Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Tumori e malattie del sistema circolatorio: In Italia livelli di ospedalizzazione più bassi della media europea

Nel 2017 la spesa sanitaria pubblica corrente dell’Italia ammonta a circa 113 miliardi di euro. La mortalità per tumori, continua a decrescere a livello nazionale. Nel Centro-Nord è più alta la quota di consumatori di alcol, nel Mezzogiorno quella di persone obese. Online “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” dell’Istat.

L’Italia si posiziona al 23° posto nell’offerta di posti letto ospedalieri, confermandosi al di sotto della media Ue28 (3,2 rispetto a 5,1 posti letto ogni mille abitanti). Il nostro Paese, sebbene abbia una popolazione molto anziana rispetto a molti paesi della Ue, ha livelli di ospedalizzazione per tumori e per malattie del sistema circolatorio più bassi della media, collocandosi rispettivamente in decima e undicesima posizione nella graduatoria crescente dei ricoveri ordinari.

Sono alcune dei dati contenuti nell’edizione 2019 di “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” dell’Istat che ogni anno dal 2008 offre una selezione di oltre 100 indicatori statistici del nostro Paese, delle differenze regionali che lo caratterizzano e della sua collocazione nel contesto europeo. Nell’edizione 2019 sono presenti alcuni nuovi indicatori.

L’istat rileva come nel 2018 prosegua la diminuzione della popolazione residente. Oltre un terzo dei residenti è concentrato in sole tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania. Il Mezzogiorno si conferma l’area più popolata del Paese, ma è anche quella che va perdendo più residenti.

A livello europeo l’Italia, con quasi il 12% degli oltre 512 milioni di abitanti dell’Ue, è il quarto paese per importanza demografica dopo Germania, Francia e Regno Unito (dati 2017). Inoltre non si ferma la crescita degli indici di vecchiaia e di dipendenza che, al 1° gennaio 2018, raggiungono rispettivamente quota 168,9 (anziani ogni cento giovani) e 56,1 (persone in età non lavorativa ogni cento in età lavorativa). I valori più elevati dei due indici si registrano al Centro-nord. In ambito europeo, l’Italia si mantiene al primo posto nella graduatoria decrescente per l’indice di vecchiaia e tra i primi sei Paesi per l’indice di dipendenza.

Per quanto riguarda la a speranza di vita alla nascita, in base alle stime 2018, questa è sostanzialmente stabile per entrambi i generi: 80,8 anni per gli uomini e 85,2 per le donne. Si vive più a lungo al Nord. In ambito Ue l’Italia è al primo posto insieme a Svezia e Malta per i maschi e al quarto posto per le femmine dopo Spagna, Francia e Lussemburgo (dati 2016).

In Italia, il numero medio di figli per donna è pari a 1,32, valore sensibilmente inferiore alla soglia che garantirebbe il ricambio generazionale (circa 2,1 figli). L’età media della madre è di 31,9 anni, le più giovani risiedono nelle regioni del Mezzogiorno. Nella graduatoria europea, il nostro Paese si colloca all’ultimo posto per fecondità, insieme alla Spagna. Di seguito i principali dati Istat relativi alla salute e al Welfare:

Sanità e salute
In Italia nel 2016 la spesa sanitaria pubblica supera di poco i 2.500 dollari pro capite (in PPA) a fronte degli oltre 3.000 spesi in Francia e Regno Unito e dei 4.000 in Germania. Nel 2017 le famiglie italiane hanno contribuito alla spesa sanitaria complessiva per il 26,0%, in una posizione intermedia rispetto ai 21 Paesi europei considerati.

I tumori e le malattie del sistema circolatorio sono le patologie per cui è più frequente il ricovero ospedaliero, che tuttavia si riduce nel tempo per la cura in contesti assistenziali diversi dagli ospedali (day hospital o ambulatori). Anche se con una popolazione più anziana rispetto a molti Paesi della Ue, l’Italia ha livelli di ospedalizzazione più bassi della media europea per tumori e malattie del sistema circolatorio.

Nel 2016 in Italia i decessi per tumori e malattie del sistema circolatorio sono rispettivamente 25,3 e 29,6 ogni diecimila abitanti. Nel Mezzogiorno la mortalità per tumori si conferma inferiore alla media nazionale (anche se la Campania presenta i tassi di mortalità più elevati tra quelli regionali) mentre è più elevata quella per malattie del sistema circolatorio.

Nel nostro Paese la mortalità per queste cause è inferiore alla media europea. In Italia il tasso di mortalità infantile, importante indicatore del livello di sviluppo e benessere di un paese, torna a ridursi nel 2016 dopo la battuta d’arresto dell’anno precedente attestandosi tra gli otto valori più bassi in Europa. Nel 2017 la percentuale di consumatori di alcol a rischio resta invariata rispetto all’anno precedente (16,3%). Diminuisce in misura lieve la quota dei fumatori (19,7%) mentre cresce di poco l’incidenza di persone obese (10,5%). Nel Centro-nord è più alta la quota di consumatori di alcol, nel Mezzogiorno quella di persone obese, nel Nord-ovest la percentuale di fumatori. Fumo, alcol e obesità riguardano più gli uomini che le donne.

Protezione sociale
In Italia la spesa per la protezione sociale nel 2017 è il 29,3% del Pil, incidenza superiore a quella media dell’Ue. I valori pro capite sono invece sostanzialmente allineati, poco sopra gli 8 mila euro. Nel 2016 la spesa dei comuni per i servizi sociali si attesta allo 0,42% del Pil e aumenta leggermente in termini pro capite (circa 116 euro annui).

Nel Mezzogiorno (a eccezione della Sardegna che ha una spesa di 235 euro) i livelli pro capite sono decisamente inferiori a quelli del Centro-nord (74 euro circa a fronte di quasi 139), con un livello minimo in Calabria (circa 22 euro).

La spesa per prestazioni sociali – pari al 18,8% del Pil, quasi 5.251 euro pro capite – è solo in parte coperta dai contributi sociali (14,2% del Pil): l’indice di copertura previdenziale risulta, infatti, del 75,1%. Si riduce la spesa per le pensioni in rapporto al Pil (16,6%), con il Mezzogiorno unica delle quattro ripartizioni a registrare un’incidenza più elevata della media nazionale.

Nell’anno educativo 2016/2017, il 56,7% dei comuni italiani ha offerto almeno un servizio tra asili nido, micronidi e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia ma solo il 13% dei bambini è accolto nelle strutture pubbliche o finanziate dal settore pubblico. Forti le disparità territoriali nella diffusione di servizi per l’infanzia, con il Centro-nord in posizione più favorevole rispetto al Mezzogiorno.

L’Italia nel contesto europeo

Nell’area europea, nonostante le riforme finalizzate alla razionalizzazione delle risorse e al contenimento della spesa, il finanziamento pubblico dei servizi sanitari rappresenta la scelta prevalente.

Nel 2017 la spesa sanitaria privata in Italia è il 26,0% del totale e non si discosta troppo da quella osservata in Finlandia e Austria. I contributi delle famiglie sono maggiori in Grecia (38,8%), minori in Germania, Danimarca e Svezia. La spesa sanitaria pubblica italiana è inferiore a quella di altri importanti paesi europei: a fronte dei 2.554 dollari per abitante (in PPA), spesi in Italia nel 2016, Regno Unito e Francia superano i 3 mila e la Germania i 4 mila dollari per abitante.

L’Italia si posiziona al 23° posto nell’offerta di posti letto ospedalieri, confermandosi al di sotto della media Ue28 (3,2 rispetto a 5,1 posti letto ogni mille abitanti). Il nostro Paese, sebbene abbia una popolazione molto anziana rispetto a molti paesi della Ue, ha livelli di ospedalizzazione per tumori e per malattie del sistema circolatorio più bassi della media, collocandosi rispettivamente in decima e undicesima posizione nella graduatoria crescente dei ricoveri ordinari.

Il tasso di mortalità per tumori e per malattie del sistema circolatorio nel nostro Paese è inferiore alla media europea. L’Italia è anche tra gli otto paesi con un valore del tasso di mortalità infantile inferiore al 3 per mille nati vivi.

Nel 2017 l’abitudine al fumo è meno diffusa in Svezia (10,9%), seguono Finlandia, Lussemburgo e Regno Unito; l’Italia è in posizione centrale nella classifica decrescente dei 21 paesi Oecd che vede Grecia, Ungheria ed Austria ai primi posti. Rispetto all’obesità, l’Italia è il paese con il valore più basso(10,5%).