Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Borraccino: “Sanità, le ragioni dei territori contro un Piano di riordino ospedaliero calato dall’alto”

 

 

 

Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino:

“Ho partecipato ieri ad un Consiglio comunale monotematico straordinario, sui temi della Sanità, al Comune di Giovinazzo. Sono emerse, attraverso due proposte di delibere, importanti richieste da parte del Consiglio comunale.

La prima propone la necessità di potenziare l’automedica che soppianterà il locale Punto di Primo Intervento, di fatto chiuso. Nello specifico si rende necessario potenziare la macchina India con l’infermiere a bordo con la presenza di un medico, trasformandola in macchina Mike.

Contemporaneamente si rende necessario potenziare altresì il distretto con la presenza di più medici specialisti ambulatoriali. Con la seconda delibera invece si chiede di dare seguito alla cosiddetta Carta di Ruvo, con la quale sei comuni del nord barese, compreso Giovinazzo oltre a Molfetta, Corato, Terlizzi, Ruvo, Bitonto, hanno sottoscritto l’accordo di creare insieme l’ospedale unico di primo livello da localizzare nel nord barese, per garantire l’assistenza sanitaria ad un bacino di utenza di circa 200 mila abitanti.

Nel mio intervento ho fatto presente che la richiesta del potenziamento dell’automedica è più che legittima, poiché si propone di migliorare la rimodulazione dei Punti di Primo Intervento, che hanno subito una drastica cesoia a causa dei ben 39 PPI soppressi in Puglia, analoga condivisione ho espresso per le richieste implementazioni delle ore di specialistica ambulatoriale.

Sul secondo punto affrontato, quello relativo all’ospedale di primo livello, ho fatto rilevare che in tutte le cinque versioni del Piano di riordino ospedaliero, compresa l’ultima del marzo 2018, si evince chiaramente che tra i 17 ospedali pugliesi di primo livello ci sarà l’Umberto I di Corato. Le scelte dunque sarebbero già state fatte e quindi non si potrà che prendere atto delle decisioni prese.

Ho anche stigmatizzato le modalità del DM 70, approvato dal ministro Lorenzin del Governo Renzi, e approfittando della presenza nel Consiglio comunale di ieri anche di una parlamentare del MoVimento 5 Stelle, ho prospettato la possibilità di chiedere di modificare almeno in parte quelle storture che hanno ridotto la Sanità pubblica nazionale e pugliese in brandelli.

Ho ribadito che in ogni caso la Regione Puglia ha le sue grosse responsabilità, poiché non ha attivato 950 posti letto per acuti che lo stesso DM 70 avrebbe comunque garantito.

Ho concluso ringraziando l’intero Consiglio comunale per l’impegno profuso ed ho confermato la mia disponibilità a raccogliere suggerimenti utili per eventuali ulteriori modifiche del Piano di riordino ospedaliero, perché la nostra prerogativa resta quella della partecipazione, della condivisione delle scelte con i territori, con i sindacati e con le organizzazioni di categoria, purtroppo ignorate in questi anni.

Ancora una volta la famigerata legge sulla partecipazione approvata dalla Giunta Emiliano, un’ottima legge, dimostra di essere solo sulla carta, perché nel caso del Piano di riordino ospedaliero e non solo, ha miseramente fallito!”