Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

La nostra salute venduta sul web

 

 

Un recente studio di Privacy International, organizzazione internazionale a difesa della privacy, ha preso in esame i siti sulla depressione più popolari in Francia, Gran Bretagna e Germania. Dal monitoraggio emerge che il 76% di essi contiene elementi di compagnie terze che collezionano i dati dei visitatori.

“Le informazioni raccolte – spiega Eliot Bendinelli, uno degli autori della ricerca – sono molte. Quella basica è la Url visitata, a cui si può affiancare l’intera cronologia di navigazione”. I dati sulla navigazione on line interessano soprattutto colossi hi-tech come Google, Facebook e Amazon, che ci “seguono” su Internet per tracciare il nostro profilo e proporci il banner pubblicitario giusto nel posto giusto.