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BALDUZZI: "PIÙ APPROPRIATEZZA, PER EVITARE CHE CALI LA FIDUCIA NELLA QUALITÀ DEI SERVIZI SANITARI"

RENATO BALDUZZI - MINISTRO POLITICHE PER LA SALUTE  

 07 FEB - Pubblichiamo ampi stralci dell'editoriale del ministro della Salute Renato Balduzzi, appena pubblicato sull'ultimo numero della rivsta dell'Agenas, Monitor.
 
È fuori di ogni dubbio che il nostro dettato costituzionale attribuisca una centralità e una forza speciale al diritto alla salute, laddove, nell’articolo 32, viene espressamente riconosciuto come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, ed è opportuno sottolineare che si tratta dell’unico diritto che viene definito come tale in tutto il dettato costituzionale, a conferma del realismo, oltre che della saggezza, del nostro costituente, ben consapevole dell’importanza del bene salute nella vita personale e collettiva.

La legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, i decreti di riforma del 1992 e del 1993 e la riforma attuata con il d.lgs n. 229 del 1999 (da leggersi in controluce con il nuovo assetto costituzionale determinato dalla revisione costituzionale del 2001), rappresentano, visti nel loro complesso, un percorso articolato, ricco di modifiche e arricchimenti, volto a definire sempre meglio ciò che era stato sancito nel dettato costituzionale. 

Il nostro Servizio sanitario “garantisce la tutela del diritto alla salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana” e, senza dubbio, si può ravvisare proprio nel rispetto di questi principi la sua bontà di fondo.
Ma, nonostante queste ottime premesse, come tutte le macchine che marciano da tanto tempo a pieno regime, il sistema sanitario necessita di opportuni interventi di manutenzione.

 

"PRONTI 600 MILIONI, LE ASL NON PAGANO"

 

 A seguito del comunicato stampa elaborato dall'ufficio stampa AFORP, il NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA, molto diffuso nel Grande Salento, ha pubblicato in data odierna,   un articolo, a firma di Oronzo Martucci, sulle problematiche di recupero crediti delle piccole e medie imprese di Puglia:

Clicca qui per leggerlo

NUOVO QUOTIDIANO - Pronti 600 milioni le Asl non pagano - 06-02-2012.pdf

 

   

ILSOLE24ORE - SCONTARE I CREDITI VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

Il quotidiano economico-finanziario ILSOLE24ORE ha pubblicato, un articolo davvero interessante, che riguarda la possibilità per le piccole e medie imprese di scontare i crediti verso la Pubblica Amministrazione. 

Per leggere l'articolo

 

CLICCA QUI

ILSOLE24ORE - SCONTARE I CREDITI VERSO LA PA.pdf

 

 

 

 

 

   

BASTA RITARDI NEI PAGAMENTI

DARIO DI VICO - EDITORIALISTA DEL CORRIERE DELLA SERA  

  L'editorialista del Corriere della Sera Dario Di Vico ha pubblicato un interessante articolo sui ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione, nei confronti delle piccole e medie imprese che volentieri offriamo ai lettori qui di seguito.

 

UNA SOLUZIONE TRA STATO E BANCHE

Basta ritardi nei pagamenti


Come un treno in corsa il totale dei mancati pagamenti dalla pubblica amministrazione alle piccole e medie imprese avanza inesorabilmente. È stima corrente che si sia toccata la cifra di 70 miliardi di euro, ma alcune fonti sostengono che sia superiore. Fortunatamente però mentre il convoglio corre si stanno operando delle simulazioni per trovare il modo di fermarlo. L'Abi e le rappresentanze d'impresa (Confindustria, Rete Imprese Italia e Alleanza delle cooperative) stanno lavorando a una soluzione e c'è solo bisogno di accelerare il confronto con il governo, per poi decidere alla svelta.

Il contesto, va detto, è estremamente negativo perché i tempi medi di pagamento si allungano (il ritardo è calcolato in 150 giorni con punte di oltre un anno) mettendo a repentaglio la vita di molte aziende e invischiando lo Stato in un doppio e clamoroso conflitto di interesse. Come soggetto di politica economica avrebbe tutto l'interesse all'accelerazione dei pagamenti in funzione anticiclica, però come soggetto debitore ritarda la soluzione. In più non potendo i creditori staccare la spina e decidere di non lavorare con un cliente come lo Stato, quest'ultimo si giova di un palese abuso di posizione dominante. Continua ad alimentare il perverso meccanismo dei suoi debiti appaltando lavori che non paga!

Con una formula che può suonare ipocrita i crediti di cui parliamo sono catalogati come commerciali e non vanno ad aumentare quel «debito di Maastricht», da cui la Ue ci chiede di rientrare. Ma se si fosse percorsa una delle strade individuate, pagare le imprese creditrici con Bot e Btp, alla fine ci saremmo fatti del male. Come effetto immediato sarebbe peggiorato il rapporto deficit/Pil dal 120 almeno al 125%, con il rischio di sanzioni negative da parte dei mercati.
Il punto da cui partono Abi e imprese nelle loro simulazioni è la necessità di una certificazione: quei crediti vanno «timbrati», riconosciuti sul piano giuridico come certi ed esigibili. Una volta passato il Rubicone si tratta di scegliere la via migliore e l'ipotesi più semplice prevede che il credito battezzato «esigibile» possa essere scontato in banca per ottenere liquidità. Una seconda ipotesi postula che le imprese creditrici cedano alle banche i loro diritti che successivamente vengono cartolarizzati in titoli obbligazionari da collocare sul mercato dei capitali e da usare per ottenere anticipazioni dalla Bce. C'è infine una terza via che prevede l'intervento di un soggetto finanziario forte che assolva ad un ruolo di garanzia sia in caso di sconto in banca sia di cartolarizzazione. In Francia hanno fatto qualcosa di analogo creando un fondo di garanzia per interventi straordinari con la partecipazione della Caisse des Dépots e investitori istituzionali.

Per avere efficacia le soluzioni devono essere definite nell'arco di qualche settimana e non più, anche perché la successiva implementazione richiede comunque del tempo aggiuntivo difficile da calcolare. È chiaro, infine, che affrontare il tema dei pagamenti spinge in automatico il governo a rivedere il patto di stabilità interno che vincola i Comuni. In questa materia non c'è bisogno dell'Abi e delle imprese, il ministro Piero Giarda prima di tornare al governo aveva già messo nero su bianco delle idee interessanti.

twitter@dariodivico

 

   

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - AFORP ALLA REGIONE "PAGAMENTI LENTI"

 

 A seguito del comunicato stampa elaborato dall'ufficio stampa AFORP, la Gazzetta      del Mezzogiorno ha pubblicato in data 4 febbraio 2012, a pag 7, un articolo per l’AFORP che pubblichiamo qui di seguito:


 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO – AFORP ALLA REGIONE “PAGAMENTI LENTI”

 


CLICCA QUI

PER LEGGERE L'ARTICOLO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - AFORP ALLA REGIONE PAGAMENTI LENTI - 04-02-2012.jpg

   

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