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Regionali Puglia, doppia preferenza ok da Senato con 149 sì: è legge

Via libera definitivo al decreto legge sulla doppia preferenza per garantire la parità di genere nelle consultazioni elettorali regionali

 

Via libera definitivo del Senato al decreto legge sulla doppia preferenza in Puglia per garantire la parità di genere nelle consultazioni elettorali regionali. Il testo con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventerà
legge. I sì sono stati 149, gli astenuti 98, nessun contrario.

LA DISCUSSIONE – Ha avito inizio questa mattina nell’Aula del Senato la discussione generale sul decreto legge sulla doppia preferenza in Puglia per la parità di genere. Bocciata la questione pregiudiziale presentata dalla Lega: i no sono stati 125, i voti favorevoli 51 e 45 gli astenuti. Il testo dovrebbe essere approvato in via definitiva oggi da Palazzo Madama.

DAMIANI (FI): «NON ADEGUAMENTO, COLPA EMILIANO» – «Il mancato adeguamento della legge regionale della Regione Puglia alla doppia preferenza e alla parità di genere è dovuto a una precisa e grave responsabilità politica del presidente uscente della Puglia, Michele Emiliano. E’ una sua mancata promessa che suona come tradimento in particolare per le donne. Ma tale situazione ha radici antiche perché già dal 2005 altre giunte di centrosinistra in Puglia predicavano bene ma razzolavano male non approvando il provvedimento sulla parità di genere. Purtroppo, si è dovuto giungere a questo adeguamento attraverso una forzatura, con l’utilizzo dell’art. 120 della Costituzione per il mancato rispetto della tutela dell’unità giuridica della Nazione, che apre una sorta di vulnus nei rapporti tra Stato e Regione».
Lo ha detto il senatore di Forza Italia, Dario Damiani, intervenendo al Senato nella discussione sul decreto legge sulla doppia preferenza nelle elezioni regionali in Puglia.

BONETTI: «VOTO È PASSO AVANTI» – «È un passo in avanti perché è un passo irreversibile, per tutelare non solo il diritto delle cittadine pugliesi, che in quanto cittadine italiane devono poter accedere con pari opportunità al percorso elettorale delle prossime Regionali. È un’affermazione importante dell’impegno che questo Governo e questo Parlamento mettono in campo per il Paese, per incarnare quei principi di pari opportunità, che sono sanciti nella nostra Costituzione, nel vissuto concreto delle donne e degli uomini del nostro Paese». Lo ha detto il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti parlando del dl per la doppia preferenza alle Elezioni Regionali.
«Abbiamo proposto questo provvedimento – ha aggiunto – a seguito di un percorso di interlocuzione lungo con la Regione Puglia, avremmo auspicato che in quella sede, che era la sede competente, si potesse risolvere il problema. Questo non è accaduto e il Governo si è assunto la responsabilità di affermare che il principio delle pari opportunità è a tutela dell’unità giuridica nazionale».

ASSUNTELA MESSINA (PD): «C’È ANCORA TANTO DA LOTTARE» – «Questo provvedimento si carica del significato profondo con cui i Costituenti hanno inteso dettare la legge fondamentale dello Stato: la volontà di non fermarsi all’enunciazione dei diritti e dei principi su cui poggia la nostra democrazia, ma di andare oltre, per ribadire l’importanza capitale della loro difesa e realizzazione, mettendo nuovamente in piedi e rinsaldando la logica della responsabilità. Per riaffermare così la qualità della nostra democrazia, l’immagine e la credibilità del nostro Paese. La parità di genere, il tema della rappresentanza delle donne nelle assemblee e nei ruoli di guida, è una questione viva, pulsante e su cui c’è ancora tanto da lottare». Così la senatrice del Pd Assuntela Messina intervenendo in Aula a Palazzo Madama dove è in corso la discussione sul decreto legge sulla parità di genere nelle liste per le elezioni regionali.

«Su questa battaglia di civiltà – continua la parlamentare democratica – è imprescindibile una convergenza che vada oltre l’appartenenza partitica e metta in campo una dose di vera responsabilità e riconoscibilità di valori e di scelte nette e, dunque, identificabili. Riconoscendo il valore del confronto con le competenze, con le sensibilità diverse e con linguaggi nuovi che l’universo femminile quotidianamente mette in campo. Fondamentale è un’azione culturale e necessariamente politica complessiva . Sono, questi, indispensabili salti di civiltà, necessari a non farci piombare nella notte della Politica, nella notte della Repubblica».