Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Istat: l’aumento Iva taglierebbe i consumi soltanto dello 0,2%

 

L’ipotesi di introdurre le clausole di salvaguardia Iva a partire da gennaio 2020 non determinerebbe un trasferimento pieno sui prezzi al consumo e avrebbe un effetto depressivo sui consumi solo dello 0,2%. E’ quanto ha stimato ieri l’Istat proponendo un esercizio basato su oltre 400 indici di aggregato di prodotto che concorrono mensilmente al calcolo dell’inflazione. Più in particolare, seguendo l’ipotesi Def di un aumento del deflatore dei consumi privati dell’1,3% tra il 2019 e il 2020 completamente dovuto all’introduzione di nuove aliquote, la percentuale di traslazione ai prezzi sarebbe compresa tra il 60 e il 70%. L’incremento è quello previsto di 3,2 punti percentuali per l’aliquota ordinaria (dal 22 al 25,2%) e 3 punti per quella ridotta (dal 10 al 13%). Mentre sull’ulteriore aumento dell’aliquota ordinaria (che salirebbe al 26,5%) annunciato per l’inizio del 2021 non è stata fatta alcuna valutazione. Per Bankitalia l’impatto dell’eventuale aumento dell’Iva sui prezzi e sul deflatore del Pil, in termini di trasmissione, dipende molto dalla base ciclica.