Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Giulia Grillo su Campania: «Lea insufficienti, commissariamento resta

 

Da Garavaglia intervento a gamba tesa». Poi: «Governo valorizzi Ssn».

(IlSole24Ore di Barbara Gobbi) – «Non è una mia opinione che la sanità campana ha dei problemi, ma è quanto emerge dai dati tecnici che ieri sono stati rilevati dal tavolo di monitoraggio congiunto tra Mef e Salute.

Mi ha dato fastidio che il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia si sia basato solo sulla valutazione economica – secondo cui per altro da quattro anni la Campania ha i conti in ordine – quando invece sa benissimo che c’è un altro elemento da considerare per l’uscita dal commissariamento, ancora più importante perché attiene alle cure erogate ai cittadini, che sono i Livelli essenziali di assistenza e che in Campania sono tali da far sì che per l’uscita dal commissariamento si debba aspettare.

Quella del viceministro Garavaglia è stata un’uscita a gamba tesa, perché stava al tavolo di monitoraggio, che si è tenuto l’11 aprile, a dover decidere l’uscita dal commissariamento. Non è la prima volta che si tenta di scalzarmi dal mio ruolo, ma anche in questo caso senza successo».

Così la ministra della Salute Giulia Grillo, intervenuta alla trasmissione Omnibus su La7, a commento della presa di posizione del viceministro all’Economia Massimo Garavaglia, che nei giorni scorsi aveva frenato sulla richiesta pentastellata della nomina in Campania di un nuovo commissario alla Sanità, al posto del governatore Vincenzo De Luca.

«Continuerò ad assicurare una sanità efficiente – ha proseguito Grillo – soprattutto nelle Regioni in Piano di rientro. Non a caso ho concordato con le Regioni un emendamento che sblocca le assunzioni e non solo nelle realtà più virtuose». Emendamento che troverà spazio nel decreto Crescita, e che il governo sta ancora mettendo a punto.

Rispetto alle voci che puntualmente circolano, su un eventuale cambio al vertice al ministero della Salute, Grillo ha affermato: «Sono convintissima di stare facendo un grosso lavoro, a cominciare dall’impegno nei primi mesi a tappare i buchi del precedente Governo e del Partito democratico, primo dei quali il mancato pagamento del payback da parte delle case farmaceutiche, con cui ho fatto sei mesi di trattative per portare 2,5 miliardi di euro nelle casse delle Regioni i cui bilanci rischiavano di saltare.

Il Pd – ha attaccato la ministra della Salute – ha convissuto 5 anni con questo problema e non lo ha mai risolto. Idem per le liste d’attesa, su cui sto lavorando». E sui vaccini? L'”obbligo flessibile” – ha spiegato ancora la titolare della Salute – non sarebbe un «ossimoro legislativo» come lo ha definito la senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo, ma un ossimoro solo terminologico: «Non è l’obbligo a essere flessibile – ha affermato Grillo – mentre lo è lo strumento di politica vaccinale che viene previsto.

Nulla ha a che vedere con l’efficacia e l’utilità dei vaccini, che ho sempre ribadito, ma con il diritto di ogni parte politica di impostare le sue scelte sulla base dei dati epidemiologici. Abbiamo sempre detto che il tema del bambino immunodepresso sarebbe stato in cima alle nostre priorità, ma ci vuole più informazione e meno coercizione: se i vaccini ti servono, dovresti essere tu da solo a farli.

E se con la legge sull’obbligo le coperture vaccinali sono aumentate è perché le persone hanno assistito a un dibattito pubblico che ha fatto loro capire l’importanza delle vaccinazioni. Faccio notare – ha precisato ancora la ministra – che a oggi non è stata comminata nessuna multa».

Infine, la richiesta a tutto il Governo di una valorizzazione del Ssn. «Nel Contratto c’è l’autonomia e io da persona leale mi impegno a sostenerla, ma nel Contratto c’è anche la lotta alle diseguaglianze – ha avvisato Grillo -: l’attenzione alla Sanità pubblica è l’unico fronte su cui si potrebbe fare di più.

Devo dire però che le mie battaglie stanno sortendo effetto, visto che la prossima settimana approveremo un decreto interamente dedicato alla sanità calabrese. Che è la peggiore d’Italia. E io non voglio che i cittadini calabresi continuino a pagare per le incapacità di chi ci ha preceduto».