Lunedì, 20 Maggio 2013
   
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D’AMBROSIO LETTIERI (PDL): “PRESENTATO DDL IN MATERIA DI FORMAZIONE SPECIALISTICA IN MEDICINA GENERALE”

LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI -  SENATORE PDL

 “Garantire un modello sanitario universalistico nel rispetto dei principi di solidarietà ed equità e nel segno della responsabilità significa anche ridare dignità alle professioni sanitarie e a quella medica in particolare, a cominciare dalle nuove generazioni che rappresentano il futuro e la sopravvivenza stessa del nostro sistema sanitario nazionale. Accesso alla professione medica e iter formativo ed occupazionale sono i punti nodali da affrontare e riformare in modo da sottrarre un settore così delicato ad un destino amaro cui non possiamo rassegnarci e che vede crescere il progressivo impoverimento del sistema con una vera e propria emorragia di risorse umane con specifiche professionalità che cerca all’estero quel che non trova in Italia. La politica ha il dovere di dare risposte e per questo ho chiesto al Governo di far entrare nell’agenda anche il tema sensibile della Sanità e della riforma del sistema a 360 gradi”. In quest’ottica il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (Pdl), a margine della manifestazione “Giovani Medici Day”, ha annunciato la presentazione, insieme ai senatori Andrea Mandelli (Pdl) e Piero Aiello (Pdl), di un Disegno di legge che prevede nuove disposizioni in materia di formazione specialistica in medicina generale.

 

ZULLO: “MIULLI, SITUAZIONE CRITICA MA RECUPERABILE, I PROCLAMI NON AIUTANO”

IGNAZIO ZULLO - CAPOGRUPPO PDL - REGIONE PUGLIA 

 Zullo: “Miulli, situazione critica ma recuperabile, i proclami non aiutano”  
Nota del capogruppo PdL alla Regione Puglia, Ignazio Zullo.
"Non si può nascondere la criticità gestionale dell’Ospedale Miulli, fiore all’occhiello della sanità pugliese e vanto del nostro territorio, ma non è con i proclami che si possono trovare soluzioni che passano attraverso interventi legislativi, amministrativi, di bilancio e di riorganizzazione dell’intero SSR. Occorre distinguere tra soluzioni e rimedi di breve termine da quelle di medio-lungo termine.
Oggi è incombente il rischio della sopravvivenza perché è deficitaria la struttura dei conti per una mancata corrispondenza tra costi e ricavi indispensabile per garantire le attività per l’anno 2013. In questo va vista l’azione del PDL, tesa a rimodellare il tetto di spesa in modo da ritrovare un giusto equilibrio tra volume di attività di cui beneficia la Regione e la collettività pugliese, con il sudore dei lavoratori ed equa remunerazione di quel lavoro che non può non tener conto delle voci stipendiali derivanti dai contratti nazionali.
In assenza di una presa di coscienza delle necessità impellenti del momento, si rischia di pensare a soluzioni di medio e lungo periodo che potrebbero intervenire quando ormai il Miulli sarà collassato e quindi facile preda di poteri forti. A meno che non sia una strategia ben studiata per indebolire i nostri gioielli anno dopo anno per alimentare appetiti famelici di potenti investitori
Noi del Gruppo PDL alla Regione saremo in guardia, ma vorrei che sia in guardia tutto il tessuto politico e sociale del territorio e il mondo dei lavoratori, sulla necessità di non rincorrere proclami che spingono sull’emotività del momento.
Sull’emotività spinge sempre Vendola quando promette; quanta emotività positiva alimentava quando prometteva eliminazione dei ticket e delle liste di attesa, acqua gratis, apertura di ospedali, raccolta differenziata al 65%, efficienza degli impianti di depurazione e così via, salvo poi rimanere delusi in una Puglia con sanità allo sfascio, degrado ambientale con aumenti di tassazione rifiuti, Patto di stabilità penalizzante, super ticket e super tasse, acqua più salata (nel costo), agricoltura abbandonata, disoccupazione, crisi delle imprese e..mi fermo qui.
Ulisse non si fece incantare dal canto delle sirene, tenne dritta la barra e la schiena, ora tocca a noi non lasciarci più tentare dalla poesia di Vendola".

 

   

ANNO 2013:SCENDONO MA DI POCO I PAGAMENTI PA

GIUSEPPE BORTOLUSSI - SEGRETARIO GENERALE CGIA DI MESTRE 

 Scendono i tempi di pagamento della P.A.

Pagamenti della Pubblica Amministrazione

 

Pur continuando ad essere il peggior pagatore d’Europa, in questi primi mesi del 2013 lo Stato italiano e le sue Autonomie locali hanno ridotto di 10 giorni i tempi di pagamento nei confronti dei propri fornitori. Se l’anno scorso le fatture venivano saldate mediamente dopo 180 giorni, quest’anno, stando all’elaborazione della CGIA di Mestre su dati presentati nei giorni scorsi da Intrum Justitia, i fornitori devono attendere 10 giorni in meno, cioè 170. Solo la Grecia, che nella graduatoria generale è al penultimo posto, ha fatto meglio di noi: per l’anno in corso ha accorciato i tempi di pagamento di 15 giorni.

 

Quali le cause della contrazione avvenuta in Italia ?


 

“Vuoi per gli effetti della nuova legge nazionale entrata in vigore dal primo gennaio di quest’anno che ha recepito la Direttiva europea contro i ritardi dei pagamenti, vuoi perché nel Paese si è diffusa una certa sensibilità nei confronti di questo problema – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA - sta di fatto che la Pa italiana paga i propri fornitori con maggiore celerità. Questa è un’inversione di tendenza importante, ma non ancora sufficiente, visto che rimaniamo fanalino di coda a livello europeo. Se in questo ambito le Pubbliche amministrazioni di Grecia e di Cipro continuano ad essere più efficienti della nostra, vuol dire che il lavoro da fare è ancora molto“.

 

Nonostante il buon risultato ottenuto quest’anno, sottolinea la CGIA, rimane il fatto che rispetto alla media Europea scontiamo un gap ancora abissale. Se, come dicevamo più sopra, la nostra Pa salda le fatture mediamente dopo 170 giorni, la media europea è di soli 61 giorni (- 5 rispetto al 2012). Si pensi che la Pa francese onora i suoi impegni a 60 giorni, quella inglese a 41 giorni e quella tedesca a 36.

 
Pagamenti delle strutture sanitarie pubbliche


 

La riduzione dei tempi di pagamento della Pa italiana trova conferma anche nella sanità che storicamente è uno dei settori dove i ritardi, soprattutto al Sud, sono spaventosi. Ancora adesso il pagamento medio a livello nazionale avviene dopo 284 giorni. Nel 2013, sempre secondo un’elaborazione della CGIA questa volta su dati Assobiomedica, i tempi di pagamento delle strutture sanitarie pubbliche, con riferimento alle forniture di dispositivi medici, si sono accorciati a livello nazionale di 14 giorni, con punte di – 83 in Campania, di -41 in Sardegna, di -40 in Calabria e di -32 in Puglia.

 

Pagamenti dei committenti privati

 

Nelle transazioni commerciali tra imprese private, invece, la situazione rimane immutata. Anche in questi primi mesi del 2013 i committenti pagano i propri subfornitori a 96 giorni, mentre in Francia i giorni di calendario necessari per essere saldati sono scesi a 55, nel Regno Unito a 41 e in Germania a 34. La media europea è di 49 giorni (- 3 rispetto al 2012).

 

“Nelle transazioni commerciali tra imprese private – conclude Bortolussi – la nuova legge nazionale ha concesso una maggiore elasticità rispetto ai rapporti che intercorrono tra un’azienda privata e la Pa. Dal primo gennaio 2013 le scadenze di pagamento oltre i 60 giorni devono essere fissate espressamente e provate per iscritto purché non siano gravemente inique per il creditore, pena la loro nullità. Il maggiore potere negoziale del committente e la paura di perdere le commesse hanno indotto molti fornitori ad accettare le condizioni imposte dai loro partner commerciali, che prediligono pagare ancora adesso e con tempi medi non inferiori a 96 giorni”.
 

 
   

SANITÀ PUGLIESE SANERÀ DEBITO A RATE IN 30 ANNI

GIUSEPPE MARCHITELLI - PRESIDENTE AFORP (Associazione piccole e medie imprese Sanità)

 BARI - Il Ragioniere dello Stato: otto regioni in rosso più della Puglia. La sanità pugliese fuori dal tunnel. In attesa di ufficializzazione, ecco i dati aggiornati del cosiddetto tavolo «Massicci» che fissa il disavanzo accumulato dalle Regioni sul capitolo Sanità alla data del 9 aprile 2013. Il governo nazionale ha ripartito in totale 5 miliardi di euro, fissando le quote riservate a ciascun territorio come anticipo sui fondi destinati al ripiano delle perdite. Dato un disavanzo complessivo del sistema sanitario italiano pari a circa 23 miliardi e 500mila euro, restano da coprire oltre 18 miliardi. Per rientrare di queste cifre si fa sempre più insistente la voce in base alla quale si starebbe arrivando a un’ipotesi di accordo incentrato sulla «rateizzazione» trentennale.

Alla Puglia, regione che ha accumulato dal 2001 al 2011 298 milioni di perdite consolidate - cui si aggiungono i 292 milioni di euro per mancati trasferimenti al servizio sanitario per spesa corrente o per ripianare le perdite di esercizio - spettano 146 milioni e 678mila euro. Le perdite rimanenti dovrebbero essere ammortizzate accantonando una quota fissa di circa sette milioni di euro all’anno. Un sacrificio «relativo» se paragonato a quelli imposti dalle regole di un rigidissimo e inflessibile piano di rientro imposto dal governo nazionale e che, in questi ultimi anni, ha fatto balzare la Puglia in vetta alle classifiche delle regioni sotto strettissima osservazione.

   

DAL 1° LUGLIO AUMENTA L'IVA:26MILA IMPRESE A RISCHIO

ENRICO LETTA - PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 

Un'altra stangata per le famiglie e il rischio concreto per 26mila negozi ed esercizi commerciali di dover abbassare definitivamente le serrande. È quanto potrebbe verificarsi a partire tra poco più di un mese se il Governo non interverrà a disinnescare la mina che rischia di far ulteriormente peggiorare la situazione dell'economia italiana. Dal 1° luglio, infatti, è previsto l'aumento sull'aliquota ordinaria Iva che dovrebbe passare dal 21% al 22 per cento.

Un rincaro che colpirà beni di largo consumo come, per esempio, abbigliamento, elettrodomestici ed elettronica di consumo, gran parte degli autoveicoli, servizi legali e professionali. Per una famiglia di tre persone significa spendere in media 135 euro in più all'anno. È quanto emerge dall'analisi del centro studi di Confcommercio che mette in risalto anche l'ulteriore contraccolpo per il sistema delle attività produttive con un peggioramento del saldo tra nuove imprese e chiusure che porterebbe a perdere 26mila negozi ed esercizi commerciali entro la fine del 2013.

   

IL PROBLEMA DEL MIULLI NON PUÒ ESSERE VITTIMA DEL TATTICISMO POLITICISTICO DEL GOVERNO REGIONALE.

MICHELE BOCCARDI - CONSIGLIERE PDL - REGIONE PUGLIA 

 Il problema del Miulli non può essere vittima del tatticismo politicistico da parte del Governo Regionale.

      
Pubblichiamo la nota di Michele Boccardi,Consigliere Regione Puglia PDL
"Questo nosocomio coinvolge la vita soprattutto acquavivese ma anche pugliese condizionandone le scelte, le aspettative, ed il progresso.
L'ospedale Miulli può considerarsi un vanto per la città grazie all'impegno dei suoi medici, dei suoi infermieri, dei suoi tecnici, insomma di tutto il personale. Rappresenta il fiore all'occhiello della sanità in Puglia ed un volano occupazionale.
Il Miulli e' in grado di erogare un'assistenza sanitaria di prim'ordine che richiama un'utenza vastissima per questo il governo regionale deve intervenire urgentemente ed energicamente con soluzioni concrete e non con provvedimenti tampone ed una tantum. Sono in gioco la salute e le aspettative di moltissimi lavoratori e non è giusto assumere atteggiamenti pilateschi o tatticismi politicistici tipici della politica politicante.
Il Governatore dell'ospedale ha più volte chiesto un tavolo di confronto con la Regione per trovare delle soluzioni efficaci e condivise".
   

TICKET TROPPO ALTI 25MILA TARANTINI RINUNCIANO A CURARSI

 

SILVANA STANZIONE - PRESIDENTE REGIONALE TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO

 Silvana Stanzione (presidente regionale Tribunale per i Diritti del Malato), attraverso le colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, ha dichiarato: «Abbiamo lanciato anche noi, da Taranto, un grosso allarme: c’è una grossa fetta di popolazione - si parla di 8 milioni nel nostro Paese con una stima di 20-25mila a livello locale - che ha rinunciato a curarsi. E’quello il numero di persone che mancano all’appello: persone che prima si curavano e che ora non sono più in grado di farlo per l’alto costo dei ticket. Una questione che ci preoccupa ancora di più se consideriamo che per il 2014 sono annunciati ulteriori ticket o rincari. Un ultimo eclatante esempio di cui stiamo occupandoci: alla nostra sezione provinciale è stato denunciato il caso di una donna in provincia che, rivoltasi al pronto soccorso, si è vista addebitare un ticket pari a 200 euro a dispetto dei tetti massimi di spesa previsti e fissati a 76 euro».

   

CERTIFICATI MEDICI:IL 98,1% VIAGGIA ON-LINE. IN PUGLIA 428307 DA GENNAIO 2013.

 


Certificati medici. Il 98,1% viaggia on line. Da aprile 2010 sono a quota 50 milioni


Dall’inizio di quest’anno ne sono stati trasmessi all'Inps più di 9 milioni. Dal settore privato l’ammontare maggiore. Dal centrosud il maggior numero di invii dal settore pubblico. I numeri nel nuovo report del Ministero della Pubblica amministrazione. IL REPORT
17 MAG - Certificati medici on line? Finalmente sembrano essere una realtà. Era l’aprile 2010 quando il sistema voluto dall’ex Ministro Brunetta prese l’avvio e da allora sono stati trasmessi all’Inps 50.107.849 con una percentuale di trasmissione on line che ad aprile 2013 ha raggiunto il 98,1%.
Questi alcuni dei numeri contenuti nell’aggiornamento (gennaio 2013-aprile2013) sullo stato dei certificati medici on line pubblicato da Palazzo Vidoni.
 
I numeri (gennaio 2013-aprile 2013)
 
 
Dall’inizio dell’anno sono stati trasmessi per via telematica all’Inps 9.146.611 certificati medici. La maggioranza (7.770.896) riguardano i privati Inps, cui segue il settore pubblico (911.159) e i privati ‘non Inps’ a quota 464.556.
 
Le Regioni che ne hanno trasmessi di più (anche perché sono le più popolose) sono la Lombardia con 1,66 mln cui segue il Lazio con 1,14 mln e l’Emilia Romagna  con 826 mila.La Puglia è a metà classfica a quota 428.309.
 
Da notare come per i certificati nel settore pubblico quasi la metà (50,5%) dei 911 mila totali provengano da 6 Regioni del centro sud: Lazio (130.627, ma in questo caso si deve ricordare la presenza di molti uffici pubblici centrali), Sicilia (122.246), Campania (94.216), Puglia (55.843), Calabria (33.392) e Sardegna (23.937).

Fonte:Quotidiano sanità

   

PROGETTO "QUALIFY-CARE" - PERCORSI INTEGRATI INNOVATIVI

 

ELENA GENTILE - ASSESSORE PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE

 Progetto "Qualify-Care" - Percorsi integrati innovativi per la presa in carico domiciliare di persone gravemente non autosufficienti.

Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 758 del 16 aprile 2013, sono stati approvati, nell'ambito del Progetto "Qualify-Care"- Percorsi integrati innovativi per la presa in carico domiciliare di persone gravemente non autosufficienti", i criteri di accesso ai Progetti di Vita Indipendente (PRO.V.I.) e lo schema di Convenzione con la rete regionale dei Centri per la domotica sociale.

L'obiettivo dei PRO.V.I. è quello di sostenere la "Vita Indipendente", per la quale si intende la possibilità, per una persona adulta con disabilità grave, di autodeterminarsi e di poter vivere come chiunque avendo la capacità di prendere decisioni riguardanti la propria vita e di svolgere attività di propria scelta, in collaborazione con la rete regionale dei Centri Ausilii per la Domotica Sociale operanti nell'ambito della mobilità delle persone non autosufficienti, degli ausilii fisici, delle soluzioni domotiche, delle tecnologie informatiche a supporto della vita quotidiana.

   

CURE A CASA PER IL 14% DI ITALIANI

 

 Cure a casa per il 14% di italiani


Cure a domicilio per il 14% degli italiani nel corso del 2012. Il dato è contenuto in una ricerca commissionata da Europ Assistance - società leader nel settore dell'assistenza privata - all'Istituto di ricerca sociale, economica e di opinione Ispo, in base alla qual è decisamente in crescita il numero dei cittadini che almeno una volta ha chiesto l'intervento a domicilio di un medico o di un pediatra diverso da quello della Asl, di un fisioterapista o di un infermiere o una badante. Inoltre, secondo lo studio - presentato oggi a Milano in occasione della terza edizione della Giornata nazionale della previdenza - l'82% dei cittadini chiede di potenziare l'assistenza domiciliare, mentre continua a crescere l'utilizzo dell'assistenza domiciliare integrata, con un 5% di anziani presi in carico rispetto al 3% del 2004.

   

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