Venerdì, 03 Settembre 2010
   
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SUMMIT DI CERNOBBIO:LA RIPRESA C'E' MA VA A PASSO LENTO

 

 Ripresa sì, ma a passo lento. Mare piatto su borse e mercati valutari. Imprenditori, manager, professionisti, analisti e gestori guardano con fiducia alla situazione economica dei prossimi mesi, senza però attendersi fiammate dai listini azionari.
L'84% delle persone interpellate da Il Sole 24 Ore Radiocor per il sondaggio realizzato in occasione del Workshop Ambrosetti che comincia oggi è convinto che la ripresa ci sarà, ma per un lungo periodo proseguirà a ritmi piuttosto lenti. Non mancano i pessimisti, che rappresentano solo il 13% del panel complessivo (oltre 200 partecipanti), secondo cui esiste il pericolo di una nuova recessione. Pochi invece gli ottimisti: solo il 3% dei partecipanti al sondaggio stima che la ripresa continuerà a velocità sempre maggiore, fino a diventare forte.

 

DEBITI ASL A QUOTA 50 MILIARDI DI EURO

 

 Ha toccato quota 47 miliardi, quasi la metà dei fondi destinati ogni anno alla tutela della salute pubblica, l'indebitamento di Asl e ospedali nel 2008. Ma nel 2009 è destinato a sfondare nuovamente il muro dei 50 miliardi. Con una voce che più di tutte preme sulle casse in sofferenza delle aziende sanitarie: il debito verso i fornitori, che con 30,7 miliardi vale il 65% del totale. E con una classifica che vede al top dell'esposizione Lazio e Campania, strozzate da 8,9 e 6,8 miliardi di debiti: in queste due regioni ogni cittadino è in rosso per 1.589 e 1.178 euro, con una media nazionale comunque ragguardevole che vale 796 euro a testa per ogni italiano.
La pietra filosofale del federalismo fiscale, considerato troppo facilmente la panacea di tutti mali finanziari del servizio sanitario nazionale, dovrà scontrarsi anche con la soluzione agli annosi problemi di cassa e di trasferimento dei fondi, e non solo di cattive amministrazioni, che affliggono la gestione della tutela della salute. E la Corte dei conti lancia un allarme in piena regola:«L'indebitamento degli enti sanitari –afferma nella relazione sulla gestione finanziaria 2009 di regioni e province autonome – rappresenta uno degli indicatori dai quali desumere elementi di rischio per la tenuta degli equilibri di bilancio ». Soprattutto perché, afferma la magistratura contabile, le difficoltà di cassa delle aziende sanitarie pubbliche hanno provocato da una parte un poderoso allungamento dei tempi di rimborso dei fornitori (anche 800 giorni solo in Calabria per i prodotti biomedicali), con tutto ciò che ne consegue in termini di interessi. Ma dall'altra hanno causato anche l'allungamento dei tempi di pagamento dei debiti a breve termine, al ricorso sempre più frequente alle anticipazioni di tesoreria e alle cartolarizzazioni: soluzioni, mette in guardia la Corte dei conti, «che comportano un aggravio di oneri, quanto meno in termini di interessi, e che riversano sugli esercizi futuri le difficoltà attuali ». Come dire che il futuro è già ipotecato dal rosso di oggi.

   

FIORE TRATTA CON IL GOVERNO. CONGELATE 2.200 ASSUNZIONI

 

 Le internalizzazioni del personale sanitario resteranno congelate, almeno fino a quando non verrà trovata un’intesa con il governo Berlusconi. La Regione Puglia non ha nessuna intenzione di arrivare allo scontro e alla rottura con l’esecutivo romano, d’altronde in ballo ci sono 500 milioni di euro. Senza quei soldi «diventerebbe difficile persino pagare gli stipendi», fa notare un manager pugliese. Ecco perché l’assessore alla sanità, Tommaso Fiore, è pronto a sedersi al tavolo delle trattative. Dalla Capitale, ieri, è stato dettato il cronoprogramma che dovrà, entro il prossimo 15 ottobre, portare alla stesura definitiva del piano di rientro dal deficit da 450 milioni.
Si parte martedì prossimo con il primo incontro tra i tecnici del ministero e quelli della Regione Puglia. Insieme dovranno rivedere il piano di rientro presentato prima della pausa estiva e parzialmente bocciato. Prima di quella data, Fiore avrà una riunione operativa con ogni direttore generale delle As pugliesi. Le audizioni sono cominciate ieri mattina con i manager di Lecce e Brindisi, nelle prossime ore toccherà a Bari, Taranto, Foggia e Bat. «Dovremo rivedere i piani locali», spiega l’assessore. Ma nessuno stravolgimento in vista. «Piccoli dettagli da sistemare, più che altro si tratta di articolare meglio il piano di rientro», dice ancora Fiore. Obiettivo arrivare a Roma con un documento che possa passare le verifiche tecniche ministeriali. Dopodiché, partirà la fase due, quella politica. Entro il 21 settembre, l’assessore incontrerà i sindaci delle sei province per discutere il piano ospedaliero.

   

CERTIFICATI ON LINE, BRUNETTA: NEI PRIMI QUATTRO MESI SPEDITI 148MILA DOCUMENTI

 

 I medici sono avvertiti. Dopo la pausa agostana resteranno solo le prime due settimane di settembre per adeguarsi alla norma che impone l'invio online all'Inps dei certificati di malattia. A metà del prossimo mese terminerà la fase di collaudo (si veda anche Il Sole 24 Ore di ieri) e il sistema di certificazione online sarà del tutto operativo. «Chi non avrà ottemperato alla legge subirà le sanzioni previste» ha annunciato ieri il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, dopo aver rivelato di aver chiamato tutti i presidenti delle regioni per sollecitare la distribuzione alle Asl dei pin che dovranno poi essere assegnati ai singoli medici.
«Mi hanno dato tutti ampie rassicurazioni – ha detto –. Oggi siamo a un terzo di pin già distribuiti e operativi. Con il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, e con la Sogei (la società che ha fornito il software di riferimento, ndr) abbiamo verificato ogni singolo passaggio. Da lunedì prossimo sarà totalmente operativo il call center per tutti quei medici che non potranno usare la certificazione online. I cittadini, lavoratori pubblici e privati, circa 17 milioni di persone, da metà settembre non dovranno più inviare raccomandate, non ci saranno più costi». Brunetta ha spiegato che, a regime, il sistema dei certificati medici per malattia online determinerà un risparmio «di almeno 500 milioni l'anno. Tutto questo sarà possibile nonostante tante resistenze, a partire dal sindacato medici della Cgil». L'esempio da seguire, ha aggiunto il ministro, è quello della certificazione online per l'invalidità «che funziona benissimo, con 60mila medici che hanno il pin e inviano all'Inps la documentazione».

   

IGNAZIO MARINO (PD): "NORD EFFICIENTE, SUD CLIENTELARE. LO STATO LO COMMISSARI"

 


Senatore Marino, la Commissione per l'efficienza del Sistema Sanitario Nazionale del quale è presidente insieme all'Istituto Sant'Anna di Pisa ha analizzato più di 500 poli sanitari del Paese, fotografando un'Italia spaccata a metà dal cancro della Sanità. Che cosa ne pensa?
Abbiamo voluto, già dalla fine del 2008, dare un'impostazione al lavoro della commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale non basata su pregiudizi ideologici, quelli che possono essere comuni in una certa politica, ma su quella che io chiamo la testardaggine dei numeri. Cioè analizzare con degli indicatori numerici l'efficacia, l'efficenza e la qualità della Sanità nel nostro paese. Ora per spiegarmi più chiaramente abbiamo usato 34 indicatori che ci diano una misura precisa della situazione ospedaliera e della sanità territoriale, degli aspetti farmaceutici e dell'importantissimo capitolo della prevenzione.
Per esempio...
Per far un paio di esempi uno degli indicatori utilizzati è il tempo che passa da quando una persona subisce la frattura del femore fino al momento dell'operazione. Non c'è bisogno di spendere parole sul fatto che prima l'operazione viene eseguita migliore sarà il recupero funzionale. Ma le differenze in Italia sono davvero enormi. Basta pensare che lo standard internazionale prevede che, almeno nell'80% dei casi, la persona debba essere operata nel giro di poche ore. Bene, in Italia si va da una situazione come quella di Bolzano dove l'83% delle persone viene operata davvero in poche ore a una situazione come quella di Catanzaro dove il 93% delle persone non arrivano in sala operatoria prima del terzo giorno dal momento della frattura. Cioè passano almeno 48 ore dal momento della frattura.

   

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