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Influenza. Nonostante le previsioni anche quest’anno ce n’è poca: incidenza ferma a 3,16 casi per mille assistiti. Nel pre Covid era 12,6

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Nell’ultimo report dell’Iss, con i dati riferiti alla settimana 31 gennaio-6 febbraio, l’incidenza si ferma infatti a poco più di 3 casi su mille assistiti. Un dato sì più alto di quello dello stesso periodo del 2021 ma comunque molto inferiore ai 12,62 casi per mille registrati nello stesso arco di tempo del 2020 quando il Covid ancora doveva esplodere. E tra i campioni virologici esaminati dalla rete Influnet sono sempre di più i casi Covid che quelli di influenza. IL BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO E QUELLO VIROLOGICO.

14 FEB – (Quotidiano Sanità) – Anche quest’anno l’influenza e le cosiddette sindromi simil influenzali rilevate ogni settimana dal bollettino dell’Iss presentano indici di diffusione molto bassi rispetto ai periodi pre Covid.

Questo nonostante alcune previsioni, fatte alla vigilia dell’odierna stagione influenzale invernale, indicassero una quasi certa esplosione di casi.

Nell’ultimo report settimanale diffuso l’11 febbraio scorso con i dati riferiti alla settimana 31 gennaio-6 febbraio, l’incidenza si assesta infatti su 3,16 casi stimati per mille assisiti.

Un dato sì più alto di quello dello stesso periodo del 2021, quando l’incidenza si era fermata a 1,7 casi per mille assistiti ma comunque molto inferiore ai 12,62 casi per mille registrati nello stesso periodo del 2020 quando il Covid ancora doveva esplodere. Rispetto alla stagione pre Covid l’incidenza è infatti 4 volte inferiore.

Tant’è che lo stesso bollettino dell’Iss oggi parla di curva in calo e comunque con valori assestati sul livello “basale” (pari proprio a quel 3,16 casi per mille registrato questa settimana) molto distante da livelli di diffusione medi o alti.

 

In termini assoluti i casi stimati di sindrome similinfluenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono stati questa settimana circa 187.000, per un totale di circa 3.961.000 casi stimati a partire dall’inizio della sorveglianza, circa due volte e mezza volte in più dell’anno scorso (1.589.000 casi totali stimati nello stesso periodo) ma meno degli oltre 5 milioni di casi stimati a febbraio 2020 e, a livello settimanale, molto meno dei 795mila casi registrati nella stessa settimana di due anni fa.

Tornando ai dati di questa settimana l’incidenza maggiore si rileva nella fascia di età 0-4 anni nella quale è pari a 7,60 casi per mille assistiti. Poi nella fascia di età 5-14 anni con 3,90 casi per mille; nella fascia 15-64 anni con 3,19 casi e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni con 1,43 casi per mille assistiti.

L’analisi regionale mostra che nella PA di Bolzano, PA di Trento, in Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali è addirittura sotto la soglia basale di 3,16 casi.

L’analisi virologica
Durante la settimana in esame (31 gennaio-6 febbraio) sono stati segnalati, attraverso il portale InfluNet, 265 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete InfluNet e, tra i 255 analizzati, 7 (2,7%) sono risultati positivi per influenza, tutti di tipo A (3 di sottotipo H3N2 e 4 non ancora sottotipizzati).
Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 72 sono invece risultati positivi al SARS-CoV-2.

Nel complesso, dall’inizio della stagione ad oggi, su un totale di 5.436 campioni clinici raccolti dai diversi laboratori, 70 (1,3%) sono risultati positivi al virus influenzale, di cui 65 di tipo A (92,8%) e 5 di tipo B (7,2%).
Nell’ambito dei virus A, 44 sono risultati H3N2 (68%) e 6 H1N1pdm09 (9%), mentre 15 non sono stati ancora sottotipizzati (23%).

Tra tutti i campioni finora analizzati, sono 1.549 (28%) quelli risultati positivi al SARS-CoV-2 mentre tutti gli altri restanti (3.887) si possono riferire ad altri virus respiratori diversi sia dall’influenza che dal Covid./

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