Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Il medico è responsabile del danno se l’azione corretta l’avrebbe evitato

A due anni dal debutto della legge Gelli-Bianchi che ha riformato la responsabilità medica e ha introdotto nel Codice penale l’art. 590-sexies come causa di non punibilità specifica per i danni dovuti a imperizia, la giurisprudenza ha delineato i casi e i motivi che fanno scattare la condanna di medici e operatori sanitari.

 

I nodi più discussi sono l’analisi del rapporto di causa-effetto e l’applicazione della nuova esimente. Accertare l’esistenza di un legame tra l’atto medico e il danno procurato al paziente non è facile.

 

Per la Cassazione serve un esame controfattuale fondato su due binari: un ragionamento deduttivo basato sulle generalizzazioni scientifiche e uno induttivo che appuri se, nella vicenda, la condotta corretta avrebbe evitato la lesione.