100 milioni di euro in più. Questi numeri spiegano il rischio. Si tenga conto, per esempio, che alcune categorie di lavoratori, come i braccianti agricoli, non hanno veri e propri datori di lavoro che possono disporre le visite. Questo significa rinunciare ai controlli. Inoltre, in un momento di crisi come questo, è particolarmente ingiusto far gravare solo sulle aziende il peso dei controlli".

   

Pagina 5 di 102

Seguici su Twitter


Leggi Vivilasanità

Eventi







 
 

Ultimi video

27.04.2013: TGNORBA24: Puglia debiti Asl, tempi lunghi per Decreto Governo

10.04.2013: TGNORBA: Sanità Puglia fornitori al collasso

31.03.2013: TGNORBA: La risposta all'Aforp dell'Assessore alla Sanità Elena Gentile

31.03.2013: TGNORBA: Nuovo appello dei fornitori ospedalieri al Presidente Vendola

29.01.2013: TGNORBA: Il TG Norba si è occupato delle problematiche  AFORP

09.11.2012: TGNORBA: Intervista al Presidente Marchitelli sulla impignorabilità dei crediti delle imprese

09.11.2012: TGNORBA: AFORP contro Governo Monti per certificazione del credito


30.09.2012: TGNORBA: Servizio sui ritardati pagamenti ai fornitori


01.08.2012: TGNORBA: Servizio sulle difficoltà degli imprenditori AFORP

08.06.2012: TGNORBA: Servizio sui debiti con i Fornitori Ospedalier, diffuso dal Tg Norba


14.05.2012: ANTENNA MATTINA: Intervista al Presidente Marchitelli condotta dal giornalista Gianvito Cafaro

06.05.2012: TGNORBA24: Costituzione del coordinamento donne AFORP

06.04.2012: BUONGIORNO TELEREGIONE: Intervista al Presidente Marchitelli

29.03.2012: TGNORBA: Centralizzazione acquisti in sanità

08.11.2011: TGNORBA: Statuto delle Imprese, dichiarazioni del Presidente Marchitelli

07.11.2011: TGNORBA: Sanità Puglia, accordi transattivi, intervista al Presidente Marchitelli

TELEBLU: i video del dibattito sulla sanità

Consulta tutti i video

Login Form