Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Dipartimenti prevenzione e Comunità terapeutiche dipendenze patologiche, audizioni in III commissione

La situazione in cui versano i Dipartimenti di prevenzione delle 6 ASL pugliesi è stata esaminata nella III commissione, presieduta da Paolo Pellegrino, nel corso dell’audizione (richiesta da Mario Pendinelli) che ha riguardato i sei direttori delle strutture in questione. Queste ultime sono preposte alla tutela della salute della popolazione, attraverso azioni tendenti a conoscere, prevedere e prevenire gli infortuni e le cause di malattia, in particolare quelle diffusive di maggiore rilevanza epidemiologica in tutte le realtà in cui la stessa salute è sottoposta a rischio. Al livello assistenziale della prevenzione dovrebbe essere dedicato il 5% del fondo sanitario assegnato a ciascuna ASL.

Questo non sempre si verifica dato che la maggior parte delle risorse finanziarie continua ad essere assorbita dell’assistenza ospedaliera e, in subordine, da quella territoriale. Il sistema, infatti, – hanno lamentato i direttori del Dipartimenti di prevenzione – continua ad essere ospedalocentrico, non considerando che la prevenzione basata sulle evidenze porta a regime a una riduzione delle morbilità e, quindi, dei ricoveri.

Le esigenze principali espresse dai direttori dei dipartimenti, al di là della situazioni specifiche, sono sostanzialmente comuni: una governance adeguata; una dotazione organica congrua (ad esempio, nell’ASL LE il personale negli ultimi 10 anni si è ridotto del 50% ed alcuni servizi rischiano di andare ad esaurimento se non si prendono provvedimenti), l’introduzione di figure professionali specifiche la cui necessìtà è scaturita negli ultimi anni (man mano che gli ambiti di operatività sono aumentati): ingegneri ambientali, tecnologi alimentari, assistenti sanitari, informatici, etc.

Altra richiesta emersa quella di riattivare i Comitati dipartimentali delle ASL (che raggruppano i rappresentanti delle 6 discipline interessate). Richiesta fatta propria da Pendinelli e che sarà formalizzata, su proposta di Nino Marmo, sotto forma di mozione da proporre all’approvazione del Consiglio regionale.
In precedenza la commissione aveva audito i rappresenti di Crea Puglia (Coordinamento regionale enti ausiliari) e dell’Apis (Agenzia pugliese per l’intervento e lo studio delle dipendenze patologiche) in merito alla definizione delle procedure di accreditamento conseguenti all’entrata in vigore del Regolamento regionale n. 10/2017.
Quest’ultimo fissa i requisiti per ottenere l’accreditamento da parte delle strutture interessate. Questo iter è partito – è stato fatto presente – a marzo 2017. A distanza di un anno non ha avuto luogo, da parte della Regione, nessuna verifica sulle istanze presentate.

Di qui la richiesta alla commissione sanità del Consiglio regionale di sollecitare il Governo regionale per l’applicazione delle nuove rette (quelle attualmente in vigore sono le più basse in Italia, con l’ultimo aggiornamento che è stato fatto sei anni fa) per le comunità terapeutiche che hanno i requisiti richiesti e che si trovano in grosse difficoltà economiche.

Il presidente Pellegrino ha ricordato la disposizione inserita nella legge di bilancio regionale 2019 che, per andare incontro alle esigenze degli operatori, prevede il rilascio o il rinnovo degli accreditamenti subordinandoli, in prima battuta, al rispetto dei soli requisiti organizzativi, fatto salvo l’obbligo di adeguamento dei requisiti strutturali nei termini previsti e comunque non oltre tre anni.