Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Raccolta sangue, tornano a cresce i donatori ma l’età media è troppo avanzata

 

 

(IlSole24Ore Sanità) – La raccolta di sangue in Italia è sufficiente a coprire il fabbisogno (si ferma, tuttavia, al 70% per il plasma) e nel 2018 è tornata a contare 1,68 milioni di donatori, in crescita dello 0,2%. Si tratta di una piccola percentuale, ma comunque di una buona notizia, perché si interrompono anni di discesa legati per lo più all’avanzata età dei donatori stessi, “cuore” di un sistema efficiente e di altissima eticità basato su volontariato e raccolta gratuita.

I dati sono stati presentati questa mattina al ministero della Salute in vista della Giornata
mondiale del donatore di sangue che l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) celebra il 14 giugno. Nell’occasione è stato presentato anche il nuovo portale dedicato alle donazioni sul sito del ministero della Salute (www.donailsangue.sanita.gov.it).

“Dobbiamo lavorare tutti insieme – ha detto il ministro Giulia Grillo – per sostenere e sviluppare il sistema sangue italiano riconosciuto come un modello da seguire anche dall’Oms, che ci ha affidato l’organizzazione dell’evento globale della Giornata mondiale dei donatori del 2020”.

I donatori invecchiano
Tuttavia, i donatori nella fascia di età tra 18 e 25 anni sono in calo costante dal 2013, e nel 2018 sono risultati poco più di 210mila, il 12% del totale. Stesso trend per quelli tra 26 e 35 anni, che erano lo scorso anno 290mila, circa il 17%. Specularmente, per effetto dell’invecchiamento della popolazione, crescono invece i donatori nelle fasce più “anziane”: nelle fasce 36-45 e 46-55 sono rispettivamente il 25% e il 29%.

In Friuli Venezia Giulia il rapporto più alto tra donatori e abitanti
Tra le regioni che hanno registrato un incremento maggiore la provincia autonoma di Bolzano (+8,7%), la Lombardia (+7,1%) e il Lazio (+1,9%). Ma è il Friuli Venezia-Giulia ad avere il rapporto tra donatori e abitanti più alto: 39,5 ogni mille. La carenza di nuovi donatori si è registrata principalmente in Campania (-6,7%), Abruzzo (-4,7%), Calabria (-4,6%) e Sardegna (-4%). Del sangue donato hanno beneficiato 630mila trasfusi per un totale di quasi tre milioni di trasfusioni.

“Le trasfusioni e le terapie salvavita con i farmaci derivati del plasma sono inseriti nei Livelli essenziali di assistenza – ha ricordato ancora Grillo – ma solo grazie allo sforzo dei donatori e delle loro associazioni è possibile garantirle quotidianamente ai pazienti”.

In calo la raccolta per aferesi
L’inversione di tendenza non ha riguardato i donatori in aferesi, la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero come il plasma e le piastrine, che sono stati 202mila, con un calo dell’1,6%. Nel 2018 sono stati comunque raccolti 840mila chilogrammi di plasma, 4mila in più rispetto all’anno precedente, pienamente in linea con gli obiettivi del Programma nazionale plasma.

Liumbruno (Centro nazionale sangue): mancano i medici
Il sistema trasfusionale in Italia conta su oltre 270 Servizi Trasfusionali ospedalieri. Dal 2017 al 2018 il numero totale di professionisti si è ridotto in 10 Regioni di 64 unità. Nei prossimi dieci anni si stima un fabbisogno di circa 500 unità di medici specialisti a causa del turnover.

“Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione – commenta il direttore generale del Centro nazionale sangue, Giancarlo Liumbruno –. E’ importante che tutte le Regioni garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue, ad esempio diversificando gli orari di apertura dei centri di raccolta per venire incontro alle esigenze dei donatori. Per quanto riguarda la carenza di medici, che sconta anche l’assenza di una specializzazione in Medicina trasfusionale, abbiamo chiesto agli assessorati alla Salute delle Regioni, insieme ai presidenti dei collegi dei professori di Ematologia e Patologia clinica di aumentare la disponibilità di borse di studio per queste specialità per coprire gli organici anche nei Servizi trasfusionali”.