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Ue: “Il pil dell’Italia sale al 3,8% nel 2022, ma solo dello 0,3% nel 2023”

Il Presidente incaricato Giorgia Meloni legge la lista dei Ministri, al termine del colloquio con il Presidente Sergio Mattarella (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
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Nell’Eurozona al 3,2% per poi scendere a 0,3% in 2023

 

La Commissione europea rivede al rialzo le attese sulla crescita del pil dell’Italia nel 2022: si attesta ora al 3,8%, rispetto al 2,9% delle stime diffuse a luglio. Viene tagliata invece la previsione sul 2023, con un Pil dell’Italia atteso in crescita dello 0,3%, rispetto allo 0,9% indicato in precedenza.

É quanto emerge dalle previsioni economiche di autunno. Per il 2024 l’attesa è che il pil italiano riprenda a salire per portarsi al +1,1%.

Il calo del deficit italiano dovrebbe interrompersi nel 2024.

 

L’attesa è che passi dal 5,1% del pil atteso nel 2022 al 3,6% del 2023, per risalire quindi al 4,2% nel 2024, anche per i maggiori costi per gli interessi sul debito. Il rapporto del debito sul Pil dovrebbe diminuire dal 150,3% del 2021 al 144,6% nel 2022 e segnare un successivo lieve calo anche nel 2024 al 142,6%.

Le stime sul 2022 e quelle per il 2023 risentono degli effetti sulla domanda globale della guerra in Ucraina e della maggior inflazione. L’attesa è che il pil nell’eurozona si attesti al +3,2% quest’anno (contro il +2,6% indicato a luglio), per rallentare al +0,3% nel 2023 (era +1,4% nelle stime precedenti). La previsione per il 2024 è ora di una crescita del pil nell’eurozona dell’1,5%. “La crisi energetica sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie e gravando sulla produzione”.

“In Italia, lo shock dei prezzi dell’energia e il peggioramento delle prospettive esterne si fanno sentire. – ha spiegato, nel dettaglio, il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni – Grazie alla solida crescita nei primi tre trimestri dell’anno, la crescita del Pil reale è prevista al 3,8% nel 2022. Nel 2023 è probabile che la spesa per consumi ristagni, mentre si prevede che gli elevati costi di input, l’inasprimento delle condizioni di finanziamento e il rallentamento della domanda smorzeranno gli investimenti. Di conseguenza, la crescita del Pil dovrebbe rallentare allo 0,3% nel 2023, prima di salire all’1,1% nel 2024”.

Lo scenario prospettato dalla Commissione arriva dopo le stime di Moody’s di giovedì. L’agenzia di rating ha previsto lo stop della crescita del pil nei Paesi del G20 all’1,3%, a fronte delle precedente previsione del 2,1%, e in frenata rispetto al +2,5% atteso quest’anno. Per l’Italia, al posto della crescita ‘zero, ha previsto una retrocessione del pil dell’1,4%. Contrazione attesa anche in Germania (-1,8%), Francia (-0,7%), Gran Bretagna (-0,5%) mentre gli Usa cresceranno di un modesto +0,4.

“Noi crediamo alle nostre previsioni macroeconomiche, abbiamo fatto una stima prudente, alcuni dicono di più, altri di meno, ma siamo assolutamente convinti che la Commissione condivida le nostre previsioni”, ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Le stime Ue, in linea con le previsioni tendenziali della Nadef (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza), non tengono in considerazione l’impatto della prossima manovra, che il Governo ha in via conservativa e prudente stimato comportare una maggiore crescita, allo 0,6%.

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