Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

A mani nude, nessuno aveva mai pensato che il mondo si sarebbe fermato

A mani nude

I giorni passano, le ambulanze corrono e i bollettini si susseguono.

Ogni giorno telefonate e, quasi come un rito, qualcuno ci chiede: Avete mascherine? Avete guanti? Avete ventilatori?
Avete avete avete …. Ma siamo a mani nude.

 

Dove? Come? Perché? Non abbiamo potuto riflettere.

Dal 31 gennaio il nostro paese corre sul filo del virus e mi tornano in mente le battaglie quotidiane, la testa bassa, ma con l’orgoglio dentro, ripetendo tutti i giorni a noi stessi, nell’orgoglio della piccola impresa, nella difesa dei propri lavoratori e nell’arricchimento della propria competenza, che eravamo la prima linea.

 

Quanti tavoli tecnici, quante parole perse alla luce dell’oggi.

Dove ci veniva consigliato: dovete consorziarvi; il mondo va avanti; c’è la globalizzazione.

 

Mi tornano in mente le battaglie associative nel tentar di far passare il messaggio imprenditoriale radicato al proprio territorio.

Oggi, nessuno aveva mai pensato che il mondo si sarebbe fermato, impaurito, perso nella notte del non sapere, alla ricerca di una soluzione.

 

Oggi i capi di governo chiudono le scuole, le case, in una sorta di dittatura di massa che il virus ci impone, nella speranza che non ci scovi. Il nemico passa attraverso l’amico, gli affetti, le passioni.

Quale speranza?

Dobbiamo combattere con la resistenza,dove la propria trincea è il rispetto dell’altro, l’uscio della propria casa è la linea, il confine, invalicabile.

 

Tutte le logiche sono stravolte, il futuro dei nostri giovani incerto. Quanto durerà questa apocalisse?

Gli ospedali sembrano campi di guerra, l’esercito i medici, gli operatori sanitari e gli uomini di buona volontà.

Che parte hanno gli imprenditori?

A loro è stato dato il compito di chiudere le proprie aziende di mettere in una scatola la speranza della riapertura e l’abbraccio ai propri collaboratori,che non si possono lasciare con il piatto vuoto.

E allora …

Che le casse in deroga siano assegni immediati perché a loro non si può dare la speranza, bensì la certezza.

 

A noi, imprenditori …

Basta trionfalismi di quanto siamo stati bravi.

Testa bassa … Sfondiamo il muro dell’ipocrisia, dove la solidarietà passa nell’aiutarci a non accettare che qualcuno ci possa dire: siete piccoli; dovete associarvi; la globalizzazione è il futuro … Perche il mondo è cambiato e noi saremo gli attori, se il Signore vorrà, di una nuova pagina di storia, scritta con lacrime e dolore del nostro Paese, in cui i piccoli sono i grandi eroi.

Mai avrei pensato di dover riflettere su una frase cosi agghiacciante scritta da un inviato di guerra, in tempi non sospetti, che nel suo libro racconta di un bambino che, nella sua sofferenza, dice:
“QUANDO MUOIO LO DICO A DIO –  BARBARA SCHIAVULLI”

 

Il Vicepresidente AFORP
Responsabile Coordinamento Donne
Grazia Guida