Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

In Emilia-Romagna 468 contratti in più per i medici specializzandi

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La Regione ne finanzia 72, aggiuntivi rispetto a quelli dello Stato. Investimento da 1,7 milioni di euro.

La Regione Emilia Romagna ha finanziato con 1 milione 725 mila euro di risorse proprie la prima annualità di 72 contratti di formazione specialistica, che si vanno ad aggiungere a quelli garantiti dallo Stato. Con questo stanziamento, dunque, la Regione consentirà l’attivazione dello stesso numero di contratti aggiuntivi della passata annualità.

“L’incremento dei contratti di formazione specialistica finanziati complessivamente dallo Stato  – precisa la Regione – è frutto dell’anticipazione di risorse assicurate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr: una risposta al fabbisogno di medici da formare fortemente espresso in sede di Conferenza Stato-Regioni.

 

Il quadro è dunque molto ampio: in Emilia-Romagna i 72 contratti finanziati con fondi regionali si vanno ad aggiungere ai 1.876 garantiti dallo Stato per le Scuole di specialità attivate nelle Università; ce ne sono poi 31 finanziati da altri enti e 28 riservati a medici dipendenti dal Servizio sanitario nazionale.

Nel complesso, si arriva a 2.007 contratti di formazione specialistica sul territorio, a fronte dei 1.539 dello scorso anno: 468 in più.
Un incremento di oltre il 30%, che permette di raggiungere – prosegue la Regione – la massima capacità formativa delle Scuole di specializzazione di area sanitaria dei quattro Atenei dell’Emilia-Romagna. Per quanto riguarda gli ambiti di specializzazione, gli incrementi più significativi sono stati ad Anestesia (dai 156 contratti dell’anno accademico passato ai 218 di questo), Chirurgia generale (da 69 a 79), Geriatria (da 47 a 50), Igiene e Medicina preventiva (da 53 a 76), Medicina d’emergenza – urgenza (da 117 a 140), Pediatria (da 79 a 100). Sulla suddivisione per Atenei, 785 contratti sono in capo all’Università degli Studi di Bologna, 527 a Università di Modena-Reggio Emilia, 352 all’Università di Ferrara e 343 a quella di Parma”.

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