Associazione Fornitori Ospedalieri Regione Puglia

Vivilasanità – Coordinamento Donne A.F.O.R.P. – Le riflessioni delle donne imprenditrici – Storie di coraggio e speranza

Vivilasanità – Coordinamento Donne A.F.O.R.P. – Covid 19

 

Le riflessioni delle donne imprenditrici

 

Storie di coraggio e speranza

 

 

 

 

GRAZIE a chi ha avuto a cuore la nostra vita

 

di Grazia Guida

 

Coordinatrice Regionale Donne A.F.O.R.P.

Ringrazio le colleghe del coordinamento donne che mi onoro di rappresentare per aver raccolto gli attimi  di un tempo ricco di spaccati di vita. Il dolore, la paura, l’incertezza hanno sempre avuto uno spazio nella speranza e nella passione del dovere. Tutto in un cammino che porta in se un  GRAZIE a chi ha avuto a cuore la nostra vita, il nostro futuro, le nostre imprese.

 

 

 

 

Ringrazio tutte le persone che per lavoro o volontariato siano state in prima linea

 

di Ornella Miano – Brindisi

 

 

“Ho percorso strade desolate per mesi, ambulatori vuoti, bar e negozi chiusi, il coprifuoco alle 1830.

Ho acceso tutti i giorni il computer per le videolezione delle mie figlie, spiegato loro perché la mascherina e perché vedere i nonni solo in Videochiamata.

Abbiamo giocato sul nostro terrazzo che non avevamo mai visto prima …

Ho assistito tutti i giorni ai notiziari sul Covid a tutte le ore, ai discorsi di Conte ascoltati con speranza, pregato per la nostra economia quasi in ginocchio, per i nostri anziani nelle RSA e per tutti gli ammalati negli ospedali, sperando che i guariti fossero sempre la maggioranza.

Mi sono chiesta spesso dove potevamo aver sbagliato, cosa stesse succedendo, aspettando la spesa a domicilio e disinfettando qualsiasi cosa venisse dall’esterno della mia casa.

Ho pensato molto ai ragazzi della nostra azienda, alla loro cassa integrazione e agli aiuti che ci sono stati promessi, è stato un periodo lento, a volte triste e scoraggiante, fatto di mille domande e tanta paura.

Sono stata molto triste ma anche molto orgogliosa di vedere il mio paese deserto, di vedere come la gente rispettasse i divieti con immensa fatica, ho visto gente soffrire i primi tempi per non avere soldi per comprare il cibo ma ora, si comincia a rivedere la luce, i casi diminuiscono i sorrisi riprendono, le mie figlie possono correre di nuovo tra i campi,  i nostri ragazzi riprendono a lavorare, rivediamo i nostri cari e la speranza è che non sia solo un break ma che la vita stia ritornando pian piano alla normalità .

Ringrazio tutte le persone che per lavoro o volontariato siano state in prima linea, ringrazio tutta la mia terra  per aver con sacrificio rispettato i divieti e le regole e faccio preghiera di non mollare proprio ora, di continuare a credere che tutti insieme seguendo le linee guida, ce la faremo a vedere questo brutto periodo come solo un ricordo.

 

 

Donne imprenditrici protagoniste in Puglia

di Laura Napoli – Lecce

 

Pur non vestendo i panni dell’imprenditrice in senso stretto, avendo un incarico amministrativo e gestionale all’interno della azienda SIs*Med di Lecce, sono testimone (da vicino) della vita aziendale.
Dell’imprenditoria femminile si conosce ormai quasi tutto, delle maggiori difficoltà di azione rispetto al firmamento maschile, della diffidenza, e quant’altro. Ma si è anche a conoscenza che il “gap“ va progressivamente riducendosi. L’intelligenza, l’intuito, il grande coraggio e, soprattutto la costanza e quella capacità di applicazione propria della donna, stanno contribuendo ad elevare la quota delle donne imprenditrici. E la Puglia sembra essere all’avanguardia in Italia se è vero che ha il tasso di incidenza del 23% contro il 21,83 della media nazionale(dati INFOCAMERE-UNIONCAMERE).
Ma se la situazione e le informazioni sull’imprenditoria femminile sembrano essere di pubblico  dominio e incoraggianti sul loro evolversi, diverso sembra essere, a mio parere, lo stato dell’essere dei ruoli e degli inquadramenti lavorativi delle donne all’interno delle aziende. Sappiamo bene come la componente femminile è, molto spesso, importantissima (se non determinante) nella quotidianità del lavoro, della vita aziendale. La costanza, la precisione, l’essere “aziendali” e contemporaneamente “famigliari” nei comportamenti, non trova concorrenza nella componente maschile. Ed è dimostrato che l’offerta di lavoro al femminile ha sempre un livello di qualificazione professionale più alta di quella maschile.
Nonostante ciò troppo spesso l’inquadramento professionale non è coerente con gli incarichi svolti e le responsabilità affidate. Nella provincia di Lecce (ma credo in tutta la Puglia) si hanno poche notizie, ad esempio, di quadri aziendali al femminile.
Ecco, questa è una situazione che varrebbe la pena monitorare. Avere contezza che le donne svolgono ruoli ben superiori al loro inquadramento aziendale, e renderlo di pubblico dominio, forse faciliterebbe una progressiva revisione del “pensare” aziendale. Con tutti i risvolti nella vita sociale delle donne, impiegate e quadri, certamente più motivate e partecipative se la loro presenza (e azione) sul campo venisse riconosciuta per intero.

 

 

 

Il valore aggiunto anche per l’Azienda

 

di Teresa De Candia – Bari

 

Essere imprenditrice non vuol dire solo essere parte del management aziendale ma si riferisce a tutte le donne che come me hanno realizzato un progetto professionale insieme ad altri, nell’azienda nella quale lavorano.

Ho capito, nel corso degli anni, che puoi realizzarti anche se non hai la “Tua Impresa”.

La professionalità lavorativa e le competenze che acquisisci, sono due ingredienti che possono mescolarsi perfettamente ed essere un valore aggiunto anche per l’Azienda.

Ho potuto apprezzare, nel sistema della “Piccola Impresa” che il continuo scambio di esperienze professionali è risultato di assoluto rilievo nella vita di relazioni e sociale.

 

 

 

Dobbiamo essere fiduciosi e ottimisti per un ritorno alla normalità

 

di Maristella Fioretti – Foggia

Un mondo che cambia, abbiamo introdotto nel nostro linguaggio termini a cui non eravamo assolutamente abituati: lockdown, pandemia, quarantena. Ci siamo dovuti adattare al distanziamento sociale, alle famose mascherine introvabili, personalmente, credo che la cosa più difficile da sopportare, in questo lungo e sospeso periodo, sia stato il cambiamento radicale di tutti i rapporti interpersonali, anche una normale stretta di mano ha rappresentato una fonte di pericolo. Lavorando nel settore sanitario, in qualità di rivenditori, ci siamo sentiti utili cercando di soddisfare tutte le necessità del momento. Abbiamo garantito la nostra disponibilità e la pluriennale esperienza per essere utili a una situazione di emergenza mai vista prima. Per due mesi abbiamo avuto molte difficoltà e abbiamo dovuto gestire una richiesta in crescita incessante, in contrapposizione alla difficoltà di reperire il materiale necessario. Alcuni articoli, come guanti, camici monouso, sono diventati merce rara, nonostante molte aziende abbiano convertito la produzione per rispondere all’emergenza sanitaria. Attualmente la situazione sembra essere rientrata e sicuramente dobbiamo essere fiduciosi e ottimisti per un ritorno alla normalità. Certamente la consapevolezza e la conoscenza di un nemico invisibile, che all’inizio dell’anno era totalmente sconosciuto, ci fa ben sperare verso un futuro non privo di rischi, ma da affrontare con meno ansia e paura e con la grinta per superare qualsiasi difficoltà.

 

 

 

Arcobaleni dipinti su lenzuola bianche incoraggiavano pensieri positivi

di Chiara  – BAT

Questi giorni di lockdown in cui tutto sembrava sospeso, abbiamo vissuto momenti frenetici e pensieri convulsi, ci hanno pervaso!

Mio figlio, il più grande, lontano a lavoro in una RSA in Emilia Romagna, raccomandazioni continue e videochiamate ansiogene. Mia figlia, V elementare, a casa con la didattica a distanza, connessioni a internet singhiozzanti e le ragioni, difficili da far comprendere, sul non poter uscire e abbracciare i nonni.

I cori sui balconi e gli arcobaleni dipinti su lenzuola bianche incoraggiavano pensieri positivi “tutto andrà bene”…

 

Nel frattempo negozi e aziende chiuse, lavoratori in cassa integrazione e tutte quelle bare portate via dai camion dell’esercito.

Tanti amici impegnati in diverse attività stretti dalla morsa dell’incertezza, amici floricoltori, gestori di cinema e compagnie teatrali, ristoratori e avvocati, tutti impotenti con voglia e bisogno di ricominciare a lavorare per poter onorare impegni finanziari assunti e le necessità di ordine pratico familiare.

Noi abbiamo lavorato con orario ridotto e chi ha potuto lo ha fatto da casa, cercando di sopperire il più possibile alle richieste degli ospedali. Abbiamo frazionato le scorte di magazzino per accontentare tutti i clienti dal Nord al Sud; subìto incrementi dei prezzi sui DPI e non solo e fronteggiato problemi insormontabili, tutt’ora in essere. Mascherine, guanti, camici e tanto altro le cui materie prime scarseggiano…

 

Non sono un imprenditore ma vivo tutti i giorni accanto a delle imprenditrici, madri e mogli che vivono il senso dell’azienda e della famiglia, la responsabilità di dover garantire lavoro ai propri dipendenti e  mantenere salda la mission della propria azienda.

 

Quale futuro ci aspetta…