Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Contratto dirigenza medica e sanitaria, i sindacati chiedono di stringere i tempi

 

 

 

(IlSole24Ore) – Dopo il via libera all’Atto di indirizzo , i sindacati chiedono al Governo di stringere i tempi sul nuovo contratto per la dirigenza medica e sanitaria.

Anaao: recuperare i ritardi
«Dopo un valzer durato 4 mesi, il rinnovo del Ccnl della dirigenza sanitaria 2016-2018 sembra arrivato ai nastri di partenza», dichiara l’Anaao in una nota. «Ieri il Comitato di settore ha trasmesso, formalmente e finalmente, l’atto di indirizzo all’utilizzatore finale, cui tocca ora convocare le parti ed avviare la trattativa cercando di recuperare l’evidente ritardo».

 

«Infatti – commenta il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise – la dirigenza medica e sanitaria è stata scientemente messa in lista d’attesa, mentre la fase preelettorale favoriva la chiusura dei contratti di molti settori del pubblico impiego, il personale del comparto sanità stipulava una pre-intesa ed anche la convenzione della medicina generale si avviava su un binario prossimo alla conclusione. Il lungo blocco contrattuale, adottato per via legislativa da governi di vario colore e prolungato per via omissiva dai titolari della trattativa, ha provocato danni ingenti ai medici ed ai dirigenti sanitari, alle loro condizioni di lavoro, ai livelli retributivi e previdenziali, ma anche ai cittadini per i quali l’accesso alle cure pubbliche diventava sempre più difficile stante la carenza e la demotivazione delle risorse professionali. Bene ha fatto il Ministro della salute a sollecitare l’Aran a non più indugiare, bene farebbe il Ministro della funzione pubblica, cui l’Aran è funzionalmente collegata, ad attivarsi sollecitamente nello stesso senso».

Smi: si concluda l’iter senza spot elettorali
Alla notizia del via libera dell’atto di indirizzo della dirigenza medica, anche il segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani, Pina Onotri, chiede che si «chiuda, definitivamente la fase dei rinvii, delle promesse, degli spot elettorali e si concluda l’iter per il rinnovo di contratti e convenzioni». «I medici attendono da quasi 10 anni il nuovo accordo di lavoro – spiega – è vergognoso che migliaia di professionisti della sanità pubblica abbiano dovuto subire questo attacco al loro lavoro e alla loro dignità. Compensi e stipendi fermi da troppo tempo e che hanno un urgente, e doveroso, bisogno di un ristoro economico, con il riconoscimento degli arretrati. È una questione di diritti negati da sanare».

 

«Si chiuda quindi immediatamente questa trattativa – conclude Onotri – si faccia giustizia, evitando ulteriori promesse vuote o, peggio, spot elettorali. Per la parte normativa si prevedano, invece, risorse aggiuntive, si investa di nuovo adeguatamente nel Ssn, tagliando gli sprechi in altri ambiti della cosa pubblica, e si inseriscano nella partita del prossimo quadriennio».

Aaroi-Emac: per noi la mobilitazione continua
«Lo sblocco dell’Atto d’indirizzo è una buona notizia, ma non sufficiente. Così come non sarà sufficiente una eventuale convocazione dell’Aran per bloccare la mobilitazione, almeno per quanto riguarda l’Aaroi-Emac. Dopo anni e anni di blocco del contratto e i tanti punti critici da affrontare non possiamo fermare la protesta prima di capire di che cosa stiamo parlando. A partire dalle risorse messe a disposizione sulle quali non c’è alcuna chiarezza». È il commento del presidente nazionale Aaroi-Emac, Alessandro Vergallo, alla notizia dello sblocco dell’Atto d’indirizzo da parte del Comitato di Settore Regioni-Sanità.

 

«Non siamo disposti a intraprendere una trattativa lampo dal sapore pre-elettorale, né siamo disponibili a revocare tutte le azioni di protesta messe in campo finchè non avremo contezza di che cosa ci troveremo di fronte. I nodi da sciogliere sono tanti e – come abbiamo ribadito finora – non riguardano soltanto gli aspetti economici. Il rinnovo del Ccnl è per noi l’occasione per riaffermare diritti fondamentali di cittadini e professionisti del Ssn, che negli anni sono stati calpestasti, dimenticati, quando non cancellati a colpi di leggi, oltre che da contrattazioni decentrate al ribasso. Non basterà, quindi, la sola convocazione a fermarci. Se possa essere il primo passo, dipenderà da quanto e da come la parte datoriale sarà disponibile al confronto».