Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Sanità, Cnel: Disparità nell’offerta di servizi, nei tempi di attesa e nelle differenze territoriali

Nella Relazione 2019 al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Pubbliche amministrazioni il Cnel individua alcune criticità vecchie e nuove in Sanità.

 

Sul fronte sanitario l’Italia si colloca tra i Paesi più virtuosi anche se i risultati ottenuti in termini di salute e di efficienza sanitaria sono inficiati nel loro valore dal peso delle disparità che si registrano nell’offerta di servizi, nei tempi di attesa e nelle differenze territoriali.

 

È quanto rileva il Cnel  nella Relazione 2019 al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Pubbliche amministrazioni centrali e locali a imprese e cittadini, che verrà presentata mercoledì 15 gennaio a Roma, alla presenza di Tiziano Treu, presidente Cnel e Fabiana Dadone, ministra per la Pubblica Amministrazione.

“Secondo i dati delle principali agenzie internazionali, la sanità pubblica italiana – si legge nel documento – continua a registrare livelli di performance molto lusinghieri, in particolare per quanto riguarda le dimensioni contenute della spesa sia in valore assoluto che in percentuale del PIL, che per il valore elevato della durata della vita e della speranza di vita alla nascita.

 

Anche la mortalità evitabile tramite prevenzione ed appropriatezza delle cure mostra in Italia livelli migliori di molti altri paesi europei.

 

Lo stesso indice di adeguamento agli standard contenuti nella Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile per quanto riguarda benessere e salute, calcolato da ASviS annualmente, mostra un andamento positivo”.

 

A fronte di ciò la Relazione però individua e segnala alcune criticità vecchie e nuove.

 

“Tra quelle di più antica data – evidenzia il Cnel – si segnala in primo luogo la debolezza delle cure territoriali per disabili e non autosufficienti e l’insufficiente offerta di strutture per la lungodegenza.

 

In secondo luogo, permangono differenze sostanziose in termini di spesa sanitaria pro-capite, offerta di servizi sul territorio, qualità degli stessi e possibilità di accesso appropriato e tempestivo alle prestazioni, sia tra regioni ed aree geografiche, che tra gruppi sociali.

 

Tra le criticità di più recente evidenza, vanno rimarcate quelle relative alla sostenibilità del sistema dal punto di vista delle risorse e rispetto alla prevenzione intesa in senso olistico”.

 

Inoltre “per quanto riguarda le risorse, risulta crescente il divario tra la domanda ed i costi di produzione, in costante aumento, da una parte, e la ristrettezza del finanziamento pubblico, in calo rispetto al PIL negli ultimi anni, dall’altra.

 

In questo ambito una criticità crescente si rileva rispetto agli organici ed alle carenze del personale.

 

Per ciò che attiene alla prevenzione di tipo olistico, ancora troppo debole risulta lo sforzo profuso nell’obiettivo di fare degli obiettivi di benessere e salute, nella loro ampia articolazione, elementi da inserire tra le priorità in termini di adeguamento e riforma nel mondo del lavoro e della produzione, nella scuola e negli altri canali formativi, nella organizzazione delle città e dei trasporti e negli interventi per l’ambiente ed il clima”.