Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Le buone pratiche nelle cure oncologiche, le audizioni in III Commissione

 

Promuovere la rete oncologica pugliese, ottimizzando le risorse e valorizzando le eccellenze del territorio. Con questo obiettivo la III commissione consiliare presieduta da Pino Romano ha ospitato, nella seduta odierna, i “protagonisti” di una best practice nell’ambito della cura dei pazienti oncologici messa in atto dall’IRCSS Giovanni Paolo II di Bari. Una storia a lieto fine, come l’ha definita lo stesso dott. Domenico Galetta, responsabile dell’unità di Oncologia medica per la patologia toracica del polo barese, che ha raccontato l’esperienza emblematica di Dabo, un giovane immigrato della Guinea colpito da un tumore polmonare.

Un’avventura cominciata con una porta che si apre e con un ragazzo di colore che entra nell’ambulatorio di Oncologia: l’iniziale difficoltà di comunicazione, gravata dalla paura di dover affrontare un viaggio, quello della malattia, non meno insidioso di quello affrontato per attraversare il mare e a cui è sopravvissuto senza neanche saper nuotare. Solo che stavolta, nella lotta per la vita, è stato aiutato da un medico e dalla sua équipe che lo hanno assistito nel lungo percorso fino alla guarigione.

Una testimonianza di amicizia e cura che è diventata soggetto del cortometraggio “Apolide” realizzato da Alessandro Zizzo, proiettato in apertura del lavori della Commissione.

Al termine della proiezione, il presidente Romano ha ribadito l’importanza della rete oncologica pugliese la cui chiave di volta organizzativa è rappresentata dai Centri di Orientamento Oncologico (i COrO) sulla cui attivazione la Commissione ha svolto approfondimenti. “Non tutti i COrO sono attivi – ha sottolineato – ma hanno l’importante compito di orientare e supportare il paziente oncologico o sospetto oncologico e assicurarne l’avvio della presa in carico.

La Puglia soffre di una migrazione sanitaria per le cure chemioterapiche che al momento si è notevolmente ridotta e questo può accadere soprattutto se si pubblicizzano le nostre eccellenze, che esistono e non vanno mortificate”.

“Quella che abbiamo raccontato oggi – ha spiegato il dott. Galetta nel suo intervento – non deve essere una favola, ma una storia di buona sanità per tutti coloro che si trovano ad affrontare il dramma della malattia. In Puglia siamo riusciti ad approdare ad una diagnostica precisa e a terapie mirate, grazie anche alle cure sperimentali.

Per questo è importante continuare a investire sulla rete genetica e sulla biologia molecolare, elementi fondamentali per una buona oncologia”.
Soddisfazione per l’attenzione al tema è stata espressa anche dal direttore generale dell’IRCCS di Bari, Vito Antonio Delvino. “La rete oncologica pugliese è ormai una realtà che garantisce omogeneamente l’offerta sanitaria oncologica, con tre centri di biologia molecolare e 90 protocolli di ricerca attivi. Inoltre, grazie alla strutturazione dei COrO si può contare su una presa in carico del paziente oncologico e sul mantenimento di tale presa in carico, per tutto l’iter di cura, nonché su un approccio multidisciplinare della patologia. L’obiettivo adesso è di migliorare la qualità dell’assistenza in tutta la regione mediante la condivisione dei PDTA e la libera circolazione delle competenze e delle informazioni”.