Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Arriva sblocco assunzioni in Sanità

Arriva lo sblocco delle assunzioni in Sanità. I ministeri della Salute e dell’Economia avrebbero trovato l’intesa per superare il vincolo di spesa (il budget del 2004 diminuito dell’1,4%).

 

Il livello di riferimento per le assunzioni diventa la spesa del 2018: tutte le Regioni d’ora in poi potranno aumentare ogni anno le risorse da destinare ai nuovi contratti per medici e infermieri.

 

La norma messa a punto per superare il vecchio vincolo dell’1,4% sulla spesa prevede infatti che ci possano essere maggiori risorse a disposizione, sfruttando ogni anno il 5% degli aumenti del Fondo sanitario nazionale.

 

“In questi giorni ho portato avanti il mio impegno per superare l’anacronistico blocco delle assunzioni nella Sanità imposto dal 2009 a tutto il Sistema sanitario nazionale”, commenta il ministro della Salute, Giulia Grillo, in un post su Facebook. La norma dovrebbe venire inserita nel primo provvedimento utile e, in sostanza, per il 2019 prevede per le Regioni circa 50 milioni a disposizione in più da destinare alle nuove assunzioni, visto che tra 2018 e 2019 c’è stato un aumento di circa 1 miliardo del Fsn.

 

Il vincolo di spesa, che viene calcolato su base regionale, in questi anni ha colpito soprattutto le Regioni in regola con i conti, visto che quelle sottoposte ai piani di rientro devono rispettare anche altri paletti (primo tra tutti il blocco del turnover al 15%).

 

A causa dei vari steccati, secondo le stime della Cgil negli ultimi dieci anni la sanità avrebbe perso circa 50 mila unità di personale.

 

Sul fronte quota 100 intanto, saranno permesse assunzioni tenendo conto delle uscite in corso d’anno per coprire i buchi lasciati dal pensionamento anticipato.

 

“Abbiamo trovato un punto di equilibrio con Regioni, Ragioneria dello Stato-Mef e Funzione pubblica per avviare un cambio di rotta.

 

Auspico una piena condivisione perché tutto il Paese ha bisogno di nuove assunzioni di medici e operatori per il futuro del Ssn”, ha commentato Giulia Grillo. Dal canto suo, il sottosegretario alla Salute Luca Coletto ha definito l’emendamento che prevede l’abbattimento dei limiti di spesa come di una “boccata di ossigeno per il Ssn”.

 

Tuttavia, pur con le dovute cautele per un provvedimento che ancora non è definito, l’entusiasmo per la norma sblocca assunzioni non sembra essere condiviso dai medici, che esprimono più di un dubbio anche sulla possibilità che ci siano i soldi a disposizione.

 

“Il provvedimento va studiato, ma fissare la spesa al 2018 rispetto a quella del 2009 significa storicizzare la perdita registrata in questi anni, pari a 50 mila infermieri e 10 mila dirigenti medici.

 

Cioè, gli operatori sanitari persi dal 2009 al 2018 non verranno più recuperati”, sottolinea Carlo Palermo, segretario nazionale dell’Associazione medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale (Anaao Assomed).

 

Non solo: “se i 50 milioni previsti venissero destinati solo all’assunzione di medici, basterebbero solo per 500 camici bianchi. E, sempre ammesso che il Pil non si blocchi, perché in questo caso non ci sarebbe alcun incremento”.

 

Cauti ma perplessi anche i medici della Federazione degli Ordini dei medici e chirurghi (Fnomceo): “La norma non ci entusiasma, questi toni trionfalistici non li capiamo. Abbiamo chiesto dei dati per capire se può funzionare e quali proiezioni siano state fatte”, dice il presidente Filippo Anelli.

 

E aggiunge: “Non abbiamo capito se questa norma produca l’aumento delle risorse per fare le assunzioni. E’ positivo che il provvedimento valga per tutte le Regioni, ma il 5% premia quelle che hanno più soldi e il divario tra Nord e Sud non viene colmato”.

 

Attesa positiva dal Sindacato medici italiani (Smi): “Ben venga l’impegno del ministro Grillo per sbloccare le assunzioni. Ci auguriamo che il ministro riesca a rimuovere tutti gli ostacoli per l’assunzione di migliaia di nuovi medici”, ha commentato il segretario generale Pina Onotri.